Miniere Sonore torna a Oristano: quindici concerti attraversano le “Frontiere immaginarie”
4 Agosto 2026
La XIX edizione del festival di musiche attuali a cura dell'associazione Heuristic

Oristano
La XIX edizione del festival di musiche attuali a cura dell’associazione Heuristic. Il programma
Quindici concerti in cinque giorni per esplorare mondi sonori ancora possibili e spostare i confini tra linguaggi, generi e forme artistiche.
Da martedì 25 a sabato 29 agosto torna a Oristano Miniere Sonore, festival di musiche attuali giunto alla sua diciannovesima edizione, organizzato dall’associazione culturale Heuristic con la direzione artistica di Stefano Casta.
Ogni sera, a partire dalle 21, il chiostro dell’Hospitalis Sancti Antoni accoglierà tre differenti progetti: dalla ricerca elettroacustica all’improvvisazione radicale, dalla sperimentazione sulla voce ai nuovi territori della forma-canzone, fino all’incontro tra musica, danza, immagini e tecnologie interattive.
Il programma riunisce esperienze solistiche, duo e formazioni provenienti da differenti percorsi artistici e geografici.
Tra i protagonisti figurano il contrabbassista Salvatore Maltana, il duo formato da Ludovica Manzo e Ruggero Fornari, il sassofonista Marco Scipione, noto anche per la sua attività di session musician con rinomati artisti italiani come Eros Ramazzotti, Mario Biondi e Tommaso Paradiso, Giulia Galliani, il progetto Vita Sabato, Vipera, Sprigu, Francesca Remigi, i ricercatori in ambito sonoro dal background internazionale Passepartout Duo, Federica Deiana, Nicolson, il duo formato dai veterani dell’improvvisazione jazz radicale Enzo Rocco e Ferdinando Faraò, Veneer, il progetto multimediale Clusters e la giovanissima producer siciliana Nima, talentuosa promessa della scena musicale contemporanea.
Il tema di questa edizione è “Frontiere immaginarie. Il potere di creare mondi e oltrepassarne i confini”: il festival parte dalla capacità umana di creare e condividere narrazioni, simboli e mondi che non esistono materialmente, ma che diventano reali nel momento in cui una comunità decide di abitarli. Anche la musica nasce da un accordo immaginario tra chi suona e chi ascolta: uno spazio comune nel quale il tempo ordinario viene sospeso e nel quale suono, significato ed esperienza possono assumere forme sempre nuove.
Dall’improvvisazione più radicale alla composizione strutturata, ogni performance contribuirà così a spostare un poco più avanti il limite di ciò che può essere immaginato e condiviso. Come sintetizza il direttore artistico Stefano Casta: «Le frontiere non sono linee sulla terra, ma storie che decidiamo di abitare insieme».
La diciannovesima edizione di Miniere Sonore chiuderà le due settimane ininterrotte di stagione culturale di Heuristic all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, che prenderanno il via con festival letterario Propagazioni che da martedì 18 a sabato 22 agosto offrirà incontri, dibattiti, laboratori creativi e presentazioni di libri su letteratura, diritti umani, geopolitica, musica, sport, ambiente con la direzione artistica del giornalista Vito Biolchini; proseguiranno domenica 23 e lunedì 24 con la rassegna di cinema Fuori Tempo curata dal regista Giuseppe Casu, per poi chiudersi appunto dal 25 al 29 con Miniere Sonore.
Ad accomunare le tre programmazioni, la mostra dell’artista libanese Mazen Kerbaj “Ci vedete davvero?” curata da Caroline Wehbe che presenta illustrazioni tratte dal libro “Gaza in My Phone”, visitabile nel chiostro dell’Hospitalis dal 18 al 29 agosto.

Il programma
Martedì 25 agosto
La diciannovesima edizione di Miniere Sonore si aprirà alle 21, con “Matis contrabbasso solo” di Salvatore Maltana. Un concerto per contrabbasso acustico costruito intorno al concetto di sfumatura — matis in catalano — e alle molteplici possibilità melodiche dello strumento. Senza aderire a un genere o a uno stile prestabilito, Maltana affida all’improvvisazione la costruzione di una musica capace di mutare colore, come il cielo durante il giorno e la natura nel corso delle stagioni.
La serata proseguirà con “In Vago Spirito”, progetto di Ludovica Manzo, alla voce e all’elettronica, e Ruggero Fornari, alla chitarra e all’elettronica. Al centro della performance è il lavoro di decostruzione e ricomposizione della voce, inserita in un ambiente sonoro nel quale elettronica sperimentale e registrazioni sul campo si fondono con melodie avant e architetture corali. Il concerto anticipa l’omonimo album in uscita nell’ottobre 2026 per Kohlhaas.
A chiudere la prima giornata sarà Marco Scipione con “H(OST)”, performance per sassofono modificato che attraversa ambient, jazz, drone e suggestioni legate alle colonne sonore e all’universo del gaming. Virtuoso proveniente dal jazz e dalla fusion, ma con una solida esperienza anche nel rock e nel metal, Scipione porta sul palco il lato più intimo della propria ricerca musicale, spingendo all’estremo il rapporto tra sperimentazione sonora e percorso personale.
Mercoledì 26 agosto
La seconda serata si aprirà con “GAL”, progetto della cantante e compositrice toscana Giulia Galliani. Voce, programmazione digitale, macchine analogiche ed elettronica delineano un territorio nel quale elementi organici e sintetici si incontrano e la forma-canzone viene progressivamente destrutturata. La voce attraversa registri lirici e sfumature intime, al centro di un universo sonoro scuro, drammatico e nostalgico che anticipa un album di prossima pubblicazione.
Seguirà “Xenia” del duo Vita Sabato, formato da Matilde Sabato, voce e live electronics, e Leonardo Vita, chitarra preparata e live electronics. La pratica improvvisativa diventa uno strumento per reinterpretare la poesia e riportare parola e suono alla comune radice della phoné. Punto di partenza della performance sono gli “Xenia” di Eugenio Montale, componimenti dedicati alla moglie Drusilla Tanzi, dai quali nasce un dialogo vocale e strumentale sul carattere transitorio dei rapporti umani, sulla memoria e sulla soglia tra presenza e assenza.
La conclusione della serata sarà affidata a Vipera, progetto della poeta, performer e compositrice Caterina Dufì, che presenterà “Acerbo e divorato live in trio” insieme ad Anna Balestrieri e Clara Romita. Voci, chitarre elettriche, sintetizzatori e batteria costruiranno una performance nella quale parola poetica, forma-canzone e suono elettronico convivono alla ricerca di sensazioni nette, presenze fisiche e improvvise aperture emotive.
Giovedì 27 agosto
Il programma prenderà il via con Sprigu, duo elettroacustico improvvisato formato da Marco Coa e Andrea Sanna, entrambi impegnati al Rhodes piano e alla live electronics. Disposti uno di fronte all’altro, i due musicisti danno vita a un gioco di riflessi nel quale cellule sonore, timbri e strutture ritmiche rimbalzano da uno strumento all’altro, accumulandosi fino a formare un unico organismo pulsante. Soundscape, glitch e loop ossessivi si intrecciano in un percorso tra psichedelia ed elettronica d’avanguardia.
Sarà poi la volta della batterista e compositrice Francesca Remigi con “Empowered Drums”, un solo per batteria ed elettronica nel quale lo strumento viene aumentato attraverso l’impiego di trasduttori. La batteria diventa contemporaneamente sorgente acustica, sistema di amplificazione degli output elettronici ed entità sonora capace di generare feedback e partecipare attivamente alla costruzione della performance. Una ricerca che, oltre alla dimensione estetica, interroga i codici e le rappresentazioni storicamente associati allo strumento.
A chiudere la serata sarà Passepartout Duo, formazione italo-statunitense composta da Nicoletta Favari e Christopher Daniel Salvito, con “Pieces from Places”. Tastiere, elettronica, percussioni e strumenti dall’aspetto inconsueto comporranno un itinerario ispirato agli incontri del duo con differenti tradizioni popolari, dalla Spagna alla Cina. Melodie essenziali, poliritmie ipnotiche e timbri futuristici costruiranno una musica sospesa tra familiarità e straniamento.
Venerdì 28 agosto
La quarta giornata si aprirà con “Microcosm” di Federica Deiana, performance ambient che intreccia suono, spazio e tempo. Sintetizzatori analogici e digitali, elettronica e registrazioni ambientali naturali e urbane creeranno un paesaggio sonoro stratificato, nel quale texture delicate e frequenze profonde daranno forma a un’esperienza immersiva e cinematica, sospesa tra natura, memoria e introspezione.
Seguirà Nicolson, trio formato da Nicoletta Nardi, voce, Susanna Sallemi, pianoforte e voce, e Livia De Romanis, violoncello e voce. In “Sfera” la ciclicità diventa il principio di un viaggio onirico costruito attraverso immagini ricorrenti, sonorità mutevoli e movimenti circolari. Intrecci vocali, giochi ritmici e dialoghi strumentali daranno vita a uno spettacolo intimo, nel quale la dimensione personale incontra quella universale.
La serata si concluderà con “Fields”, progetto di libera improvvisazione del chitarrista Enzo Rocco e del batterista Ferdinando Faraò. Le esperienze e gli ascolti dei due musicisti — dalla free music al jazz, dal gagaku alla dodecafonia, fino al rock di Canterbury — confluiranno in un faccia a faccia senza rete. Un flusso di strutture sonore libero da appartenenze stilistiche, nel quale sarà la musica stessa a indicare la direzione del dialogo.
Sabato 29 agosto
L’ultima serata della diciannovesima edizione si aprirà con Veneer, duo elettroacustico formato da Giacomo Zanus, chitarra elettrica ed elettronica, e Andrea Fabris, grancassa preparata ed elettronica. Attraverso variazioni microdinamiche e timbriche, i due musicisti costruiscono strutture, gesti e texture che uniscono l’interazione dell’improvvisazione jazzistica a sonorità vicine all’avant-folk, al minimalismo e alla musica sperimentale, con incursioni nel noise e nel glitch.
Il programma proseguirà con “Clusters”, progetto multimediale italo-ucraino di Sandro Mungianu, al clarinetto, all’elettronica e alle proiezioni, e delle danzatrici Giulia Pizzo e Margherita Borzilova. La performance esplora nascita, vita, morte e rinascita attraverso la teoria degli sciami. Il clarinetto aumentato interagisce con l’elettronica, le immagini e le luci, mentre i movimenti delle danzatrici vengono rilevati da accelerometri e trasformati in suono. Musica, corpi e tecnologie costruiscono così un ambiente immersivo nel quale identità individuali e collettive diventano instabili e fluide.
A chiudere Miniere Sonore 2026 sarà Nima, producer, compositrice e songwriter siciliana. La sua ricerca ricombina il passato ancestrale con un presente proiettato verso il futuro, dando forma a un Mediterraneo elettronico, decostruito e ricomposto. Elemento centrale del progetto è il Nụhmeyya, lingua ibrida che mescola siciliano, arabo e greco. Voce ed elettronica trasformano la parola in canto rituale e atto di ribellione, in equilibrio tra quiete, tensione e ferocia primitiva.
Qui il programma completo.

Martedì, 4 agosto 2026