Da San Nicola appello per salvare l’area verde: “Più attenzione con le potature” – Foto
19 Agosto 2026
Il compendio nato grazie anche all'impegno e alla passione dei residenti

Oristano
Il compendio nato grazie anche all’impegno e alla passione dei residenti
Una delle poche oasi verdi della città di Oristano si trova nel quartiere di San Nicola. La maggior parte delle essenze e delle piantumazioni venne messa a dimora decine di anni fa dagli stessi residenti di via Scirocco. Da alcuni anni, però, chi si occupa della cura del verde pubblico starebbe mettendo a rischio questo prezioso patrimonio, probabilmente anche a causa di interventi non sempre adeguati dal punto di vista della gestione.
La segnalazione arriva proprio dai residenti del quartiere, che hanno criticato soprattutto le modalità con cui vengono effettuate le potature di siepi e alberi. Tra loro Valentino D’Amico, per decenni affermato sottufficiale del Corpo forestale: “Mai come in questi anni i cambiamenti climatici hanno messo a rischio le nostre città e la salute” spiega D’Amico. “Per questo è indispensabile piantare alberi e salvaguardare quelli che già esistono. Ma l’intervento dell’uomo non può pregiudicarne la sopravvivenza, come sta accadendo, a dire la verità, non solo a Oristano”.
Secondo D’Amico, anche piccoli accorgimenti possono contribuire a evitare danni al verde pubblico: “Le regole”, sottolinea, “non prevedono che siepi e alberi vengano tagliati ad agosto o comunque nei mesi più caldi. Queste operazioni vanno effettuate sopratutto in autunno. Le siepi che abbellivano piazza Maestrale sono ormai fortemente ridotte e, se sottoposte a questo tipo di interventi nel periodo più caldo, rischiano di seccarsi, come si può vedere”.
“Le foglie degli alberi e delle siepi”, prosegue D’Amico, “sono il principale organo nel quale avviene la fotosintesi clorofilliana. Grazie alla clorofilla, le piante catturano la luce del sole e trasformano l’anidride carbonica e l’acqua in ossigeno e nutrimento”.
Un altro aspetto riguarda la potatura degli alberi. “Quando si tagliano i rami per alleggerirne il peso”, osserva ancora Valentino D’Amico, “occorre proteggere le “ferite” del tronco con del mastice, perché quelle zone possono diventare una via d’ingresso per l’acqua piovana e gli insetti”.
“Il verde va protetto e soprattutto potenziato”, conclude Valentino D’Amico, “perché cemento, marmo e asfalto contribuiscono a riscaldare le nostre città e in futuro sarà sempre peggio. Gli alberi, lo suggerisco ai nostri amministratori, contribuiscono ad assorbire l’anidride carbonica e ad abbattere le temperature. Per questo motivo quando si riqualificano piazze o quartieri il verde va potenziato non ridotto”.
Mercoledì, 19 agosto 2026
