Tra viaggi e ricerca nasce Meridia, il progetto di travel design di due giovani oristanesi
23 Settembre 2026
Benedetta Pulga e Giulia Puddu raccontano il mondo con uno sguardo sempre rivolto alla Sardegna

Benedetta Pulga e Giulia Puddu
Oristano
Benedetta Pulga e Giulia Puddu raccontano il mondo con uno sguardo sempre rivolto alla Sardegna
Dalla voglia di conoscere il mondo a quella di raccontare meglio il luogo da cui si parte. È lungo questa direzione che prende forma Meridia, il nuovo progetto di travel design, contenuti e ricerca ideato da due giovani oristanesi, Benedetta Pulga e Giulia Puddu.
Ventotto anni entrambe, amiche da sempre e con percorsi diversi alle spalle, condividono una passione che negli anni si è trasformata in esperienza: quella per i viaggi, per le culture lontane e per tutto ciò che si scopre quando si decide di andare oltre gli itinerari già tracciati.
In questi giorni sono partite per il primo viaggio ufficiale di Meridia, un mese tra Vietnam e Malesia. Un’esperienza che diventerà anche un laboratorio sul campo: raccoglieranno storie, incontri, costi, tempi, spostamenti e informazioni utili, raccontando il viaggio mentre accade e trasformando ciò che incontreranno in nuovi contenuti e possibili itinerari.
“Meridia nasce da una domanda che ci facevamo spesso viaggiando: cosa c’è oltre quello che abbiamo già letto, salvato e programmato?”, spiegano Benedetta e Giulia. “Per essere due persone che hanno deciso di costruire qualcosa insieme, siamo anche abbastanza diverse: nei ritmi, nel modo di organizzare un itinerario, nelle cose per cui siamo disposte a cambiare programma. Su un punto, però, ci siamo sempre trovate: difficilmente ci basta sapere solo dove andare. Prima di Meridia abbiamo seguito strade diverse, che oggi finiscono inevitabilmente dentro questo progetto”.
Benedetta è partita presto: a 16 anni ha vissuto un anno a Panama con il programma Intercultura, poi un periodo in Belgio come au pair. Ha studiato Lingue e comunicazione interculturale, si è avvicinata ai temi della cooperazione e dei diritti umani e successivamente si è specializzata in organizzazione e risorse umane, lavorando negli ultimi anni tra consulenza, progettazione e aziende internazionali. Nel frattempo, ha continuato a viaggiare: dalla Thailandia, da sola, alla Cina, passando per esperienze che le hanno insegnato quanto le piaccia costruire itinerari, cercare informazioni, confrontarle e poi verificare sul posto se funzionano davvero.
Giulia arriva invece dal mondo della comunicazione. Dopo anni di danza, ha studiato a Bologna e si è laureata in Comunicazione, per poi iniziare a lavorare in autonomia tra social media, contenuti e progetti visivi. Anche per lei vivere fuori è stato parte del percorso: prima un tentativo in Australia, poi un anno negli Stati Uniti come au pair, cambiando città e famiglia lungo il percorso. In Malesia ha trascorso un mese da sola lavorando da remoto e facendo volontariato con Worldpackers a Kuala Lumpur. Esperienze che oggi ritornano nel suo modo di osservare, raccontare e trasformare quello che succede durante un viaggio in immagini e storie.
“In mezzo ci sono anche tutte le cose che difficilmente entrano in un curriculum”, sottolineano le due ragazze, “gli anni passati a cavallo o a ballare, le partenze andate bene e quelle finite prima del previsto, il tornare in Sardegna, cambiare città, viaggiare da sole, adattarsi a una nuova famiglia dall’altra parte del mondo, perdersi, ripensare un itinerario e accorgersi che spesso le parti più interessanti di un viaggio non erano quelle previste”.
Ed è anche da qui che nasce Meridia, il loro progetto di travel design, contenuti e ricerca, lanciato sui social in queste ultime settimane.

“Vogliamo capire un posto. Come ci si muove, quanto costa davvero attraversarlo, cosa vale il nostro tempo, ma anche chi lo abita, cosa si mangia, quali storie ci sono dietro ciò che vediamo e perché alcune cose sono proprio lì e non altrove”, proseguono Benedetta e Giulia. “Per questo viaggiamo, raccogliamo informazioni, osserviamo, parliamo con le persone, sbagliamo strada, cambiamo idea. Poi proviamo a rimettere tutto insieme attraverso racconti, guide, mappe, itinerari e strumenti che possano essere utili anche a chi partirà dopo di noi”.
“Il nostro modo di viaggiare sta probabilmente nel mezzo: ci piace partire preparate, ma non vogliamo sapere già tutto prima di arrivare”, aggiungono. “Crediamo che un buon itinerario debba darti abbastanza struttura per muoverti con consapevolezza e abbastanza spazio perché un luogo possa ancora sorprenderti”.
È proprio questa idea di viaggio a definire anche il modo in cui con Meridia, Benedetta e Giulia vogliono raccontare il mondo. Non una successione di luoghi da spuntare e nemmeno una continua ricerca del posto più nascosto o “autentico”, ma uno sguardo capace di tenere insieme le grandi città e i paesi piccoli, ciò che è famoso e ciò che si scopre per caso, le contraddizioni e le abitudini quotidiane.
Un mercato affollato, una festa di paese, una spiaggia conosciuta da tutti, un autobus preso nella direzione sbagliata o una conversazione iniziata per caso possono diventare altrettante chiavi per comprendere un territorio. E soprattutto resta aperta la possibilità di cambiare idea dopo esserci arrivati.
Meridia, però, non guarda soltanto lontano. Una parte del progetto torna sempre a casa, perché per Benedetta e Giulia la Sardegna non è semplicemente il luogo da cui partire per andare a raccontare il mondo. È anche uno dei territori che vogliono imparare a guardare meglio.
Da qui il desiderio di raccontarla oltre l’estate e oltre alcune immagini che, per quanto bellissime, finiscono spesso per rappresentarla tutta: entrare nei paesi, seguire feste e tradizioni, incontrare chi porta avanti un mestiere, capire cosa succede nei territori durante l’anno, raccontare il cibo insieme alle storie che contiene e dare spazio anche a luoghi e persone che difficilmente entrano nei circuiti più raccontati.
Intanto il primo viaggio ufficiale è già cominciato. Tra Malesia e Vietnam, per un mese, le due ragazze raccoglieranno storie, incontri, costi, tempi, spostamenti, strutture, scelte riuscite ed errori. L’obiettivo è raccontare il viaggio mentre succede, non soltanto una volta tornate.
E il futuro di Meridia potrebbe portare con sé un ulteriore passo: viaggiare insieme ad altre persone. L’idea è costruire piccoli viaggi di gruppo nei territori che Benedetta e Giulia avranno prima conosciuto, attraversato e studiato direttamente. Non itinerari immaginati da una scrivania, ma esperienze provate in prima persona, creando rapporti, verificando tempi e distanze, sperimentando e capendo cosa cambiare.
L’idea è condividere non soltanto una destinazione, ma un modo di starci dentro: fare domande, incontrare persone, conoscere un contesto, fermarsi quando qualcosa merita più tempo e accettare che non tutto debba essere programmato.
“Non abbiamo l’ambizione di spiegare la Sardegna, né il resto del mondo”, concludono. “Sono troppo complessi per farlo, e forse è proprio questo il punto. Vogliamo continuare a farci domande, partire per cercare qualche risposta e lasciare che ogni viaggio ne apra di nuove”. E perché, in fondo, è proprio da questa curiosità che Meridia ha cominciato il suo viaggio: “c’è sempre qualcosa oltre”.
Il viaggio di Benedetta e Giulia si può seguire anche sulla pagina Instagram di Meridia, scoprire i loro racconti e mettersi in contatto con loro.

Mercoledì, 23 settembre 2026