Housing sociale, il presidente della Commissione Urbanistica chiede verifiche sulla conformità dell’opera
2 Luglio 2026
Il consigliere comunale Deriu interviene sul progetto in via di ultimazione in via Lepanto

Il cantiere in via Lepanto
Oristano
Il consigliere comunale Deriu interviene sul progetto in via di ultimazione in via Lepanto
Il complesso di housing sociale di via Lepanto al centro di una richiesta di chiarimenti rivolta alla dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Oristano. A rilanciare il tema è stato il presidente della Commissione Urbanistica, Fulvio Deriu, che ha sollevato interrogativi sulla conformità dell’intervento rispetto alle previsioni del Piano urbanistico comunale. Il consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia ha chiesto agli uffici comunali di effettuare tutte le verifiche necessarie per accertare la piena conformità dell’opera alle norme urbanistiche e ai titoli autorizzativi rilasciati.
L’edificio multipiano è ormai prossimo al completamento, dopo anni segnati da ricorsi amministrativi, pronunce della magistratura e contestazioni da parte dei residenti. Nonostante l’avanzato stato dei lavori, la vicenda continua però a far discutere. Negli ultimi giorni sono stati infatti sollevati nuovi interrogativi su alcuni aspetti tecnici dell’intervento, con particolare riferimento all’altezza di parte dell’edificio, agli standard urbanistici previsti e alla dotazione di parcheggi.
Si tratta di questioni che hanno riacceso il dibattito attorno a un progetto che, sin dalla sua approvazione durante l’amministrazione dell’allora sindaco Guido Tendas, aveva suscitato forti perplessità tra gli abitanti della zona.
I residenti hanno più volte evidenziato il rischio di un ulteriore aggravio per un quartiere già interessato da problemi di traffico, viabilità e carenza di aree di sosta.
Il complesso edilizio, realizzato dall’impresa Mario Ticca Srl di Sassari, per conto della società Torre Srl e articolato in tre corpi di fabbrica, continua a suscitare perplessità in una parte dei residenti, che da tempo ne contestano l’inserimento nel tessuto urbano del quartiere.
Le azioni legali promosse dal comitato di quartiere si sono concluse con il definitivo via libera ai lavori da parte del Consiglio di Stato. Le discussioni attorno all’intervento, tuttavia, non si sono mai realmente interrotte, come conferma Elisabetta Falchi, residente della zona e presidente del comitato di quartiere di via Lepanto.
“Quando abbiamo visto riaprire il cantiere pensavamo che si stesse procedendo sulla base di una concessione edilizia relativa a un progetto diverso da quello originario”, ha spiegato Falchi. “Nei cartelli di cantiere, però, non è riportato il riferimento alla concessione edilizia e non abbiamo quindi potuto effettuare verifiche. Del resto, come stabilito dal Consiglio di Stato, il Comitato non ha titolo per entrare nel merito della vicenda”.
Secondo Falchi, “la sentenza del Consiglio di Stato non è entrata nel merito della concessione edilizia e, per quanto ne sappiamo, resta valida la precedente sentenza del Tar, che aveva evidenziato la necessità di un piano attuativo per edificare in quell’area a una determinata altezza. Per questo avevo ipotizzato che si trattasse di un nuovo progetto, compatibile con l’altezza prevista dal Piano urbanistico comunale, pari a 13 metri. Nell’ultimo mese, però, abbiamo visto l’impresa proseguire con la realizzazione di ulteriori piani e siamo rimasti perplessi. Credo che si stia costruendo il quinto piano. Ben vengano quindi le verifiche da parte del Comune. Mi è sembrato inoltre singolare che, per un intervento così rilevante, nella cartellonistica di cantiere non fossero chiaramente indicati gli estremi del progetto”.
Sulla questione dei parcheggi, Falchi ha spiegato di non avere elementi certi per esprimere una valutazione, ma evidenzia ulteriori criticità. “La situazione della via è sempre più complicata e il traffico continua ad aumentare. Con la riqualificazione dei marciapiedi sono stati eliminati almeno dieci posti auto e il problema della sosta è diventato ancora più evidente. Considerando l’impatto di un edificio di queste dimensioni, forse sarebbe opportuno prevedere anche interventi sulla viabilità, come una rotatoria, anche se questo rischierebbe di incidere sui giardini pubblici”.
Sulla vicenda di via Lepanto è intervenuta anche la consigliera comunale di minoranza Maria Obinu. “Esiste una sentenza del Consiglio di Stato che consente alla società di proseguire i lavori. Quando la questione arrivò in Consiglio comunale non partecipai al voto. È però evidente che, qualora oggi la procedura dovesse essere nuovamente bloccata, la società potrebbe decidere di tutelarsi nelle sedi opportune. Si tratta dell’ennesima situazione problematica che ricade su una maggioranza che troppo spesso sceglie di non assumere decisioni”.
Giovedì, 2 luglio 2026