Bonus sociale rifiuti pagato solo in contanti. L’attacco del consigliere Federico: “Disagi per tanti cittadini”
18 Agosto 2026
L'esponente di Oristano democratica e possibile ha contestato la scelta dell'amministrazione comunale

Oristano
L’esponente di Oristano democratica e possibile ha contestato la scelta dell’amministrazione comunale
“Il bonus sociale rifiuti viene riconosciuto dal Comune di Oristano esclusivamente in contanti”. Lo denuncia il consigliere comunale di minoranza Francesco Federico, riferendosi ai mandati di pagamento arrivati in questi giorni a centinaia di beneficiari. “Una scelta che ha creato un disagio del tutto evitabile a numerosi concittadini”, ha aggiunto l’esponente di Oristano democratica e possibile. “Persone anziane costrette a uscire nelle ore più calde per recarsi in banca, cittadini obbligati a prendere permessi dal lavoro, persone costrette semplicemente a perdere tempo per incassare poche decine di euro”.
L’affondo arriva proprio mentre nel capoluogo sono in arrivo gli avvisi di pagamento Tarip 2026. “Non sarebbe stato più semplice applicare direttamente lo sconto sulla prossima bolletta, come previsto ordinariamente per il bonus sociale rifiuti e come hanno fatto tante altre amministrazioni? Oppure, se si è scelto il rimborso diretto, consentire l’accredito sul conto corrente dei beneficiari?”, si chiede il consigliere. “Perché trasformare un beneficio in un ulteriore disagio burocratico? Perché non semplificare la vita ai cittadini di Oristano quando si potrebbe con un minimo di buon senso?”.
“Badate bene”, aggiunge Francesco Federico, “non stiamo parlando di fondi comunali messi a disposizione da questa amministrazione in uno slancio di straordinaria bontà. Il bonus sociale rifiuti è una misura nazionale, finanziata attraverso la componente perequativa UR3, che viene pagata a tutti gli utenti del servizio rifiuti (quelli che hanno determinati requisiti) dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea). Ai Comuni spetta soltanto un ruolo di passacarte, quello di emettere i mandati per i beneficiari”, prosegue il consigliere, secondo cui “l’ente, quindi, non sta facendo un regalo ai residenti. Sta semplicemente rimborsando fondi distribuiti a livello nazionale”.
“E allora sarebbe stato lecito aspettarsi semplicità, efficienza e attenzione alle persone”, conclude Federico. “Invece, ancora una volta, anche per ottenere poche decine di euro, tanti cittadini si sono trovati costretti a fare file, prendere permessi e uscire di casa nelle ore più calde. Un beneficio che poteva essere semplice è diventato un disagio. E questa, francamente, è un’altra delle tante scelte di questa amministrazione comunale difficili da comprendere”.

L’intervento del Comune di Oristano
“In merito alla segnalazione relativa ai rimborsi Tarip del Comune di Oristano”, si legge in una nota diffusa dall’ente, “è opportuno fare chiarezza su alcuni aspetti che sono già stati ampiamente illustrati in Commissione e in Consiglio comunale. Il bonus doveva essere trasmesso alla banca entro il 30 giugno. A quella data, tuttavia, il Consiglio comunale non aveva ancora approvato la Tarip, la cui prima rata è prevista in scadenza il 16 settembre. Non era quindi possibile procedere con una compensazione sulla prima rata”.
“C’è poi un secondo elemento, altrettanto importante: l’Inps ha trasmesso all’Amministrazione esclusivamente i nominativi dei beneficiari e i relativi indirizzi, senza fornire alcuna informazione sulle modalità di accredito né i dati dei conti correnti bancari. Di conseguenza”, continua la nota, “non era tecnicamente possibile effettuare un accredito diretto sul conto dei beneficiari. In queste condizioni, la modalità adottata rappresentava l’unica soluzione praticabile, alternativa alla commutazione in assegno circolare, che avrebbe comportato per i beneficiari anche l’addebito delle relative spese”.
“Per avere un’ulteriore conferma della correttezza della procedura”, conclude la nota, “è stata contattata la Tesoreria del Banco di Sardegna di Sassari per valutare se questa modalità potesse creare problemi: è stato risposto che non vi erano problemi e che si poteva procedere in questo modo, proprio in considerazione dell’assenza dei dati dei conti correnti dei beneficiari. Chiunque, perché non può recarsi in banca, desideri avere la commutazione in assegno circolare non trasferibile potrà farne richiesta all’Ufficio Tributi, che provvederà immediatamente a modificare i titoli trasmessi in tesoreria”.
Martedì, 18 agosto 2026