“Volevo essere l’ingegner Carta”. La storia di Franco Meloni: un direttore sanitario – Foto e video
19 Settembre 2026
Presentazione del libro nella biblioteca di Oristano

Franco Meloni
Oristano
Presentazione del libro nella biblioteca di Oristano
Non è soltanto il racconto di una lunga carriera nella sanità sarda, ma la testimonianza di un percorso umano e professionale iniziato nella Carbonia degli anni Cinquanta e arrivato ai vertici di importanti strutture sanitarie dell’Isola. Questo è il tema del libro di Franco Meloni “Volevo essere l’ingegner Carta”, presentato alla biblioteca di Oristano
A spiegare il significato del libro è lo stesso Franco Meloni nella prefazione: raccontare, attraverso i propri ricordi e dal suo personale punto di vista, una vita dedicata alla sanità, alla famiglia e all’impegno pubblico. Una storia fatta di soddisfazioni, difficoltà e momenti dolorosi, nata anche dal desiderio, coltivato fin da bambino, di lasciare un segno positivo nella vita degli altri.
Dopo Cagliari e Carbonia, Franco Meloni ha presentato il volume nella biblioteca comunale di Oristano, alla presenza del sindaco Massimiliano Sanna, che ha portato i saluti istituzionali, dialogando con i giornalisti Emanuela Zoncu e Antonio Masala.
Nel corso dell’incontro ha ricordato la figura dell’ingegner Giorgione Carta, direttore della Carbonsarda e personaggio autorevole della Carbonia mineraria. “Volevo essere come lui, con la forza di farmi valere nella vita e di avere il potere per realizzare i miei progetti” ha raccontato Meloni, spiegando l’origine del titolo.
Nel libro trovano spazio le principali tappe della sua esperienza professionale: dalla crescita del Brotzu ai primi trapianti, dalla realizzazione della rianimazione alle innovazioni che hanno contribuito a trasformare l’ospedale cagliaritano in un punto di riferimento di eccellenza della sanità sarda. Tra i ricordi anche l’incontro con l’allora assessore regionale alla Sanità Emanuele Sanna, che sostenne il progetto per la realizzazione dell’ospedale.
Meloni ha ricordato il primo trapianto di cuore al Brotzu, che portò anche a un’ispezione ministeriale perché eseguito senza una specifica autorizzazione, e la tragedia aerea tra Sinnai e i Sette Fratelli, nella quale persero la vita tre validissimi cardiochirurghi del Brotzu e i tre piloti di un Cessna che traportavano da Roma un cuore destinato ad un trapiantarlo d’urgenza.
Ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale dei tanti professionisti che collaborarono con lui, tra cui il cardiochirurgo Valentino Martelli, rientrato dall’estero per contribuire all’avvio dei trapianti di cuore.
Un capitolo riguarda anche il passaggio dalla sanità pubblica a quella privata, esperienza che, dopo iniziali pregiudizi, lo ha portato a ricredersi. “Anche a Oristano” ha spiegato, “ho trovato un’organizzazione migliore e più attenta alla gestione delle risorse”
Il libro assume infine un significato particolare perché Meloni ha deciso di destinare tutti i proventi della vendita al Centro A18 Fondazione per l’autismo di Selargius. Una scelta legata anche alla sua esperienza familiare: uno dei suoi due figli è autistico e, negli anni, Meloni ha viaggiato anche all’estero alla ricerca di risposte e soluzioni.
Da questa esperienza e dall’impegno anche della moglie Paola, è nata la volontà di sostenere una struttura che offre servizi e percorsi alle persone con autismo e alle loro famiglie, soprattutto in prospettiva del futuro, quando i genitori non potranno più essere al loro fianco.
Il libro diventa così non solo la memoria di una vita nella sanità sarda, dalle miniere di Carbonia ai grandi ospedali dell’Isola, ma anche un modo per trasformare quell’esperienza in un aiuto concreto per altre famiglie.
Sabato, 19 settembre 2026



