Su Fassoni, dalla pesca negli stagni alla passione per la regata di agosto

Un antico strumento di lavoro riscoperto grazie a una sfida sportiva che attira tanti visitatori ogni anno a Santa Giusta

Particolari della struttura di un fassone

Mercoledì, 27 dicembre 2023

Imbarcazioni tipiche dell’Oristanese, is fassonis sullo stagno di Santa Giusta sono uno dei simboli più rappresentativi del paese lagunare, insieme a uno dei più meravigliosi esempi di architettura romanica nell’Isola, nonché di tutto il patrimonio artistico sardo, la Basilica. Sulle sponde della laguna di Santa Giusta ogni anno nel mese di agosto si svolge la suggestiva Regata de Is Fassonis.

Un tempo utilizzate dai pescatori come strumento di lavoro, queste antiche imbarcazioni oggi sono costruite con fasci di erbe palustri dalle sapienti mani di chi conosce bene quest’arte, tramandata di generazione in generazione.

Immagini poetiche quelle che richiamano is fassonis, ma per la comunità di Santa Giusta sono molto di più: un bene da tutelare e da far vivere, anche con la sfida che si rinnova di anno in anno.

La storia

Alcuni fassoni costruiti da Marco Pili e da altri suoi collaboratori

Fassoni è il nome sardo delle antiche imbarcazioni utilizzate dai pescatori di Santa Giusta fino agli anni Sessanta. Le loro origini risalgono fino alle popolazioni nuragiche, fenicie e romane. Nel corso del tempo ha subito una continua evoluzione fino ad arrivare ai fassoni che si conoscono ora, più snelli e agili, costruiti con la prua leggermente piegata verso l’alto.

Originariamente i pescatori disponevano di una lunga asta, chiamata su cantoni, che poggiavano sul fondo dello stagno per imprimere all’imbarcazione la spinta necessaria a scivolare nell’acqua e che aveva anche la funzione di timone.

L’antica presenza di quest’imbarcazione è documentata da un’immagine tracciata sulle pareti dell’ipogeo del Santuario di San Salvatore (IV sec. d. C.), che mostra su fassoni nella sua struttura originaria: una barca costruita mediante l’impiego di giunchi intrecciati nella prua e distesi nella poppa.

Imbarcazioni similari si trovano anche in altre parti del mondo, come dimostrano alcune raffigurazioni presenti in molti reperti dell’antico Egitto e nel Golfo Persico e ricordano molto anche quelle impiegate, ancora oggi, nel lago Titicaca, tra Bolivia e Perù. Grazie alla collaborazione dell’ambasciatrice peruviana Marcela Lopez Bravo, ospite alla Regata de is fassonis del 2001, è nato un gemellaggio tra Santa Giusta e la città di Puno, una città affacciata sul Titicaca, nella zona in cui si usa ancora oggi questo tipo di imbarcazioni per la pesca, costruite con la totora, un’erba palustre che abbonda sulle sponde del lago.

Come nascono is fassonis ?

Marco Pili intento nella costruzione di un fassone

Is fassonis sono costruiti con fieno palustre, chiamato thifa o fenu ed oggi oggetto di tutela da parte della Regione. Quest’erba palustre viene poi abilmente legata in fasci poi uniti fra loro in modo da rendere appuntita la prua e tronca la poppa. Queste imbarcazioni, utilizzate dai pescatori della zona, da Arborea a Cabras e in tutta la penisola del Sinis, sono particolarmente adatte per navigare nelle acque basse.

Il maestro fassoneri Marco Pili di Santa Giusta ad oggi è uno dei pochi a conservare i segreti per realizzare queste tipiche imbarcazioni. Sa bene come si costruisce un fassone e quanta attenzione ci vuole nel farlo, affinché l’imbarcazione possa reggere il peso di una persona in piedi e far sì che galleggi sullo stagno.

Una tecnica appresa nel corso degli anni, da chi è venuto prima di lui, attraverso l’ascolto e l’osservazione di chi sapeva fare, così come abitualmente accade per tutti gli antichi saperi della tradizione.

Ad oggi, sono pochissimi ormai gli artigiani che custodiscono la tradizione della costruzione de is fassonis ma si sta cercando di tramandarla ai giovani, tramite laboratori e iniziative dedicate al tema. La magia della regata e l’entusiasmo della gente che si raduna attorno allo stagno di Santa Giusta testimoniano quanto sia importante non disperdere questo patrimonio culturale.

Marco Pili, maestro fassoneri e regatante di Santa Giusta

Il fassone mostra spesso la firma di chgi l’ha creato. “Caratterizza lo stile del costruttore il taglio della punta”, spiega sempre il maestro fassoneri Marco Pili, “solitamente noi sbecchiamo e poi diamo una pulita sulla punta”.

Lo stesso Pili sottolinea poi quanto sia importante anche il periodo dello sfalcio dell’erba che servirà per dare forma al fassone: di solito la prima quindicina di giugnom ma può variare a seconda delle annate.

Marco Pili spiega come è fatto nel dettaglio “su fassoni”

La regata e le sue origini

Due regatanti durante la regata de Is Fassonis del 2023

Dal 1978 ad oggi, nel mese di agosto, si ripete ogni anno la tradizionale Regata de is fassonis, la singolare competizione con le antiche imbarcazioni nello stagno di Santa Giusta. Si tratta di una manifestazione popolare che si svolge nelle sponde della laguna, la quale oltre ad arricchire di storia e cultura l’ambiente lagunare circostante, esalta le doti di abilità e di antagonismo dei regatanti che vi partecipano.

È uno degli appuntamenti più sentiti per la comunità locale e motivo di orgoglio per l’intero paese, ma anche una manifestazione di grande richiamo per tanti visitatori e turisti.

Un evento che, come ricorda sempre Marco Pili, dopo una lunga pausa è stato ripreso da un anziano signore di Santa Giusta, Ireneo Ledda, che si occupava di curare le varie manifestazioni folcloristiche e popolari di Santa Giusta oltre che esser stato, per tanti anni, presidente della Pro loco.

“A detta sua”, racconta Marco Pili, “il tutto era nato in occasione di una caccia e di una sfida tra pescatori e cacciatori. Successivamente, in occasione di una festa per Santa Severa – che si svolge solitamente la terza domenica di settembre – si era deciso di fare una gara di barche e rispolverare così is fassonis, ormai in disuso in quasi tutte le marinerie dell’Oristanese”.

Le origini della regata de Is Fassonis

La regata de Is Fassonis è una manifestazione unica nel suo genere che ha, in diverse occasioni, varcato i confini lagunari per partecipare a varie manifestazioni a livello nazionale e internazionale. Nel 1982 e nel 2000 is Fassonis hanno partecipato alla Regata storica di Venezia, alla Vela latina di Stintino nel 1999 e nel 2000, alla processione delle barche nel Golfo di Orosei nel 2008 e nel 2009 e alla discesa del fiume Tirso a Fordongianus nel 2008.

Come si svolge la Regata de Is Fassonis?

Abilità, coraggio e determinazione. Sono queste le tre caratteristiche principali per un regatante che sfida le acque dello stagno di Santa Giusta in occasione della tradizionale Regata de Is Fassonis.

Quest’anno la regata si è svolta il 27 agosto: i regatanti hanno dovuto affrontare 150 metri all’andata e 150 metri al ritorno nelle due tipologie di gara, quella a remi e quella a cantoi, che prevede l’utilizzo di una lunga pertica, ottenuta legando tra loro tre lunghe canne, e che arriva sul fondo della laguna per dare la spinta all’imbarcazione.

La competizione si basa anche sulla velocità, oltre che sull’abilità dei regatanti e a parteciparvi non ci sono solo gli adulti: tra i regatanti sono presenti anche diversi giovani del paese. La scorsa estate, ad esempio, nei mesi precedenti alla regata, sette giovanissimi, di età compresa tra 14 e i 18 anni, preparati sempre dal maestro fassoneri Marco Pili, si sono allenati tutti i giorni al tramonto nell’area dello stagno vicino al boschetto di Santa Giusta.

I sette giovani, tra l’altro, erano già abili con le antiche barche fatte di giunco e avevano già fatto alcune esibizioni gli anni precedenti oltre che partecipare ai laboratori per imparare a realizzare un fassone.

La regata si chiude con degustazioni dei prodotti tipici e del territorio, spesso per l’occasione viene organizzata la sagra del pesce arrosto dove si possono gustare anguille e il muggine arrosto accompagnati dall’immancabile vernaccia.

La giornata della regata

Qui le informazioni utili su Santa Giusta

[ Progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna ]

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