Sulle vette dell’Isola: viaggio tra le vie dell’arrampicata in Sardegna, sono tantissime

Un lungo itinerario in compagnia degli esperti Maurizio Oviglia e Filippo Canu

Una delle falesie di Segariu

Mercoledì, 11 ottobre 2023

Il contatto delle mani con la dura roccia imbiancata dalla magnesite. Il rumore del respiro, i piedi ben saldi e i denti serrati nello sforzo di superare i propri limiti fisici e mentali. La stanchezza finale, ma la grande soddisfazione di riuscire a guardare oltre l’orizzonte una volta in cima.

Tra falesie immerse nei boschi e pareti illuminate dal riverbero delle onde, l’arrampicata dà la possibilità di scoprire la Sardegna da un punto di vista inedito, che unisce lo sport alla bellezza dei contesti naturalistici più suggestivi.

Da nord a sud, da est a ovest, la nostra Isola è ricca di itinerari per gli arrampicatori, tanto che è ormai diventata una delle mete preferite dagli appassionati provenienti da tutto il mondo.

Osservando attentamente le pareti di roccia, non è difficile imbattersi nei cosiddetti “spit”, gli anelli di acciaio. Questo è il primo segnale che fa intendere di essere al cospetto di una “via”: con questo termine si intende un percorso nel quale è possibile svolgere l’arrampicata, con l’ausilio di corde e rinvii, due moschettoni uniti da una fettuccia utilizzati per assicurarsi a un ancoraggio.

Le vie hanno un nome proprio, spesso particolarmente fantasioso. Alcuni esempi sono “La caviglia che mi stressa” e “Mazinga Z”, nella falesia di Castilandia a Domusnovas, “Il meraviglioso Mago di Oz” e “Ganiscedda” nella falesia Encanto di Segariu, e “Nevrotica” e “L’ingegnere” nel settore Puschtra di Cala Fuili, nella zona di Dorgali.

In Sardegna gli appassionati potranno trovare centinaia, se non migliaia, di vie con difficoltà variabile.

“Il grado di difficoltà di una via viene individuato da colui che apre la via, ovvero il primo a compiere l’arrampicata, o lo stesso chiodatore, la persona che monta sulla roccia gli spit”, ha spiegato Maurizio Oviglia, uno dei massimi esperti d’arrampicata in Sardegna, autore dei libri Pietra di Luna (guide complete delle migliori pareti e falesie sarde), fondatore dell’omonimo sito e chiodatore di oltre 3000 vie italiane dal 1982 a oggi.

L’esperto arrampicatore Maurizio Oviglia intento ad attrezzare una parete

“Il primo a compiere la scalata propone il grado di difficoltà, perciò quest’ultimo è in effetti soggettivo e indicato secondo le proprie inclinazioni”, ha continuato Oviglia. “Le altre persone che poi possono confermare o fare degli aggiustamenti, che solitamente sono di mezzo grado. Per classificare le vie si utilizzano i gradi francesi”.

Secondo questa classificazione, la difficoltà va dalle più semplici 4a, 4b e 4c per principianti, con numeri progressivi fino al 9C, una via estremamente complicata e per questo quasi impossibile.

“In Sardegna abbiamo avuto una via da 9a+ situata dentro la grotta Domusnovas, ormai chiusa”, ha commentato Oviglia. “A salirla era stato Adam Ondra, l’arrampicatore più forte al mondo proveniente dalla Repubblica Ceca. Il primo ad aver conquistato una via da 9c”.

“Dal punto di vista oggettivo, sono molti i dettagli che fanno la difficoltà della via: tra questi la grandezza delle prese e gli appigli, l’assenza o meno di aree di riposo, la lunghezza e la liscezza della parete”, ha aggiunto Oviglia. “Le più semplici sono solitamente quelle appoggiate, con un angolo inferiore ai 90 gradi con il terreno: questo in linea di massima è vero. Ma ci sono delle eccezioni che dipendono da diversi fattori, come l’assenza di prese, per esempio”.

Partendo dall’area settentrionale dell’Isola si può compiere un viaggio alla scoperta degli itinerari d’arrampicata più interessanti.

Le falesie del nord

“Nel nord Sardegna si può svolgere soprattutto l’arrampicata in falesia, dunque con un solo tiro di corda. Quando l’arrampicata si svolge su più tiri di corda, allora si parla di grandi pareti”, ha illustrato ancora Maurizio Oviglia. “Le zone più interessanti sono poche: abbiamo Monteleone Rocca Doria, per esempio. La parete di Capo Caccia presenta ormai problemi di corrosione, perciò è percorribile solo in un punto. Ne abbiamo poi una a Osilo – purtroppo la zona di Sennori è ormai inaccessibile perché su terreno privato – e una in Gallura”.

Non lontana dal centro abitato di Aglientu (qui un tour virtuale), “Lu Monti di Tuvu” o “Lu Tufareddu” è un rilievo granitico che ospita circa trenta vie, ben visibili da una pratica strada che collega i centri della Gallura più interna a quelli costieri.

La parete, esposta al sole solo nel pomeriggio, presenta strapiombi, fessure, fratture e dei tafoni, delle cavità di dimensioni abbastanza ridotte, nelle quali spesso nidificano dei rapaci.

Tra le vie più semplici “Acciuleddhj” (4c), “L’allegro chirurgo” (5c) e “Piantagioni di soste (5a), passando per quelle dal 6a al 6c come “L’orso con le ali” (6b), “Zirichiltagghja” (6b)e “Lu macchineddu” (6c), fino a quelle con grado 7 e 8, tra le quali “La dura vedu” (7b), “Fuzzy” (8a).

A Osilo (qui le sue bellezze), attraversando la ferrovia vicina al centro e percorrendo una stradina dell’agro, ci si ritrova al cospetto de “La Muraglia”, un’ampia falesia con circa una cinquantina di vie di calcare bianco e giallo, che offriranno del sano divertimento agli appassionati.

Ideale in inverno e durante le mezze stagioni poiché esposta a sud, presenta il sole da metà mattina al tramonto. La difficoltà delle vie parte dal 5a de “Il lapidato” e “Vorrei la pelle nera” fino all’8a di “Per oggi basta 7a”, con gradi per tutte le capacità.

Scendendo fino ad Alghero e raggiungendo Monteleone Rocca Doria (un viaggio qui), si può fare tappa alla falesia di Roccadoria, particolare per la sua conformazione di tufo, la cui fragilità impone all’arrampicatore di prestare particolare attenzione agli appigli scelti per la scalata.

Ideale durante tutto l’anno, ma da evitare nelle giornate di forte maestrale, presenta le novanta vie, tra le quali imperdibili “Danielina sale bene” (6b+), “I panni sporchi” (6c+), “King Arthur” (7b) e “Macchina Amniotica” (6c), fino alla complicata “Spin Doctor” (8a).

La Sardegna dell’est

La zona orientale dell’Isola offre un ampio ventaglio di scelte tra i migliori itinerari. “Le difficoltà della zona vanno dal 4° grado fino all’8c, con pareti di calcare, principalmente appoggiate. Le zone più interessanti sono quelle di Cala Gonone, Siniscola e Baunei, con centinaia di pareti solamente partendo da questi tre centri”, ha spiegato ancora Maurizio Oviglia, tra i più apprezzati esperti d’arrampicata in Sardegna. “Abbiamo poi delle vie anche a Oliena. La zona più frequentata in assoluto è quella di Jerzu e Ulassai, tanto che nel tempo sono stati creati dei rifugi per accogliere gli arrampicatori”.

Perla imperdibile per i centinaia di arrampicatori che annualmente raggiungono la Sardegna da ogni angolo del mondo, Cala Gonone (da scoprire qui) è la scelta ideale in tutte le stagioni dell’anno.

Con tante pareti da riempire un piccolo volume, sono piuttosto interessanti quella di Cala Luna, famosa spiaggia del Golfo di Orosei, dove si potranno trovare le pareti di “Scoglio di Luna” e i “Grottoni”; de I Tornanti, con i settori “Sunny Boy”, “Duracell” e “Gommina” con quasi trenta vie; e Cala Fuili, affacciata sulla caletta omonima, con centinaia e centinaia di vie di tutte le gradazioni.

A una sola ora di viaggio da Cala Gonone, si può fare tappa a Baunei (un viaggio virtuale qui): tra le cristalline acque di Cala Goloritzè e la sua Aguglia e le falesie immerse nel Supramonte, è un altro dei centri più amati dagli appassionati.

Tappa fondamentale per ogni arrampicatore che si rispetti, l’Aguglia è uno degli obelischi naturali più suggestivi d’Italia: con il vento sul viso e le acque cristalline di un blu che solo la natura sa dipingere, arrampicarsi su questa formazione è un’esperienza quasi mistica.

La via più semplice per risalire la roccia e “Easy Gymnopedie” con gradazioni che lungo il percorso vanno dal 5c al 6c; si ha poi “Sole incantatore”, la più gettonata con gradazioni analoghe alla prima; “Itu Damagoni (Il mio veleno), difficile, ma sicuramente la più bella e interessante, che arriva fino al 7a.

Per vivere invece il Supramonte di Baunei è bene fare tappa a “Su Telargiu Oro”, consigliato in particolare d’estate nelle mezze stagioni. Con oltre 30 vie, tra le quali alcune da 8a come “Yorkshire Tosti”, “Czechgame” e 8c come “Illy”, presenta dei percorsi impegnativi la cui difficoltà non scende sotto il 6c di “Gambrinus”.

Siniscola presenta un territorio dalle mille potenzialità e affascina gli arrampicatori con la falesia “Paretine per Lodè”. Di calcare grigio abrasivo, è ideale nelle mezze stagioni e viene considerata forse la più bella a nord di Cala Gonone.

Presenta tre settori per un complessivo di oltre quaranta vie tutte dal 5° grado in poi: la “Paretina del tempo” con vie come “Tempus fugit”, “Via col vento” e “Tempo per pensare”; il settore centrale con “La vita è bella”, “Yol” e “Partenza per Todra”; e “Strapiombi” e le sue “Tabù”, “Calexico” e “Per Elisa”.

Raggiungibile comodamente in auto, anche Oliena nasconde delle meraviglie. Una è la vallata di Lanaitto, famosa per il villaggio nuragico di Tiscali: qui i settori “Pianeta Lanaitto”, “Musicland”, “Bella vista”, “Wonderland” e “Su Gurruthone” offrono quasi un centinaio di vie tutte da scoprire.

Se si vuole scoprire la Oliena montana, allora si può fare tappa a Monte Maccione, con una cinquantina di vie distribuite nei settori “Magico spettacolo” e “Paretina centrale”.

Viaggiando nell’Ogliastra non si può non approdare a Jerzu (qui le sue bellezze), ideale in tutte le stagione, eccezion fatta per le giornate di forte maestrale. Questa zona presenta numerosi settori con centinaia di vie: “Il castello”, molto tecnico e non per arrampicatori di primo pelo; “Palazzo d’inverno”, contraddistinta per la sua verticalità e le prese nette; “Isola del Tesoro”, con caratteristiche che mescolano quelle del prime due; poi ancora il settore “Ex toilette”, “La palazzina” e “Il palazzetto”.

Anche Ulassai è ormai una tappa imperdibile dell’Ogliastra con le falesie “Il canyon” e le sue quasi cinquanta vie dai nomi fantasiosi come “Tom & Jerry” (5c), “Fruttolo” (6b/c) e “Mezza Pizzetta” (7b/c);Cave of dreams, il cui calcare grigio ospita quasi venti vie; e infine Lecorci, sulla strada per le famose grotte Su Marmuri e prima ad essere attrezzata nel territorio di Ulassai.

Inseguendo il tramonto

“Anche nel caso della Sardegna dell’ovest si ha una scelta ampissima di percorsi, con pareti in prevalenza calcaree”, ha commentato l’arrampicatore Maurizio Oviglia. “Nella zona del Sarcidano abbiamo Furtei, Segariu e Isili”.

Tra le zone più frequentate dagli arrampicatori, Isili (qui un tour virtuale) presenta delle rocce ricche di buchi, anfratti e strapiombi, con la bellezza di oltre trecento vie gettonatissime durante tutte le stagione dell’anno, con difficoltà che vanno dal 5° all’8° grado.

L’itinerario parte dalla cosiddetta “Isili Classica” con ben undici settori. Si parte da “Urania”; “Corvo spaziale”; “Paese dei Balossi”; “Cubo magico”; “Paese dei nuraghe”; “Ombra del dubbio”; “Pietra filosofale”; “Il pentagramma”; “Muro blu”, “Campo dei fiori” e “Corvo solitario”.

Altra zona interessante di Isili è “Conca Manna”, una parete isolata e situata all’opposto rispetto a tutte quella delle Isili Classica. Il calcare strapiombante accoglie gli arrampicatori in particolare durante le mezze stagioni e presenta quasi trenta vie dal 6c fino allo sfiorare l’8a con “Non c’è trippa per gatti”.

Rimanendo nel Sarcidano, a guardarsi negli occhi sono le falesie di Segariu e Furtei, nella piana del Campidano, delle novità che stanno attirando molti arrampicatori appassionati.

Esposta a sud e apprezzabile soprattutto d’inverno a causa dell’eccessivo caldo nelle giornate estive, la parete di Furtei presenta oltre cinquanta vie con difficoltà dal 5a, come nel caso di “Ovo sodo”, passando per i tre gradi del 6 per “Tanatosi”, “Il vecchio” e “Quartiere 8”, fino a quelle più complicate da 7b come “Misighisi” e “L’eunuco”.

Una delle vie a Segariu

Spostandosi a Segariu è possibile passare un bella giornata tra le falesie all’ombra di un fresco boschetto, che darà refrigerio anche nelle giornate più torride. Sono disponibili ben tre falesie con tantissime vie: si può scalare “Calypso” divisa nei settori “Generazione X” e “Baby Boomer”; “El Dorado”, “Encanto” con “Franken”, “Giardino Segreto” e la zona con le vie “La città di smeraldo di Oz “ (6c+); “Kenogen” (7b)e “Encanto” (6b/c).

Una menzione speciale, nonostante non si tratti di una naturale, va alla parete artificiale di Villa Verde (qui un viaggio alla scoperta del borgo), immersa nel verde della foresta di Mitza Margiani, non distante dal villaggio nuragico di Brunk’e S’omu: questo piccolo angolo offre la possibilità di allenarsi uscendo dalla palestra e godendo dell’aria aperta.

La parete artificiale di Villa Verde

Il sud dell’Isola

Anche la parte meridionale della Sardegna offre degli scorci molto suggestivi e ricchi di pareti: tra questi troviamo Villacidro (qui le sue bellezze), con “Rosso che suda” e la sua quindicina di vie e “Il rifugio della stria” con oltre trenta percorsi tutti da godere a contatto con il granito rossastro che caratterizza la zona.

Domusnovas è un altro dei centri storici e più frequentati dell’Isola sin dagli anni ‘80, zona della grotta compresa”, ha illustrato Oviglia. “Abbiamo poi Masua e Buggerru, affacciate sulla costa. Purtroppo Pan di Zucchero è piuttosto complicato da raggiungere, mentre ormai tutta la zona di Cala Fighera è interdetta a causa delle continue frane. C’è poi la parete di Villasimius e quella ai Sette Fratelli, chiamata Montezuma e aperta dopo la pandemia”.

Domusnovas (qui tutti i suoi tesori) è entrato nell’olimpo dei centri più importanti dell’arrampicata in Sardegna: con le sue oltre mille vie, viene ormai considerata la più vasta area da climbing dell’Isola.

Si parte dalla piccola falesia di Castilandia, sempre molto frequentata, le cui vie da non perdere sono “Cavallino rampante” (6a) e “Harakiri” (7a), e Cartoonia, con vie dai nomi ispirati ai cartoni animati quali “Conan” (6b) e “Speedy Gonzales” (6a); per poi passare a “La piccola bottega degli orrori”, “Sexy Shop”, “Rifondazione Strapiombista”; “Chinatown”, con vie dai nomi evocativi quali” Lanterne rosse” (6c) e “Shangai” (6b); “Arrampicantro area”; “Canneland”; “Bronx”; “Cineforum” e tantissime altre tutte da scoprire.

Spostandosi verso la costa, Masua è famosa per il suo calcare candido e le viste mozzafiato a picco sul mare, nel quale si stagli lo scoglio di Pan di Zucchero. Con falesie riparate dal maestrale, ma non indicate in caso di gran caldo, presenta le interessanti falesie de “I Torrioni”, “Wild ‘Cadapria” e “Castello dell’Iride”.

Anche Buggerru si è guadagnata il suo posto tra le mete preferite dagli arrampicatori: tra le falesie “Gutturu Cardaxius”, che presenta diversi settori, quali “Istentales”, “Sardu Pater”, “Il piccolo canyon”, “Banana Repubblic” con i lati A e B; “Cuenca de Cabron”, il “Muro dei sogni” e “Canyon di San Nicolò”.

Volendo continuare a respirare l’inebriante brezza marina con le scarpette ai piedi, si arriva a Villasimius (qui un itinerario), con le sue acque cristalline e granito intagliato a spigoli vivi. Le vie presenti sono più di venti, con gradi che vanno dal 4c fino al 7a: tra le più interessanti “Mare dei Sogni” (6b) e “Il Gigante” (6b).

Con trentadue vie, Montezuma, non distante dalla tomba dei giganti di Is Concias, ad appena 25 chilometri da Cagliari, è nata appena tre anni fa. I gradi vanno dal 4c de “Sa domu de su pistilloni”, passando per i 6a, b e c fino al 7a di “Zero Calcare”.

Il “rifugio della stria” a Villacidro

Tutte le informazioni sulle vie presenti in Sardegna sono disponibili nei volumi “Pietra di Luna” a cura di Maurizio Oviglia e sul suo sito web.

Un’arrampicata sicura

Nell’arrampicata la sicurezza è la parola d’ordine, soprattutto tra le falesie, spesso in punti difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso. Per far fronte alle emergenze anche in Sardegna è presente il Soccorso Alpino Speleologico al numero 112, i cui volontari sono specializzati negli interventi in ambienti impervi e montani.

“È importante non improvvisare”, ha spiegato l’esperto Maurizio Oviglia. “Arrampicare in sicurezza è essenziale. Prima di avventurarsi è consigliabile seguire un corso e trovare degli esperti che accompagnino in falesia”

La coscienza del territorio e delle condizioni delle pareti è però essenziale. “Si deve naturalmente tenere presente che gli ancoraggi delle falesie non sono gestiti da enti: sono i privati che attrezzano le vie con i chiodi infissi e non è detto che la manutenzione possa essere costante”, ha illustrato Maurizio Oviglia. “È essenziale quindi verificare lo stato degli ancoraggi, che in particolare sulle coste, nonostante siano di acciaio inossidabile, sono più esposti al deterioramento”.

“Importante inoltre informarsi se il percorso e la parete stessa siano agibili, specie se in terreno privato”, ha aggiunto Oviglia. “La comprensione del contesto in cui ci si arrampica è imprescindibile”.

Una passione in crescita

Sono molti i centri in tutta la Sardegna che stanno scoprendo le opportunità turistiche legate all’arrampicata. “Negli ultimi anni i Comuni stanno finanziando la creazione di nuove pareti, adoperandosi per lavorare sulle autorizzazioni necessarie”, ha spiegato l’esperto Oviglia. “Io stesso presto la mia attività di volontario per queste opere: un esempio sono i paesi dell’Ogliastra e la parete di Pedra Longa, attrezzata grazie a un finanziamento”.

Anche le associazioni sportive si impegnano per invogliare le nuove generazioni ad appassionarsi a uno sport che le porterà alla scoperta delle bellezze della Sardegna: un esempio è la Zestos Climbing di Oristano.

[ Progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna ]

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