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I Fiori di Mandy: il rock alternativo di tre giovani oristanesi

2 Gennaio 2020

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I Fiori di Mandy: il rock alternativo di tre giovani oristanesi

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Da un viaggio a Dublino e una ragazza dai capelli viola che ha ispirato il nome del gruppo, al ritrovarsi in una sala prove a comporre musica. Nasce così la band “I Fiori di Mandy”, nel 2016 a Oristano, dall’incontro di tre ragazzi: Luigi Frau, 22 anni di Oristano (bassista) Edoardo Mantega, 24 anni anche lui di Oristano (chitarrista e voce della band) e Raffaele Mura, 20 anni di Arborea (batterista).

La passione per la musica e per la sperimentazione creativa ha da subito accomunato i tre che, suonando in altre formazioni differenti, si sono trovati poi a fare musica insieme. Il trio inizia così a comporre brani inediti: all’attività in studio affiancano anche quella live, partecipando a diversi festival locali come “Rockas 2016”, o contest locali come quello di “Rock in contea”.

L’esigenza di comunicare si traduce in un continuo lavoro creativo e di composizione che li porta, dopo un solo mese di prove, a dare vita nel 2017 al loro primo EP d’esordio “Radici” (registrato al Sinis Wave Studio di Andrea Cutri e mixato da Cristian Mandas). Sin da subito riescono a farsi notare nel circuito underground isolano e la pubblicazione di questo primo Ep rappresenta anche il loro punto di svolta.

Composto da soli tre brani per 15 minuti complessivi , “Afrodite”, “Jourande” e l’omonima “Radici”, di cui vengono realizzati per tutti dei videoclip, l’EP ha dato modo alla band oristanese non solo di farsi conoscere a livello locale ma anche nazionale ricevendo pareri positivi da diverse riviste del settore come RockGarage, IndiePerCui e Micsugliando.

Segue nel 2018, la pubblicazione del loro secondo EP “Carne” un concentrato di alternative rock caratterizzato da testi viscerali e diretti.

Lo stile dei Fiori di Mandy
Il loro stile non è facilmente identificabile: lo si potrebbe definire un mix di più influenze e generi, il tutto cantato in italiano.

E’ un genere variegato, con molte influenze stilistiche che si uniscono dando vita a un’unica formula musicale propria, mai fissa e in continua evoluzione. La parola chiave “sperimentazione”, accompagnata da una buona dose di istinto dei tre musicisti, è alla base di tutto soprattutto per l’aspetto testuale delle loro canzoni.

Non solo musica, ma anche cultura: “Il tempo delle Assenze”
Agli inizi del 2019, i tre giovani musicisti aprono una piccola associazione culturale che si propone di portare musica e arte, dal nome “Il tempo delle Assenze”.  Il primo appuntamento da loro organizzato è stata la mini tournée di Pierpaolo Capovilla, cantautore, bassista e attore italiano, fondatore degli “One Dimensional Man” e de “Il Teatro degli Orrori”. Sull’isola, Capovilla si è esibito con il suo spettacolo “Interiezioni”, ospite dapprima a Macomer al Centro Servizi Culturali; poi nei locali di Su Tzirculu a Cagliari e, infine, al Librid a Oristano, nel maggio scorso.

A tu per tu con i Fiori di Mandy

Come nasce il progetto e il nome “I Fiori di Mandy”?
“Il nome del gruppo deriva da un mio viaggio a Dublino”, risponde Edoardo Mantega, “Mandy è una ragazza originaria dell’Australia che faceva la parrucchiera nella città irlandese: testa viola, passato turbolento, una stranezza interiore che catturava. Fu un incontro come tanti altri e come nessuno prima. Una persona come tante che però, in quel momento, ha lasciato un segno: un nome per me insolito, tanto da ricordarlo nel tempo, e un carattere che rispecchiava alla perfezione ciò che con il gruppo avremmo voluto trasformare in musica: la mancanza di un punto fermo cui ancorarsi e una sensibilità disposta ai cambiamenti”.

“I fiori”, spiega sempre Edoardo, “non vogliono avere un significato preciso: è stato scelto per il suono delle parole e il loro semplice potere evocativo”.

Vivete di musica o fate altro?
“Non viviamo di musica”, risponde Raffaele Mura, “anche se ci piacerebbe: siamo tutti studenti dell’università di Cagliari. In ogni caso e in ogni ambito troviamo però dei collegamenti tra ciò che studiamo e ciò che componiamo, che siano scientifici o umanistici. Io, ad esempio, sono iscritto alla facoltà di Ingegneria Informatica, Edoardo invece, laureato in Lettere moderne, studia ora Scienze della Produzione Multimediale mentre Luigi è iscritto in Fisica”.

Fare musica nell’isola: è difficile?
“Dipende da cosa si intende con difficoltà”, risponde Edoardo Mantega, “in realtà suonare in Sardegna risulta stimolante e mai qualcosa di eccessivamente statico. Vi è un piccolo microcosmo musicale per cui c’è tanta proposta e altrettanto ricambio, il tutto all’insegna di una certa diversità umana e artistica”.

“Ci sono festival interessanti, locali che promuovono di buon grado la musica indipendente e così via”, prosegue Edoardo, “l’unica vera “difficoltà” è dovuta a un’insularità con cui si deve, senza scelta, fare i conti. Riuscire a piazzare una serie di date fuori dall’isola ha dei costi e delle tempistiche che non tutti possono permettersi”.

Progetti futuri?
“L’idea per il futuro”, spiega Luigi Frau, “è quella di diminuire con l’attività live per poterci concentrare sulla scrittura del nuovo disco. Abbiamo intenzione di aggiungere nuovi strumenti e nuove sonorità per vedere come questi si possano adattare a noi. Vogliamo però evitare di metterci fretta e cercare di ottenere, come speriamo di aver fatto in passato, un risultato che sia il più possibile genuino e frutto di una necessità personale, sfruttando il lato positivo dell’attuale  auto produzione, la quale ci lascia la libertà di sperimentare e la possibilità di farlo per tutto il tempo di cui abbiamo bisogno”.

Venerdì, 3 gennaio 2020

Redazione2
2 Gennaio 2020

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