Una studentessa oristanese sul podio del Concorso nazionale di astronomia “Giovanni Virginio Schiaparelli”

Terzo posto per Vanessa Cubeddu, alunna del Liceo Scientifico

La studentessa Vanessa Cubeddu con il premio ricevuto a Reggio Calabria

C’è anche una studentessa oristanese sul podio del Concorso Nazionale di astronomia “Giovanni Virginio Schiaparelli”, promosso dalla Società Astronomica Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica/Osservatorio Astronomico di Brera, in collaborazione con la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione e l’internazionalizzazione del Sistema Nazionale di Istruzione, nell’ambito del Protocollo di Intesa MIM-SAIt.

Vanessa Cubeddu, che frequenta la classe terza E del Liceo Scientifico “Mariano IV D’Arborea” di Oristano, si è classificata al terzo posto, nella sezione scuola secondaria di secondo grado, nella quattordicesima edizione del concorso. Pari merito con lei sul terzo gradino del podio lo studente cagliaritano Giacomo Loi, del Liceo Classico e Scientifico Statale “Euclide”.

Ieri Cubeddu è stata tra i protagonisti della cerimonia di premiazione, avvenuta a Reggio Calabria.

Vanessa Cubeddu ha vinto il terzo premio del concorso con un elaborato sul tema “Cento anni fa nasceva l’astronomia extragalattica, con la scoperta di Edwin Powell Hubble che Andromeda è una galassia esterna alla nostra Via Lattea. Cosa abbiamo imparato da allora in questo campo?”.

La giuria di esperti ha valutato il lavoro a studentessa del Liceo Scientifico oristanese una “interessante ricostruzione storica dello sviluppo delle ultime conoscenze cosmologiche, con enfasi sul ruolo delle scienziate”. Nella valutazione è stata anche apprezzata la poesia inserita alla fine dell’elaborato.

La dirigente dell’Istituto di via Messina, Donatella Arzedi, ha commentato il terzo posto di Vanessa Cubeddu al concorso di Astronomia definendolo “un riconoscimento non solo della grande passione già dimostrata per l’Astronomia, ma anche del profondo spirito umanistico che la studentessa è riuscita a cogliere nelle esistenze delle donne che si sono dedicate con determinazione a questa scienza”.

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