Il pesce povero è buono e fa bene: un progetto di educazione alimentare

Coinvolti anche l’Istituto Don Deodato Meloni, Coldiretti e Campagna Amica di Oristano

Foto d’archivio

Lunedì, 18 marzo 2024

Un progetto per dare un nuovo impulso alla valorizzazione e riscoperta delle ricette a base di pesci stagionali scarsamente consumati nei ristoranti e nei punti vendita, coinvolgendo e relazionando chef, locali di ristorazione, operatori ittici e consumatori. Ad avviare il programma “Meno nobile ma molto buono” sono stati Uecoop Sardegna, l’Istituto alberghiero “Don Deodato Meloni” di Oristano, l’Its Academy, Coldiretti e Campagna Amica Oristano, chef e ristoratori della provincia e il Consorzio della Vernaccia di Oristano.

“Il pesce povero, a lungo al centro della cucina popolare”, si legge in una nota degli organizzatori, “è sano, economico e fa bene all’ambiente. Rientrano in questa categoria tutte quelle specie di pesci, sia di mare che d’acqua dolce, dimenticate dal mercato perché considerate meno nobili e pregiate di altre. Un pesce di qualità, gustoso, ricco di nutrienti benefici per la salute, spesso economico, perché la scarsa richiesta ne fa diminuire il prezzo. Il loro consumo consentirebbe minore pressione su altri pesci molto sfruttati, riducendo le conseguenze negative di queste errate pratiche di consumo sulla biodiversità marina e lacustre”.

“Riscoprire il pesce dimenticato”, prosegue la nota, “vuol dire mangiare più sano e vario, proteggere gli ecosistemi di mari e laghi, sostenere le economie dei diversi territori portando in tavola pesci locali invece che di importazione, dare dignità a specie che spesso vengono scartate e, così facendo, ridurre gli sprechi. Acciughe, sugarelli, moscardini bianchi, muggini e pesci sciabola, boghe, menole, occhiate, aguglie, sardine: sono solo alcune delle specie eccellenti. Oggi solo il 10% delle 700 specie marine commestibili arriva sulla nostra tavola. Così molto del pescato non arriva sui mercati a causa del valore commerciale nullo, benché buonissimo, nonostante in passato venisse largamente cucinato”.

Per gli organizzatori “le attività intendono dare un segnale e avviare un percorso di riappropriazione di antiche e sapide ricette nella ristorazione oristanese a cui si darà nei prossimi mesi continuità con altre iniziative mirate. Il progetto, con attività di informazione e degustazione, rimarca l’importanza del consumo di pesci locali, ignorati  o non cucinati ma, di una sapidità eccelsa e con un costo moderato, da inserire nei menù di ristoranti e agriturismi  provinciali”.

Venerdì prossimo, 22 marzo, alle 11 il progetto “Meno nobile ma molto buono” sarà presentato nella sede di via Carducci del “Don Deodato Meloni”, a Oristano.

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