Radio Oristano, 50 anni fa l’avventura di un gruppo di giovani entusiasti

Una rimpatriata con un gruppo dei protagonisti

Joseph Murru, Nanni Di Cesare, Maurizio Manca e Mario Marazzi nello studio di Ror

Martedì, 7 maggio 2024

Nel lontano mese di maggio del 1975 la banda radio della modulazione di frequenza dell’epoca si arricchì di una nuova emittente libera, Ror 98 mhz, Radio Oristano. Erano gli anni dei pionierismo dell’etere. Pochi mesi prima era nata Radiolina: dopo Radio 1 e Radio 2, nella banda radio si fecero largo Radiolina e Ror.

Un manipolo di giovanissimi, guidati da Nanni Di Cesare e Angelo Capone, aveva acceso il trasmettitore in una soffitta di via Umbria. Una settimana dopo era arrivato un nuovo trasmettitore e Ror, frequenza 101 mhz, si era trasferita nei palazzi Saia.

Quei ragazzi di allora, capelli lunghi e tanta voglia di fare radio e trasmettere musica, si sono ritrovati venerdì scorso, dopo 49 lunghi anni. Una ventina di loro, oggi con molti più anni sulle spalle e con i capelli bianchi, hanno risposto all’appello dei due fondatori della radio.

“Mi piaceva la radio, mi piaceva la musica e poi volevo realizzare qualcosa che mi potesse far lavorare” ha ricordato Nanni Di Cesare. Come è nata Radio Oristano? Cici Sotgiu, scomparso qualche anno fa, era amico di Nicola Grauso, che aveva appena aperto Radiolina. Ci fissò un appuntamento a Cagliari e decidemmo di aprire una radio anche ad Oristano, con la stessa frequenza della prima radio libera della Sardegna. Acquistai così un trasmettitore usato. Ma la società con Grauso durò solo qualche settimana. Il trasmettitore si guastò, il giorno dopo comprai un trasmettitore nuovo e più potente”.

“La cosa più bella erano tutti quei giovani, molti sono presenti oggi in questa rimpatriata. La forza era questa. Purtroppo diversi di loro non ci sono più”, ha ricordato commosso Di Cesare. “Venivano e mi chiedevano di poter fare un programma. Salvatore Manca, Paolo Desogus e Lelle Luperi erano giornalisti ed iniziarono a produrre i primi notiziari. Angelo Porcheddu realizzò il Supergoffredone, inventava decine di personaggi. Roberto Pala portò nell’etere grandi novità e con la sua esperienza musicale propose i grandi gruppi della musica mondiale: lo abbiamo ricordati dopo la sua recente scomparsa. Così come non possiamo dimenticate il mitico don Peppino Murtas, uno dei personaggi di punta di quel periodo”.

Anche allora la linfa vitale delle radio era la pubblicità. “I programmi di un’ora duravano 35 minuti”, ricorda Di Cesare, “grazie alla pubblicità che ti pioveva addosso da sola. È stata una bella avventura, durata 5 anni, con programmi musicali, dediche, sport, informazione. Ritrovare oggi tutti quegli amici mi ha fatto ritornare indietro di decenni: è stata una bella serata”.

“Un rammarico di quel periodo avventuroso? A causa di un guasto al trasmettitore non riuscimmo a inaugurare ufficialmente Ror: per l’occasione era venuta appositamente da Roma Maria Giovanna Elmi, grazie alla nostra amica e collaboratrice speciale Silvia Orru” ha concluso Nanni Di Cesare. “Per motivi di salute sia lei che un’altra importante voce, Massimo Murtas, non erano con noi a festeggiare questi 49 anni”.

Oltre a Nanni Di Cesare, nella chiassosa rimpatriata erano presenti Paolo Desogus, Mario Marazzi, Michele Spiga, Elia Sanna, Angelo Porcheddu, Salvatore Sinis, Ignazio Miscali, Maurizio Manca, Ennio Zoccheddu, Gianni Boeri, Angelo Capone, Salvatore Sechi, Giorgio Pani, Antonio Pala, Gabriele Pala, Andrea Salis e Redy Munini.

1 commento

  1. eccome se la ricordo ROR…. facevo le medie in piazza Manno e non perdevo occasione per andare a trovare i dj in studio nei palazzi Saia.. 13°piano… Davide Ghiani faceva un programma li…

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