Nel cuore del silenzio: tornano le visite notturne al monastero di Santa Chiara
5 Luglio 2026
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra le Clarisse e la delegazione Fai oristanese

Il cortile interno del monastero di Santa Chiara
Oristano
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le Clarisse e la delegazione Fai oristanese
La storia, i misteri e la bellezza si svelano nel fascino della notte. Tornano le visite notturne al monastero di Santa Chiara, che aprirà le sue porte nei mesi di luglio e agosto.
A promuovere l’iniziativa dal titolo “Nel cuore del silezio” sono le Clarisse con la collaborazione della delegazione Fai di Oristano.
In programma otto appuntamento dal 7 al 25 agosto, ogni martedì, a cadenza settimanale: per un’ora i visitatori avranno l’opportunità unica di essere accompagnati dalle stesse Clarisse, che racconteranno la storia del monastero e ne sveleranno gli ambienti, solitamente inaccessibili, più suggestivi.
Questa edizione presenta una novità d’eccezione, costruita e organizzata insieme alla delegazione FAI: ciascun incontro sarà caratterizzato da un momento di approfondimento culturale di un tema specifico, che cambierà di volta in volta, intrecciando la narrazione delle religiose con la voce di un esperto, storico o ricercatore, chiamato a raccontare le peculiarità meno conosciute del complesso.
Si partirà dall’arte: i partecipanti potranno scoprire i dipinti del Trecento custoditi nella chiesa, veri capolavori medievali, che saranno illustrati attraverso l’uso della tecnologia in rapporto diretto con l’opera, per svelarne i segreti nascosti sotto la pittura.
Lo sguardo nelle settimane successive si sposterà anche sul prezioso patrimonio librario e d’archivio: il maestro Enrico Correggia condurrà i partecipanti in un viaggio nella memoria scritta del monastero, attraverso l’analisi degli unici due testi con notazione musicale conservati, il Cantorino e il manoscritto 1bR.
Questo legame profondo con il passato e con l’identità del territorio emergerà anche grazie all’intervento del professor Piero Ortu, che analizzerà la centralità e la preminenza politica e spirituale del complesso nel periodo giudicale, evidenziando il legame indissolubile che unisce la storia di Santa Chiara alla famiglia degli Arborea.
Un’occasione davvero straordinaria sarà rappresentata, in uno degli appuntamenti, dall’accesso esclusivo al laboratorio di restauro temporaneo, allestito all’interno del Monastero. Qui si potrà assistere dal vivo al lavoro degli specialisti del Restauro arborense, impegnati nel delicato intervento sulle antiche mensole lignee del Trecento della Chiesa: saranno gli stessi restauratori a raccontare i segreti del mestiere e le tecniche utilizzate per salvaguardare le opere.
L’evoluzione materiale del complesso sarà ulteriormente indagata dallo storico dell’arte, Obler Luperi, che, attraverso l’analisi dei pochi metri quadrati della torretta attigua alla Chiesa, proporrà una suggestiva ricostruzione della storia dell’edificio e delle maestranze che lo hanno edificato; mentre l’architetto Gabriele Pettinau ne ripercorrerà l’intera vicenda stilistica e costruttiva dal Medioevo all’età contemporanea, mettendola a confronto con gli esempi coevi dell’epoca.
Il viaggio nella storia si farà ancora più ravvicinato grazie a due appuntamenti dedicati ai tesori documentari del monastero.
La dirigente archivista del Ministero della Cultura, Monica Grossi, presenterà infatti l’esposizione eccezionale della pergamena trecentesca, contenente il contratto matrimoniale tra Pietro III e Costanza di Saluzzo, uno dei documenti più preziosi dell’archivio delle Clarisse.
Infine, la ricercatrice Maria Grazia Mele chiuderà il cerchio culturale, inserendo il complesso monastico nella più ampia cornice dell’urbanistica medievale di Oristano; un racconto sospeso tra tracce visibili e memorie sepolte dal tempo, che troverà una testimonianza nell’antico Condaghe custodito nel monastero.
“Un’iniziativa imperdibile, che si sgrana in 8 perle settimanali, per riscoprire, attraverso la voce di chi lo abita e di chi lo studia, un cuore ancora vivo e pulsante della storia cittadina”, commentano gli organizzatori.
Sul sito del Monastero si potranno trovare tutte le informazioni e i dettagli di ogni singolo appuntamento (qui il link).
Per garantire un’esperienza raccolta e il rispetto del luogo, i posti sono limitati e suddivisi in piccoli gruppi: per ogni data sono previsti due turni di visita, il primo alle ore 22:00 e il secondo alle ore 23:00.
I gruppi saranno composti da un massimo di 20 persone per turno, con prenotazione obbligatoria sul sito del monastero di Santa Chiara. Gli iscritti al Fai hanno posti riservati. Il contributo è rappresentato da un’offerta libera alle Clarisse.
Domenica, 5 luglio 2026