Un luogo della città intitolato a Fra Piero Casu: il Consiglio comunale approva la proposta all’unanimità
30 Settembre 2026
La mozione impegna sindaco e Giunta a individuare uno spazio o un'area verde da dedicare al frate francescano

Fra Piero Casu
Oristano
La mozione impegna sindaco e Giunta a individuare uno spazio o un’area verde da dedicare al frate francescano
Uno spazio pubblico intitolato a Fra Piero Casu La decisione arriva dal Consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità, con 21 voti favorevoli, la mozione per dedicare un luogo della città o un’area verde al frate francescano conventuale che per 19 anni fu una presenza profondamente radicata nella vita della comunità oristanese.
La proposta, sottoscritta dai consiglieri Francesco Federico, Giuseppe Obinu, Maria Obinu, Umberto Marcoli, Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra e Massimiliano Daga, impegna il sindaco e la Giunta ad avviare le procedure necessarie per individuare uno spazio, un giardino o un’area verde possibilmente nelle vicinanze della chiesa e del convento di San Francesco, coinvolgendo nel percorso anche la comunità francescana cittadina.
La mozione punta inoltre a sostenere la raccolta, la conservazione e la valorizzazione di testimonianze, fotografie, documenti e materiali relativi alla vita e all’opera di Fra Piero, affinché la sua storia non rimanga affidata soltanto al ricordo di chi lo ha conosciuto personalmente.
A illustrare la mozione è stato il consigliere Francesco Federico (Oristano democratica e possibile), che ha sottolineato la necessità di far conoscere alle generazioni più giovani una figura che molti di loro non hanno avuto modo di incontrare personalmente.
“La mozione nasce da un sentimento profondo radicato nella memoria storica e affettiva di Oristano” ha spiegato Federico, definendo l’iniziativa un “dovere morale” del Consiglio comunale, legato alla gratitudine, al riconoscimento civico e alla memoria collettiva.
Federico ha quindi richiamato il significato della toponomastica: “La toponomastica è anche l’autobiografia di una comunità”. Intitolare una strada, una piazza o un giardino significa infatti decidere quali persone, valori e pagine della propria storia una città vuole consegnare alle generazioni future.
Nel suo intervento ha ripercorso la storia di Fra Piero, arrivato a Oristano nel 1968 e rimasto in città per 19 anni, ricordandone l’impegno accanto ai malati, agli anziani, ai detenuti e alle famiglie in difficoltà. Federico ha ricordato anche la mobilitazione della città nel 1987, quando migliaia di cittadini chiesero che il frate non venisse trasferito.
La proposta individua come possibile collocazione l’area verde alla fine di via Sant’Antonio, tra la chiesa di San Mauro e le mura giudicali, uno spazio vicino al convento di San Francesco. “Non è dalla grandezza di un luogo, della sua superficie, che si riconosce la grandezza di un uomo” ha sottolineato Federico.
Carla Della Volpe (PD) ha evidenziato come il valore della testimonianza di Fra Piero possa essere letto anche al di fuori della dimensione religiosa: solidarietà, perdono, giustizia sociale, dignità della persona, attenzione ai più deboli e capacità di costruire ponti sono, secondo la consigliera, valori che appartengono alla dimensione più ampia della vita comunitaria. “Per chi svolge un ruolo pubblico – ha aggiunto -, figure come Fra Piero possono rappresentare “un linguaggio etico universale”, offrendo un riferimento umano e sociale anche a chi non appartiene al mondo ecclesiale”.
Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha ricordato come Fra Piero fosse diventato una figura conosciuta per la sua generosità e per episodi che raccontavano la sua vicinanza alle persone in difficoltà: “È stata una di quelle persone che ha caratterizzato la vita della nostra città”. Da qui la convinzione che fosse giusto ricordare una persona che aveva scelto Oristano come luogo della propria missione e che si era spesa per la comunità. La consigliera ha inoltre sottolineato il valore trasversale della figura di Fra Piero, al di là delle convinzioni religiose personali: la sua vicinanza agli ultimi e alle persone fragili rappresenta infatti un elemento capace di unire la comunità.
Giuliano Uras (Oristano al centro) ha ripreso il tema della toponomastica come rappresentazione della città e ha ricordato Fra Piero come una persona capace di “curarsi della collettività con allegria, spensieratezza, giocosità”, presente negli ospedali e accanto ai detenuti: “Era giocoso, era allegro”, ha ricordato il consigliere, sottolineando anche la sua partecipazione alla vita cittadina e alle iniziative popolari. La sua presenza, ha concluso, era quella di “un personaggio positivo che generava senso della comunità”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda progressisti per Oristano) ha indicato nella generosità e nella bontà i tratti che più lo avevano colpito del frate e ha collegato il ricordo di Fra Piero al valore della comunità: “Non è solo una mozione, un’intitolazione di una piazza che serve a ricordare una persona. Il vero valore è fare in modo che l’esempio della persona continui a orientare il comportamento quotidiano della comunità”.
Sergio Locci (Aristanis) lo ha ricordato come una persona “scherzosa, allegra, disponibile sempre”, sottolineando soprattutto la sua capacità di essere presente nei luoghi e nei momenti in cui c’era bisogno: “Era in mezzo ai poveri, era alle partite della Tharros, era sul campanile della chiesa di San Francesco mentre sventolava la bandiera italiana e quella di Oristano in occasione della nascita della provincia. Questo riconoscimento rappresenta anche una testimonianza della forte integrazione della comunità francescana nella storia cittadina. Fra Piero era presente dove c’era festa, ma anche dove c’erano le lacrime e dove c’era dolore”.
Il sindaco Massimiliano Sanna ha concluso il dibattito esprimendo pieno sostegno alla mozione e definendo Fra Piero “una parte della nostra città, un pezzo di cuore della nostra città, della nostra comunità”.
Il primo cittadino ha ricordato la sua presenza accanto ai giovani, ai malati, ai detenuti e alle persone in difficoltà e ha sottolineato come Fra Piero fosse un “frate in uscita”, capace di andare incontro alle persone invece di aspettare che fossero loro a rivolgersi al convento.
Sanna ha definito l’intitolazione “un atto di memoria, di giustizia e di gratitudine”, spiegando che una città non si costruisce soltanto attraverso piazze, strade ed edifici, ma anche attraverso le persone che hanno contribuito a renderla più umana.
Il sindaco ha dunque confermato l’impegno dell’Amministrazione ad avviare la procedura per l’intitolazione e a coinvolgere la comunità francescana nell’individuazione dello spazio e ha proposto un intervento per raccogliere, conservare e valorizzare fotografie, documenti e testimonianze sulla vita e sull’opera di Fra Piero, coinvolgendo la Fondazione Oristano, l’Antiquarium Arborense, la comunità francescana e tutti coloro che possano contribuire a ricostruirne la memoria.
“Conservare la memoria di Fra Piero significa anche raccontare un pezzo della storia sociale e umana della nostra città”, ha sottolineato Sanna in conclusione.
Mercoledì, 30 settembre 2026