Un sabato tra sport e benessere al “Santa Maria Bambina” con le discipline paralimpiche

Per una riabilitazione che possa contare su un ambiente inclusivo

Un prova di tiro con l’arco nell’Open day del 2022

Giovedì, 22 giugno 2023

Una giornata di festa e riflessione al Centro di cura e riabilitazione “Santa Maria Bambina” di Donigala, con l’Open day dedicato agli sport paralimpici: disabili e non, pazienti, studenti universitari e tanti curiosi hanno potuto cimentarsi in diverse discipline.

Il Centro ha aperto le porte sabato 17 giugno proponendo delle prove di tiro con l’arco, vela, calcio balilla, scherma e tennis tavolo, adattati alle varie esigenze dei partecipanti – tra i quali alcuni arrivati da Nuoro e Cagliari – sostenuti da chinesiologhe, fisioterapisti, una terapista occupazionale, infermieri e operatori sanitari, con la guida dei tecnici delle federazioni riconosciute dal CIP.

In questa cornice si è tenuta anche una tavola rotonda dal titolo “I benefici dell’attività sportiva: dalla riabilitazione all’inclusione sociale”, alla quale hanno partecipato il team che si occupa delle discipline sportive all’interno ed ex pazienti dell’Istituto, la professoressa Lucia Cugusi in rappresentanza del corso di laurea di Scienze motorie dell’Università di Sassari, il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, il presidente del CIP Sardegna e referente provinciale CONI Simone Carrucciu.

Negli interventi è stato evidenziato come l’approccio bio-psico-sociale sposti il focus dell’intervento dalla patologia, definendo come obiettivo ultimo la partecipazione attiva e sociale, e come possano esserci abilità oltre la disabilità, se l’ambiente è un facilitatore e non una barriera. Un ambiente inclusivo, provvisto di società sportive che impegnano tecnici abilitati anche a seguire persone con disabilità, favorisce una miglior qualità di vita e la crescita stessa della comunità.

Sono stati descritti i casi di persone assistite che hanno trovato nello sport un’identità diversa da quella di semplice paziente. Hanno scoperto una passione tra le mura del Centro, che ha permesso loro di evadere con la mente durante i giorni di ricovero, di aumentare l’aderenza alle terapie e di acquisire nuove autonomie, ma anche di avere modo, al rientro nei loro paesi, di vivere occasioni di integrazione e socializzazione, continuando le attività conosciute in riabilitazione.

Monsignor Gianfranco Murru, presidente della Fondazione Nostra Signora del Rimedio, ha ricordato l’importanza della riabilitazione globale multidisciplinare, finalizzata al recupero non solo delle autonomie di base, come la deambulazione e l’alimentazione, ma anche degli interessi e del tempo libero della persona, che deve riprendere un proprio ruolo nella società e tornare a una vita il più possibile di qualità.

Con questa giornata, il Santa Maria Bambina ha espresso il proprio valore di ponte tra realtà ospedaliera e territorio, mostrando che la riabilitazione non considera solo i sintomi ma la persona a 360°, si preoccupa del contesto in cui il paziente tornerà dopo l’evento traumatico, e di come migliorare tale contesto, facendo rete con l’Università, le Amministrazioni comunali e le associazioni.

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