Un imprevisto dopo l’altro: ecco perché è slittata la riapertura del Teatro Garau

L'assessore alla Cultura Massimiliano Sanna elenca i problemi incontrati durante i lavori di sistemazione della struttura

La facciata del Teatro Garau

Giovedì, 21 gennaio 2021

Ancora quaranta giorni per la presentazione delle proposte di gestione del Teatro Garau di Oristano: la scadenza è fissata per il 1° marzo. La concessione in uso del teatro di Oristano seguirà il completamento dei lavori di manutenzione che lo renderanno nuovamente utilizzabile. Le operazioni proseguono attualmente con la sistemazione dei pannelli in legno che permetteranno di insonorizzare la struttura.

“È un lavoro di precisione”, spiega l’assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Sanna, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo a teatro. “I pannelli sono posizionati a incastro ed è indispensabile che l’intonaco sotto sia perfetto, perché risultino ben allineati. Nei punti in cui non è così, bisogna intervenire anche sull’intonaco”.

I piccoli difetti delle murature impongono tempi più lunghi per i lavori, che hanno visto un iter duraturo e impegnativo. “Gli imprevisti non sono mancati”, conferma Sanna. “Fin dall’inizio si sono registrate diverse incombenze aggiuntive che hanno fatto slittare la conclusione dei lavori e aumentare i costi”.

I primi imprevisti si sono notati non appena si è cominciato a smantellare l’esistente. “Il controsoffitto della galleria, per esempio”, spiega l’assessore, “non era in cartongesso, come previsto, ma realizzato con pannelli di gesso e canapa, molto pesanti. Si è resa necessaria, fra l’altro, un’analisi approfondita dei materiali, per avere la certezza che non contenessero amianto, fatto che avrebbe comportato diverse modalità per lo smaltimento”.

“La pesantezza dei pannelli, inoltre, ha imposto la rimodulazione della protezioni della sala, anche per i pavimenti di marmo e legno”, aggiunge l’assessore.

“Nella stessa zona, tra controsoffitto e solaio, inoltre, erano presenti dei ferri a vista che hanno richiesto lo smaltimento a Macchiareddu, con costi aggiuntivi”, elenca ancora Sanna. “C’è stato, poi, un problema sulle tubazioni, completamente ostruite: abbiamo dovuto chiedere un intervento di Abbanoa”.

Anche le complicazioni sull’ingresso del teatro sono state individuate a lavori avviati: si è scoperto che nell’ingresso principale – una delle vie di fuga del teatro – la composizione della struttura avrebbe garantito 30 minuti di tempo utile per la fuga, a fronte dei 90 previsti dalla legge. Il Comune dunque si è dovuto far carico della sistemazione della zona, compreso il pavimento dell’appartamento situato al piano di sopra.

Nella stessa zona si è rilevata la presenza di termiti, che avevano già aggredito una parte degli elementi in legno. Parallelamente agli altri lavori, gli operai sono dovuti intervenire rimuovendo completamente il battiscopa per poter spargere l’insetticida.

Un intervento aggiuntivo rispetto a quelli preventivati è stato reso necessario anche nell’intradosso del solaio: “Nella copertura erano presenti infiltrazioni d’acqua”, ha spiegato Massimiliano Sanna, proseguendo nel lungo elenco di imprevisti.

Massimiliano Sanna

Anche all’esterno della struttura sono state rilevate criticità sulle quali si è dovuto intervenire: “Nelle vie Serneste e Parpaglia l’intonaco era stato realizzato con malte non idonee”, spiega Sanna, “con spessori prossimi agli 8 centimetri, e questo ha richiesto maggiori oneri. Lo smaltimento, inoltre, ha portato alla luce tubature in cemento amianto che sono state sostituite”.

I problemi si sono avuti anche sul fronte della canalizzazione per l’areazione delle scale, che si è scoperto non essere a norma. Sono state riviste le vie di fuga e si è studiato un piano che evitasse la concentrazione delle persone in un unica zona. A questo si è aggiunta la realizzazione di varchi e botole al piano terra per gli addetti ai lavori.

Anche la pandemia ovviamente ha contribuito a rallentare i lavori e ha portato maggiori oneri per il Comune, che ha dovuto aggiornare il piano sulla sicurezza.

Il progetto iniziale di sistemazione del teatro si concentrava principalmente sul rifacimento dell’impianto antincendio, l’abbattimento delle barriere architettoniche e il ripristino della funzionalità, con la separazione dei locali, l’adeguamento di strutture e materiali (resistenza al fuoco di murature e pilastri, del materiale scenico, della copertura), l’adeguamento della distribuzione e della sistemazione dei posti in sala e dell’esodo del pubblico (vie d’uscita, porte), le misure per la scena, gli impianti elettrici, di condizionamento e ventilazione, idrici e antincendio.

Per queste operazioni il Comune aveva chiesto e ottenuto 700 mila euro di finanziamenti regionali. La somma necessaria alla realizzazione dei lavori è poi aumentata, raggiungendo la cifra di 1 milione 200 mila euro.

Ulteriori 146 mila euro sono stati aggiunti con un mutuo. “Questi ultimi fondi”, precisa l’assessore, “ci hanno permesso di aumentare il numero dei posti a sedere e hanno consentito di aprire provvisoriamente il teatro, con ingresso laterale”.

La prossima apertura della struttura, infatti, riguarda i 278 posti della platea, in attesa di completamento dei lavori già previsti e approvati. L’ingresso avverrà dalla via Serneste.

Gli interventi, eseguiti dalla CISAF di Quartu Sant’Elena dell’ingegner Angius, sono stati realizzati grazie a un progetto dell’architetto Gabriele Manca, che ha curato il restauro, e dell’ingegner Giovanni Mascia, che si è occupato della parte relativa all’impianto antincendio.

I lavori nel lato del teatro

2 Commenti

  1. Perché non acquistare l’edificio adiacente? È in vendita, magari si trova un accordo sul prezzo e questo piccolissimo teatrino ci può guadagnare con gli spazi.

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