I nuraghi, simbolo della Sardegna e della fierezza del suo popolo: da Losa a Barumini

Affascinanti pagine di storia scritte da un'antica civiltà

Il sito archeologico del Nuraghe Losa

Mercoledì, 30 agosto 2023

Simbolo della Sardegna, i nuraghi danno testimonianza ancora oggi di una civiltà che si sviluppò nell’isola tremila anni fa.  Costruzioni uniche, abitazioni – fortezze realizzate con grandi pietre sovrapposte – hanno una forma a tronco di cono. In Sardegna se ne contano più di 8.000. Tra questi, due sono probabilmente i più conosciuti, per la loro maestosità e gli studi che attorno ad essi si sono sviluppati. Sono il Nuraghe Losa ad Abbasanta e Su Nuraxi di Barumini.

Il Nuraghe Losa

Tra Abbasanta e Paulilatino, sull’altopiano rinverdito dalle querce da sughero e dagli olivastri, annerito dalle pietre di basalto, si staglia inconfondibile la sagoma del Nuraghe Losa.

Il nome originario del Nuraghe Losa, nurache ‘e losas, significa “nuraghe delle tombe” e fa riferimento alle urne cinerarie romane scavate nella roccia ai margini dell’area in cui sorge. Fu il primo in Sardegna a diventare oggetto di approfondito studio da parte degli archeologi. Venne acquisito dallo Stato nel 1893. Successivamente fu al centro di scavi e di un meticoloso lavoro di recupero proseguito a cavallo dei secoli, grazie al quale quelle grandi pietre ritrovarono la giusta maestosità dopo centinaia e centinaia d’anni di abbandono.

All’interno del Nuraghe Losa

Tra le peculiarità sicuramente c’è la sua fruibilità: il nuraghe presenta una struttura trilobata che, attorniata dal vecchio villaggio, risulta in buono stato. Si può visitare anche all’interno, addirittura raggiungendo la sommità, da dove si scorge un bellissimo panorama.

Oggi è gestito dalla cooperativa Paleotour: sul sito web della coop si trovano tantissime informazioni interessanti e utili per approfondire, per programmare una visita, per essere partecipi delle iniziative che proprio la cooperativa organizza periodicamente nell’area del nuraghe. Si tratta di un calendario di eventi che si ripetono di anno in anno, sempre nella splendida cornice del Nuraghe Losa, e che permettono di accedere all’area fuori dall’orario consueto e oltre i classici canoni di visita.

Cosa vedere nel territorio

A pochi chilometri dal Nuraghe Losa, si può visitare la borgata di Sant’Agostino, con i tradizionali muristenes, sede della grande festa annuale dedicata al Santo. Attorniata dal parco è meta prediletta degli scout. E ancora, nella zona, si trova la struttura di Tanca Regia che, per secoli, è stato il più importante centro di allevamento del cavallo in Sardegna, sede di importanti eventi di equitazione.

Nel paese di Abbasanta, invece, è aperto il Museo etnografico che presenta uno spaccato della vita quotidiana contadina e agro-pastorale locale. Si suddivide nelle varie stanze della struttura presentando delle esposizioni che vanno dall’Ottocento ai primi anni ‘50 del Novecento e offrendo così al visitatore la possibilità di fare un tuffo nel passato alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

Appena dopo l’abitato di Paulilatino, lungo la Statale 131, si raggiunge inoltre il villaggio nuragico di Santa Cristina che custodisce l’affascinante e ormai noto pozzo sacro.

Il pozzo di Santa Cristina è legato al culto delle acque, alle popolazioni nuragiche vissute migliaia di anni prima di Cristo. In questi luoghi quelle popolazioni compivano riti, vivevano alcuni dei momenti più importanti della loro esistenza. E su quel passato si intrecciano tanti studi, molti dei quali fanno leva su affascinanti simbologie. L’acqua, ad esempio, che si sposa con la luce e col sole.

Il pozzo di Santa Cristina può essere visitato e così il villaggio che attorno si sviluppa. C’è l’omonima chiesetta con i “muristenes”, il nuraghe, la capanna allungata: costruzione particolare che per molti aspetti ricorda il corridoio delle tombe dei giganti. Testimonianze che accavallano secoli e millenni. A gestire il compendio è la cooperativa Archeotour che ugualmente ha un sito web dedicato con tante utili informazioni.

Chi volesse poi raggiungere il vicino paese di Paulilatino, potrà visitare anche il Museo Etnografico Palazzo Atzori che ha l’obiettivo di far riscoprire le radici, la storia e la cultura della comunità di Paulilatino, attraverso oggetti di uso comune. Ma non solo, nel paese c’è anche uno dei teatri più belli dell’Isola, dedicato a Grazia Deledda, il Teatro Grazia Deledda di Paulilatino.

Ecco dove dormire ad Abbasanta.

Su Nuraxi di Barumini

Su Nuraxi è riconosciuto come uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna: situato ai piedi della Giara di Gesturi, ha rivestito un ruolo significativo all’interno del sistema strategico di cui facevano parte gli altri nuraghi nel territorio circostante.

Unico sito archeologico della Sardegna dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (1997), Su Nuraxi non solo è il più imponente e meglio conservato tra i trenta siti nuragici vicini, ma è considerato la più preziosa eredità che la civiltà nuragica abbia lasciato sull’Isola.

Scoperta e portata alla luce nel corso degli anni ‘50, durante gli scavi condotti dall’archeologo Giovanni Lilliu, l’area archeologica Su Nuraxi è costituita da un imponente nuraghe complesso, costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C., e da un esteso villaggio di capanne, ma anche cisterne e pozzi, sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi.

Presenta una stratificazione culturale di oltre 2000 anni, cioè dal 1500 a.C. al VII sec. d.C.. Per quanto riguarda la sua realizzazione, si possono distinguere diverse fasi evolutive riscontrabili dalle strutture e dai prodotti della cultura materiale. Il principale materiale utilizzato per la sua costruzione è il basalto, una pietra vulcanica molto dura proveniente dall’altopiano della Giara.

Un patrimonio, quello di Barumini, che si è arricchito recentemente di un’altra meraviglia: Su Nuraxi ‘e Cresia, ovvero il “nuraghe della chiesa”, proprio per la sua vicinanza alla chiesa parrocchiale. Si tratta di un altro nuraghe complesso trilobato, costituito da una torre centrale e venuto alla luce negli anni ‘90 durante i lavori di restauro di Casa Zapata, un’antica residenza nobiliare dei baroni sardo-aragonesi costruita, a partire dalla metà del 1500, sopra l’antico edificio nuragico.

Il villaggio nuragico di Su Nuraxi

Oggi la residenza spagnola, costituita non solo dal palazzo nobiliare, ma anche da uno splendido giardino che dà sul sagrato della chiesa parrocchiale, con un’ampia corte e dalla pertinenza agricola costruita a partire dai primi anni del ‘900, è sede del cosiddetto Polo Museale Casa Zapata organizzato in tre sezioni: una archeologica, una storico-archivistica e infine una etnografica.

La tutela e la valorizzazione di questi beni è stata affidata alla Fondazione Barumini Sistema Cultura, che con l’apertura del nuovo Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu” propone oggi numerose e interessanti mostre con l’obiettivo di promuovere Barumini come punto di incontro e valorizzazione della provincia del Medio Campidano.

Tra le iniziative, diversi laboratori didattici che si rivolgono in particolare alle scuole di ogni ordine e grado, proponendo una visita innovativa con lo scopo di informare ed educare. Infine, è possibile visitare il patrimonio culturale di Barumini e usufruire dei  servizi offerti dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura, tutti i giorni dell’anno.

Su Nuraxi di Barumini

Cosa vedere nel territorio

Oltre alla già citata Casa Zapata e al Centro culturale “Giovanni Lilliu”, nelle vicinanze, tra le attrazioni principali da visitare, c’è quella che viene definita “un’isola nell’Isola”, un luogo dalle caratteristiche uniche: la Giara di Gesturi.

Dal 1995 è riconosciuta come area SIC, ovvero Sito di Interesse Comunitario. Si tratta di un altopiano basaltico, ai confini della Marmilla col Sarcidano, noto per i cavallini, caso unico in Europa di colonia equina selvaggia. Is cuaddedus galoppano in piccoli gruppi tra i cespugli, si rifugiano all’ombra delle sugherete, si abbeverano nei pauli e sono ghiotti di ranuncoli.

La loro origine si perde tra mito e storia; nel Medioevo intere mandrie popolavano l’Isola, gradualmente scomparvero. Oggi circa 700 esemplari pascolano allo stato brado sulla Giara: folta criniera, lunga coda e corporatura agile conferiscono loro grazia sorprendente a dispetto di stazza e natura selvaggia.

La Giara di Gesuri è un’inespugnabile fortezza naturale, con pareti a scarpata simili a bastioni. A lungo baluardo contro gli invasori, oggi custodisce tracce di un passato remotissimo. Un sistema di nuraghi presidiava is scalas: sulla sommità se ne contano 24, per lo più monotorre; il doppio, a due o più torri, si allineava ai piedi e sulle pendici.

È possibile fare delle visite sia da soli o tramite una guida o un’escursione, tutti i servizi sono disponibili sul sito web dedicato.

Ecco dove dormire a Barumini o nelle vicinanze.

[ Progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna ]

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