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La raccolta fondi in piazza è slittata a settembre, ma il riso solidale dell’Osvic resta una cosa seria

1 Giugno 2020

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La pandemia quest’anno ha fatto saltare anche l’usuale appuntamento del secondo fine settimana di maggio con l’OSVIC (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano) e la campagna di raccolta fondi “Abbiamo riso per una cosa seria“: tutto rimandato all’autunno. Se ne riparlerà tra fine settembre e inizio ottobre, con il coinvolgimento a livello nazionale di FOCSIV – Volontari nel Mondo, Coldiretti e Campagna Amica.

L’OSVIC di Oristano in questi ultimi mesi ha dovuto ridurre le attività e trovare nuovi metodi di intervento, ma non si è fermato. In Italia si cerca di offrire servizi alle famiglie in difficoltà, in Kenya si continua a sostenere le comunità, distribuendo viveri e permettendo ai bambini di avere ogni giorno i farmaci salvavita. Ma anche i cento minori orfani e sieropositivi assistiti nella casa di accoglienza “Tumaini” a Nanyuki, in Kenya, soffrono gli effetti della pandemia: sono dovuti tornare nei villaggi di origine, affidati a parenti che spesso non hanno i mezzi per sostenerli.

Quale sarà il futuro con il covid e dopo il covid nel campo della solidarietà? “Quello che è certo è che bisognerà lavorare ‘perché tutto non ricominci come prima’, perché le situazioni che c’erano prima erano un problema e non la soluzione”, spiega l’Osvic. “Le cause delle pandemie risiedono anche in modelli di sviluppo basati sul profitto, che non guardano al bene delle persone e alla salvaguardia dell’ambiente. E allora il futuro si potrà trovare nell’applicazione di modelli basati su giustizia sociale e sistemi di produzione sostenibili, i quali mettano al centro i singoli e le comunità, e non il profitto, in qualunque parte del mondo ci si trovi”.

Nel frattempo, dalla sede Osvic di Oristano (in via Goito 25) si continua ad offrire i pacchi di riso della Filiera Agricola Italiana. Acquistare quel pacco di riso a 5 euro è “un gesto consapevole di chi decide di difendere il diritto al cibo e al lavoro agricolo di tanti nel nord e nel sud del mondo”. Per ricevere il riso a casa è sufficiente una telefonata al numero 0783.71817.

Grazie ai fondi raccolti con i pacchi di riso si finanzeranno un intervento in Italia e 34 nel mondo. Tra questi c’è il progetto dell’Osvic in Kenia, che oltre a prendersi cura dei ragazzi sieropositivi sostiene l’agricoltura familiare nella casa di Nanyuki.

Secondo il report dello scorso aprile del World Food Programme, in almeno 30 paesi del mondo potrebbero scatenarsi carestie a causa del coronavirus, facendo aumentare il numero di persone che soffrono di fame dagli attuali 135 a 250 milioni. La conseguenza della pandemia globale può essere una catastrofe umanitaria e alimentare, i cui segnali sono chiari in molti paesi, non solo dell’Africa, ma anche dell’America Latina e dell’Asia.

La crisi provocata dal Covid-19, inoltre, avrà impatti sulla povertà a livello globale: si calcola che mezzo miliardo di persone potrebbe cadere sotto la soglia di indigenza dei 5,50 dollari al giorno. Contraccolpi che investiranno non solo le aree più povere del Pianeta, ma anche il Nord ricco. Coldiretti registra in Italia, dall’inizio del lockdown, un incremento di un milione di persone bisognose di generi alimentari: il 114% in più rispetto alle consuete richieste, conferma la Caritas.

“Abbiamo riso per una cosa seria” è un piccolo contributo e da anni rappresenta un grande movimento di contadini italiani e del resto del mondo, sostenuti dai consumatori responsabili, che decidono di scegliere il riso di questa campagna solidale per la difesa della dignità dei lavoratori e per il diritto al cibo sano e di qualità per tutti.

Una filiera di persone per sostenere le comunità, ma anche per attirare l’attenzione sulla sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici, l’accaparramento da parte delle multinazionali, le migrazioni forzate, per promuovere il valore dell’agricoltura familiare come risposta alla crisi globale, per la richiesta di politiche adeguate.

Lunedì, 1° giugno 2020

Red
1 Giugno 2020

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