Oltre 250 partecipanti a Oristano e Uras per il quinto forum nazionale della Scuola del Popolo
28 Settembre 2026
La vicesindaca di Livorno propone un gemellaggio ideale

L'appuntamento all'Itis Othoca
Oristano
La vicesindaca di Livorno propone un gemellaggio ideale
Oltre 250 persone hanno partecipato al quinto forum nazionale della Scuola del Popolo, “Tempo di comunità”, che venerdì e sabato scorsi ha riunito a Oristano e Uras esperienze provenienti da diverse città italiane. Due giornate che hanno messo al centro il rapporto tra cultura, relazioni umane e costruzione delle comunità. L’appuntamento ha confermato anche la crescita dell’esperienza nata in città nel 2019: nel solo capoluogo, in sette anni, la Scuola del Popolo ha realizzato 110 iniziative di animazione culturale, coinvolgendo oltre 1.700 partecipanti. Numeri ai quali si aggiunge una significativa attività di comunicazione digitale, con oltre 600.000 visualizzazioni registrate solo nell’ultimo anno sui canali della Scuola. Tutto in puro volontariato.
Il forum ha ricevuto i messaggi di apprezzamento del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e dell’assessora regionale ai Beni culturali Ilaria Portas, quest’ultimo letto dalla sua segretaria particolare, la professoressa Maria Delogu.
Il primo appuntamento, il 25 settembre nella sala convegni Mariano IV, a Oristano, ha proposto un confronto di rilievo. Dopo l’intervento di Eliana Quintavalle, vicepresidente dell’Associazione Scuola del Popolo, e la riflessione di Pino Salerno della Fondazione Giuseppe Di Vittorio sul valore delle relazioni umane, è stata presentata l’esperienza di “Chitarre in libertà”, uno dei risultati più significativi e originali prodotti dal lavoro della Scuola del Popolo. A chiudere il convegno è stato il professore Guido Liguori, presidente della International Gramsci Society, con l’intervento “Gramsci e la cultura popolare”, seguito dal confronto con il pubblico. Un contributo di particolare prestigio, affidato a uno dei principali studiosi del pensiero gramsciano a livello internazionale.
Il 26 settembre, all’Istituto Tecnico Othoca, il forum ha affrontato il tema dei circoli di studio, con la relazione di Ivo Vacca, presidente dell’Associazione Scuola del Popolo. Al centro dell’intervento l’esperienza avviata in Sardegna e la possibilità di trasformarla in un modello esportabile in altri territori: uno strumento per contrastare la solitudine attraverso la cultura, ma anche per difendere e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio della cultura orale minacciato dallo spopolamento e dall’invecchiamento dei piccoli centri.
Licia Mataresi e Tommaso Megale, della Scuola del Popolo di Livorno, hanno quindi presentato l’esperienza dei circoli di studio sviluppata in Toscana, offrendo un utile termine di confronto con la sperimentazione avviata in Sardegna. Nel suo videomessaggio, la vicesindaca di Livorno Libera Camici ha espresso la vicinanza della città al forum e ha avanzato la proposta di un gemellaggio ideale tra Livorno e la Scuola del Popolo, come occasione per rafforzare il rapporto tra esperienze territoriali accomunate dall’idea della cultura come strumento di partecipazione e comunità.
La giornata ha dato spazio anche alla cultura sarda, con i Tenores di Neoneli, lo scrittore e drammaturgo in lingua sarda Giampaolo Salaris e un momento teatrale in lingua sarda. È intervenuta con un saluto anche Simona Fanzecco, segretaria della Cgil Sardegna eletta recentemente.
Il terzo momento del forum si è svolto a Uras, con l’inaugurazione delle tre sculture realizzate nel primo Simposio di scultura su basalto, promosso nel 2022: Metamorfosi di Giuseppe Solinas, Terra e luce di Jacopo Cau e Con-senso di Aurora Avvantaggiato. Le opere sono state presentate da Luigi Taras, direttore artistico del Simposio.
Tre momenti diversi – il pensiero, i circoli di studio e l’arte nello spazio pubblico – hanno composto così il quinto forum nazionale. Una scelta che riflette il percorso della Scuola del Popolo: non limitarsi a parlare di comunità, ma costruire concretamente occasioni nelle quali le persone possano incontrarsi, condividere conoscenze e produrre cultura. Il messaggio emerso dalle due giornate è quindi semplice e concreto: la cultura può contrastare la solitudine perché crea relazioni; e una rete di esperienze territoriali può consolidare comunità.
Lunedì, 28 settembre 2026