Quando le parole diventano barriere: focus su donne, disabilità e media
7 Luglio 2026
Incontro nel giardino del Museo Diocesano Arborense di Oristano

Oristano
Incontro nel giardino del Museo Diocesano Arborense di Oristano
Nell’ambito della rassegna “Notti d’estate al Museo”, oggi, martedì 7 luglio, alle ore 21 si terrà l’incontro “Donne, disabilità e media. La potenza del linguaggio nelle disabilità visibili e invisibili”, una riflessione sul valore delle parole nella costruzione dell’inclusione. L’appuntamento, promosso in collaborazione con GiULiA Giornaliste Sardegna, sarà ospitato nel giardino del Museo Diocesano Arborense di Oristano.
Si partirà dal volume “Donne, Disabilità e Media. Parole vs Barriere”, per poi sviluppare una riflessione più ampia sul ruolo del linguaggio nella società contemporanea, sul modo in cui le parole contribuiscono a costruire o demolire stereotipi e sul rapporto tra informazione, cultura e dignità della persona. Il tema riguarda tutti. Le disabilità visibili e quelle invisibili interrogano infatti il nostro modo di guardare l’altro prima ancora del nostro modo di raccontarlo. Spesso la discriminazione nasce proprio dal linguaggio: da espressioni stereotipate, da definizioni improprie, da narrazioni che trasformano la persona nella sua condizione o che oscillano tra pietismo ed eroizzazione, dimenticando la normalità della vita quotidiana.
Ancora più complessa è la condizione delle donne con disabilità, frequentemente esposte a una duplice invisibilità, quella determinata dal genere e quella legata alla disabilità stessa. Non è un caso che il tema della responsabilità della parola sia oggi al centro della riflessione civile e spirituale. Papa Francesco ha ricordato in numerose occasioni che le parole possono “costruire ponti oppure innalzare muri”, invitando il mondo dell’informazione a promuovere una comunicazione capace di custodire la dignità delle persone. Anche Papa Leone XIV, fin dai suoi primi interventi pubblici, ha richiamato il valore di un linguaggio disarmato, rispettoso e responsabile, che rifiuti ogni forma di esclusione e sappia riconoscere nell’altro prima di tutto una persona.
È una prospettiva che riguarda il giornalismo, ma anche la scuola, le istituzioni, il mondo sanitario e ciascun cittadino. Come ricordava Carlo Levi, “le parole sono pietre”, nel lontano 1955. Possono lasciare ferite profonde, ma possono anche diventare strumenti di cura, di riconoscimento e di cittadinanza. La qualità del linguaggio rappresenta, in fondo, uno degli indicatori più autentici del grado di civiltà di una comunità.
Su questi temi si svilupperà il dialogo coordinato da Simona Scioni, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e componente di GiULiA Giornaliste, con gli interventi di Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Oristano, Anna Ligia, referente regionale del Comitato Fibromialgici Uniti Italia, Sabrina Sanna, insegnante e coordinatrice delle attività culturali del Liceo “De Castro”, e della psicoterapeuta Paola Carboni. Porterà il proprio saluto anche l’arcivescovo di Oristano, monsignor Roberto Carboni.
“Donne, Disabilità e Media. Parole vs Barriere”, che, come sottolinea Susi Ronchi, coordinatrice regionale di GiULiA Giornaliste Sardegna, “è un libro multidisciplinare che affronta, attraverso molteplici punti di vista, la disabilità nella quotidianità. È un testo aperto al dialogo con le istituzioni, con il mondo dell’associazionismo, con esperte ed esperti e con le persone con disabilità. Comprende inoltre un glossario delle parole da usare e di quelle da evitare, proponendosi come uno strumento concreto per una rappresentazione corretta nei media e per contribuire a costruire uno sguardo sempre più attento, accogliente e rispettoso delle differenze”.
L’incontro vuole offrire strumenti di riflessione non soltanto ai professionisti dell’informazione, ma a tutta la comunità, perché il linguaggio appartiene a ciascuno di noi. Ogni parola scelta con consapevolezza può abbattere una barriera invisibile; ogni racconto rispettoso contribuisce a costruire una società più inclusiva. L’ingresso è libero.
Durante la serata sarà inoltre possibile visitare le esposizioni permanenti e le mostre temporanee fino alle ore 23.
Martedì, 7 luglio 2026