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Oristano conferisce la cittadinanza onoraria al Milite ignoto

27 Ottobre 2021

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Oristano conferisce la cittadinanza onoraria al Milite ignoto

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Mercoledì, 27 ottobre 2021

Il Consiglio comunale di Oristano ha deliberato all’unanimità la concessione della cittadinanza onoraria al Milite ignoto.

È stato il sindaco Andrea Lutzu, indossando la fascia tricolore, a proporre all’aula la delibera “frutto dell’iniziativa di decine di comuni coinvolti in una celebrazione, in una solenne rimembranza, volta a celebrare il centenario del Milite ignoto, e che si completerà il 4 novembre 2021: tale circostanza vedrà compartecipe l’intera comunità, decine e decine di città grandi, medie e piccole”.

“In occasione della ricorrenza del centesimo anniversario della traslazione del Milite ignoto all’Altare della Patria”, ha proseguito Lutzu in aula, “il Gruppo Medaglie d’oro al Valor militare d’Italia ha propugnato un importante progetto, sostenuto da tutte le associazioni combattentistiche e d’arma, per concretizzare l’encomiastico conferimento. Tale iniziativa ha da subito assunto il profilo virtuoso grazie ai promotori, ai Comuni che vi hanno aderito finora, a quelli che lo stanno facendo, e ultima, ma prima, per la grande attenzione riservata alla ricorrenza dal Ministero della Difesa, dal Governo e dalla Presidenza della Repubblica”.

Il sindaco Lutzu ha dedicato un pensiero al vittime della Prima guerra mondiale. “Avevano perso la vita circa 650mila militari italiani, tra i quali oltre tredicimila sardi. Il Parlamento approvò la legge 11 agosto 1921, n. 1075: la norma dispose l’inumazione della salma di un soldato ignoto, caduto nel corso del conflitto appena terminato. Ciò permise alla popolazione del Regno d’Italia di identificare una persona cara in quel militare sconosciuto. E però – nel corso degli anni e dei decenni – quel medesimo coscritto, voluto come di nessuno, diverrà di tutti, emblema del martirio e del valore dei combattenti della Prima guerra mondiale e successivamente di tutti i caduti per la patria e anzitutto del pianto delle loro madri, moglie, figli”.

“In quest’aula”, ha proseguito il sindaco, “indossando questa fascia, ribadiamo senza tentennamenti che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà o di risoluzione delle controversie, perché viceversa prevalgano concordia e giustizia fra le nazioni, e incoraggiando le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Questo vincolo, questo dovere è scandito a chiare lettere dall’art. 111 della nostra carta costituzionale. Tali valori saranno rinnovati il prossimo 4 novembre all’insegna del pensiero rivolto a quanti hanno sacrificato la propria vita per l’Italia lungo il tormentato percorso che ha permesso l’edificazione (repubblicana e democratica) che abbiamo ereditato: uno Stato finalmente libero e unito, nella diversità dei suoi territori, ma nell’affiatamento del consesso europeo che abbiamo contributo a plasmare con fierezza e quali padri fondatori”.

Nel corso del dibattito sono intervenuti Veronica Cabras (Riformatori), Francesco Federico (indipendente), Andrea Riccio (Progres), Efisio Sanna (Pd), Annamaria Uras (Coraggio e libertà – Insieme), Maria Obinu (Pd) che hanno sottolineato l’alto valore simbolico della figura del milite ignoto e l’importanza dell’attribuzione della cittadinanza onorario, ricordando il sacrificio dei giovani sardi, quello della Brigata Sassari e il contributo offerto dalle donne nella prima guerra mondiale, evidenziando il simbolo del milite ignoto come ripudio della guerra.

Red
27 Ottobre 2021

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