Dal cimitero ai rifugi climatici, passando per mercato civico e ciclabili: il punto della Giunta in Consiglio
29 Luglio 2026
Discusse le interpellanze presentate dai consiglieri dei gruppi di minoranza

Immagine d'archivio | Foto Ufficio Stampa Comune di Oristano
Oristano
Discusse le interpellanze presentate dai consiglieri dei gruppi di minoranza
Cimitero, sprechi idrici, mercato civico, piste ciclabili, cantieri comunali e rifugi climatici. Sono stati i temi al centro delle interpellanze discusse nell’ultimo Consiglio comunale di Oristano, con le risposte fornite dagli assessori su richiesta di diversi gruppi consiliari.
Umberto Marcoli (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Giuseppe Obinu, Maria Obinu, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra, Massimiliano Daga, Francesca Marchi e Francesco Federico sullo stato di manutenzione, sicurezza, decoro e valorizzazione del Cimitero Monumentale di Oristano e delle nuove aree. Marcoli ha chiesto quali iniziative siano state adottate per contrastare i furti di arredi tombali e se sia prevista l’intensificazione dei controlli, anche attraverso l’installazione della videosorveglianza; quale sia il cronoprogramma degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; con quale frequenza venga effettuata la pulizia e lo svuotamento dei cestini e delle aree di pertinenza; se sia prevista una valutazione complessiva del servizio di igiene urbana all’interno del cimitero, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, al decoro delle aree comuni e alla tutela dei luoghi di memoria. Ha chiesto anche un controllo dell’intero complesso cimiteriale e di valutare la fattibilità e l’urgenza di dotare il cimitero di un sistema di videosorveglianza.
L’assessora Maria Bonaria Zedda ha risposto spiegando che “i controlli effettuati non hanno confermato l’esistenza di una situazione di degrado diffuso o generalizzato dell’intero complesso cimiteriale. I sopralluoghi hanno consentito di verificare che alcune delle condizioni descritte non trovano un riscontro nello stato complessivo dei luoghi e che le criticità effettivamente rilevate erano circoscritte e sono state prontamente rimosse. L’attività di vigilanza e controllo è continua e viene portata avanti attraverso sopralluoghi periodici, verifiche sullo stato dei luoghi, ordini di servizio, richiami operativi e monitoraggio dell’esecuzione delle prestazioni previste dal contratto”.
“Facciamo tesoro di ogni segnalazione”, ha proseguito l’assessora, “e lavoriamo per rafforzare un modello gestionale fondato sulla prevenzione delle criticità, sulla programmazione degli interventi e la misurazione delle prestazioni. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono effettuati sulla base di una programmazione annuale. Sono previsti 7 interventi incrementabili in caso di necessità che comprendono la pulizia delle aree comuni, la cura del verde, lo sfalcio e la raccolta dei rifiuti. A questi si affiancano le attività quotidiane di pulizie svolte dal personale presente all’interno del cimitero. Abbiamo avviato un importante programma di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio cimiteriale. Tra gli interventi più rilevanti figura il restauro conservativo della cappella monumentale e dei colombari storici. L’intervento è in corso di ultimazione e consentirà di recuperare un bene di grande valore storico, architettonico e identitario. È stato avviato anche il progetto di digitalizzazione del cimitero monumentale di San Pietro. Si tratta del primo passo verso la completa informatizzazione dei servizi cimiteriali, che consentirà di migliorare in modo significativo l’accessibilità delle informazioni e la qualità dei servizi offerti ai cittadini”.
Giuliano Uras (Oristano al Centro) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme a Roberto Pisanu sull’utilizzo di acqua potabile per l’irrigazione dei parchi, giardini, aiuole e aree verdi del Comune di Oristano e delle frazioni. Uras ha chiesto in quali dei parchi pubblici, dei giardini, delle aiuole e delle aree verdi della città e delle frazioni, priva di pozzi autonomi, l’irrigazione avvenga con l’utilizzo di acqua potabile. Quali siano le fonti di approvvigionamento idrico utilizzate per ciascuna delle principali aree verdi comunali. Quale sia il consumo annuo di acqua destinata all’irrigazione del verde pubblico. Quale sia la spesa sostenuta dal Comune per l’approvvigionamento dell’acqua. Se l’Amministrazione disponga di una stima dell’incidenza economica sul bilancio comunale e quale sia il costo medio che grava indirettamente su ogni nucleo familiare. Se siano mai stati predisposti studi di fattibilità, progetti o interventi finalizzati a sostituire l’utilizzo dell’acqua potabile con fonti alternative (pozzi, sistemi di recupero delle acque meteoriche, acque reflue depurate). Quali siano le ragioni che, eventualmente, abbiano impedito finora l’adozione di tali soluzioni. Se l’Amministrazione ritenga coerente l’eventuale utilizzo di acqua potabile per l’irrigazione del verde pubblico con le prescrizioni contenute nelle ordinanze comunali che impongono ai cittadini limitazioni nell’uso della stessa risorsa.
L’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha chiarito preliminarmente che la cura del verde non è una questione puramente estetica: “Irrigare significa proteggere alberi e nuove piantumazioni, contrastare gli effetti delle ondate di calore, migliorare la qualità dell’aria e preservare investimenti già sostenuti dalla collettività. Sospendere indiscriminatamente l’irrigazione, soprattutto nei periodi di siccità, provocherebbe deterioramento degli alberi, prati e nuove piantumazioni, lo sappiamo, con la conseguenza di dover affrontare successivamente costi ben più maggiori rispetto al loro ripristino, per il loro ripristino. La maggior parte delle aree verdi è irrigata attraverso pozzi e non con acqua potabile. Sono alimentati da pozzo, tra gli altri, il parco di viale Repubblica, il parco di via Solferino, il parco di via Kennedy, il parco lineare, le aree verdi di via Petri e di via Messina, i prati di via Arborea, piazza Chiara Carta e il lungomare di Torre Grande. Restano ancora collegate alla rete idrica alcune aree che non dispongono al momento di una fonte alternativa e tra queste: il parco di via Quasimodo, piazza Maestrale, piazza Manno, piazza Mariano, alcune aree del centro cittadino e alcune aree delle frazioni. L’acqua della rete non viene utilizzata per tutto il patrimonio verde comunale, ma soltanto per una parte limitata e il Comune sta lavorando per ridurre ulteriormente questo utilizzo. Negli ultimi due anni sono state presentate alla provincia almeno otto richieste di autorizzazione per la realizzazione di nuovi pozzi artesiani. La direzione è chiara: meno acqua potabile, più pozzi, recupero delle acque meteoriche e tecnologie capaci di limitare sprechi e consumi. Nel 2025, per le aree ancora servite dalla rete idrica, sono stati consumati complessivamente 3.799 metri cubi d’acqua per una spesa pari a 9.621 euro. Il nostro obiettivo è tenere insieme tre esigenze: salvaguardia del verde pubblico, contenere i consumi e rendere sempre più sostenibile la gestione dell’acqua”.
Giuliano Uras (Oristano al centro) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme a Roberto Pisanu sul trasferimento degli operatori del mercato civico di via Cimarosa per sapere per quali ragioni l’impegno assunto dall’assessore davanti al Consiglio comunale non sia stato rispettato; se l’Assessore ritenga di dover chiedere pubblicamente scusa agli operatori del mercato civico e alla città per avere fornito rassicurazioni che si sono rivelate prive di qualsiasi concreto riscontro; chi debba assumersi la responsabilità politica dell’ennesimo rinvio; quale sia l’effettivo stato dei lavori presso il mercato di via Costa e perché, dopo tutto questo tempo, non siano ancora stati completati; quale sia la data certa e definitiva entro la quale gli operatori verranno trasferiti.
L’assessora alle Attività produttive Valentina de Seneen ha smentito la versione dei fatti proposta dai consiglieri e ha parlato di una interpellanza che si basa su presupposti falsi: “Non ho mai detto che il trasferimento si sarebbe realizzato entro due mesi”, ha precisato mostrando all’aula la registrazione del suo intervento in Consiglio comunale. “Non sono io che devo chiedere scusa per cose che non ho mai detto”.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Umberto Marcoli, Giuseppe Obinu, Francesco Federico, Carla Della Volpe, Francesca Marchi, Maria Speranza Perra e Massimiliano Daga sulla situazione della pista ciclabile di collegamento tra la circonvallazione, prolungamento di Viale Repubblica, Ponte di Brabau e Torre Grande. Ha chiesto di sapere quale sia lo stato attuale della pista ciclabile che collega la circonvallazione con il prolungamento di viale Repubblica, il ponte di Brabau e Torre Grande; quali interlocuzioni siano state avviate con la Provincia per l’illuminazione del percorso, per il suo miglioramento complessivo e l’eventuale messa in sicurezza dei tratti più problematici; se esista un progetto, anche preliminare, per completare, potenziare o rendere più funzionale l’infrastruttura ciclabile, con particolare riferimento al collegamento tra Oristano, Torre Grande e le aree limitrofe; che cosa l’Amministrazione comunale intenda fare per promuovere la prosecuzione della pista ciclabile e il collegamento tra Torre Grande e Cabras; per quali ragioni Cabras risulti oggi più avanti nella programmazione e nel finanziamento delle proprie piste ciclabili, mentre Oristano continua ad apparire in ritardo su un tema decisivo per mobilità sostenibile, turismo, ambiente e qualità della vita; se l’Amministrazione comunale abbia valutato la possibilità di prendere a modello le buone pratiche già adottate da Cabras; quali iniziative siano state assunte per chiedere alla Provincia la pulizia, la sistemazione e la manutenzione della rotonda di Brabau; quale sia stato l’impegno dei consiglieri che rappresentano Oristano in Provincia su questi temi; quali tempi l’Amministrazione ritenga realistici per dare risposte concrete ai cittadini su illuminazione, manutenzione, pulizia, progettazione e prosecuzione della rete ciclabile verso Torre Grande e Cabras.
L’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri ha risposto ricordando che “nel 2009 con la Giunta Nonnis andai a Roma, al Ministero dell’Ambiente, per chiedere il finanziamento per la ciclabile che dà Sili porta a Oristano. Era la prima ciclabile che nasceva in città. Sulla mobilità lenta Oristano ha dato l’esempio. L’interconnessione delle frazioni con la città è stata fatta da Oristano con un progetto da 4 milioni e mezzo di euro. Oggi, parlando di mobilità, siamo impegnati con la provincia in partenariati. Una settimana fa si è chiuso un accordo che riguarda proprio la mobilità che riguarda la zona di Fenosu con la rotonda a servizio anche del mercato ortofrutticolo. E non dimentichiamo che abbiamo un Por di sviluppo europeo che riguarda le ciclovie per tutta la Sardegna dove Oristano è coinvolta nel tratto che collega con Barumini”.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Umberto Marcoli, Giuseppe Obinu, Francesco Federico, Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra e Massimiliano Daga sulla situazione, organizzazione, gestione e risultati prodotti dal cantiere comunale Lavoras. In particolare ha chiesto di conoscere quale sia lo stato attuale del cantiere LavoRAS; quanti lavoratori siano stati impiegati, specificando profili professionali, durata dei rapporti di lavoro e periodo effettivo di impiego; quale sia stata l’organizzazione dei turni di lavoro e dei criteri adottati per la distribuzione del personale nei diversi servizi; quanti lavoratori siano stati assegnati ad attività d’ufficio, amministrative, tecniche, di censimento, catalogazione o supporto interno, e quanti invece siano stati impiegati in attività operative esterne, su strada, negli edifici comunali, nelle scuole, negli spazi pubblici o in altri luoghi di intervento; quali valutazioni, criteri o esigenze organizzative abbiano determinato l’assegnazione dei singoli lavoratori ai vari settori; quali interventi siano stati effettivamente realizzati attraverso il cantiere comunale, con indicazione dei luoghi interessati, della tipologia di lavori svolti e dello stato di avanzamento o conclusione degli stessi; quali risultati concreti siano stati prodotti dagli interventi; se siano stati predisposti report e documenti interni relativi all’attività del cantiere; se siano emerse criticità nella gestione del cantiere, nell’impiego del personale, nel rispetto dei tempi programmati o nel raggiungimento degli obiettivi previsti; quale valutazione complessiva si dia sull’efficacia del cantiere Lavoras in termini di occupazione, qualità degli interventi, trasparenza gestionale e beneficio per la comunità di Oristano.
L’assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Licheri ha precisato che “l’amministrazione comunale ha sempre considerato Lavoras uno strumento di sostegno occupazionale e un’opportunità per coniugare politiche attive del lavoro, inclusione sociale e miglioramento del patrimonio pubblico. In un contesto caratterizzato dalla progressiva riduzione dell’organico comunale e dalla crescente difficoltà nel garantire con il solo personale dipendente le attività ordinarie di manutenzione, tutela ambientale e gestione del patrimonio, il programma ha consentito di offrire occasioni di, occasioni di lavoro ai cittadini disoccupati e contemporaneamente di realizzare interventi concreti a beneficio della collettività. Per questa ragione il Comune ha scelto la gestione diretta dei cantieri, assumendosi integralmente la responsabilità della progettazione, dell’organizzazione delle attività, del coordinamento operativo, delle gestioni amministrative e della rendicontazione. Si tratta di una modalità certamente più impegnativa rispetto all’affidamento esterno, ma che garantisce un controllo costante sulla qualità degli interventi, sull’impiego delle risorse pubbliche, sulla sicurezza dei lavoratori e sulla trasparenza dell’azione amministrativa. Per l’annualità 2024 il Comune ha predisposto e ottenuto il finanziamento di 3 distinti progetti coinvolgendo 3 settori dell’amministrazione per un valore complessivo di 783.227 euro. Il primo progetto, curato dal settore lavori pubblici e manutenzioni, ha riguardato la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici degli edifici scolastici e delle altre strutture pubbliche per un importo di 432.578 euro. Sono stati impiegati 20 lavoratori con differenti qualifiche professionali, tra cui geometri, muratori, elettricisti, idraulici, carpentieri e manovali. Le selezioni sono state svolte integralmente dall’Aspal. Il secondo progetto, gestito dal settore sviluppo del territorio, del valore di 280.349 euro, ha consentito l’impiego di 13 lavoratori tra agrotecnico, giardiniere e braccianti agricoli. Le attività hanno interessato numerose aree verdi della città, delle frazioni di Silì, Massama, Nuraxinieddu e Torre Grande. Sono stati realizzati interventi di pulizia, riordino, riqualificazione, nuove piantumazioni e messa in sicurezza degli spazi pubblici. Il terzo progetto predisposto dal settore programmazione e gestione delle risorse ha avuto un finanziamento di 70.299 euro. 2 geometri, un collaboratore amministrativo contabile hanno lavorato alla regolarizzazione catastale degli immobili comunali, al reperimento degli atti di provenienza, all’aggiornamento degli inventari, alla digitalizzazione della documentazione e alla realizzazione del fascicolo informatico del patrimonio comunale. Nel complesso, l’annualità 2024 ha consentito al Comune di gestire direttamente 3 cantieri ed impiegare 36 lavoratori con interventi che hanno riguardato scuole, edifici pubblici, aree verdi, patrimonio immobiliare e processi di digitalizzazione amministrativa. Sulla base di questa esperienza positiva, il Comune ha adottato la stessa impostazione anche per l’annualità 2026: sono stati approvati 3 nuovi progetti per un importo complessivo di 847.910,94 euro. Il progetto del settore lavori pubblici, del valore di 474.798 euro, prevede l’impiego di 21 lavoratori per la manutenzione degli edifici scolastici e e delle altre strutture pubbliche. Gli altri due progetti riguardano la prosecuzione degli interventi sul patrimonio ambientale e delle attività di digitalizzazione, aggiornamento inventariale ed efficientamento della gestione del patrimonio comunale”.
Maria Obinu (Alternativa democratica progressisti per Oristano) ha illustrato l’interpellanza presentata insieme ai consiglieri Giuseppe Obinu, Umberto Marcoli, Massimiliano Daga, Carla Della Volpe, Maria Speranza Perra, Francesca Marchi e Francesco Federico sull’attivazione di una rete di rifugi climatici, per sapere se l’Amministrazione comunale sia a conoscenza dell’esperienza avviata dal Comune di Sassari e se intenda valutarne l’immediata applicazione anche nel territorio comunale di Oristano; se esista una mappatura degli spazi pubblici comunali, all’aperto e al chiuso, che possano offrire condizioni di maggiore comfort termico durante le giornate di caldo intenso; se il Comune intenda predisporre, con urgenza, una rete cittadina di rifugi climatici, individuando parchi, giardini, biblioteche, centri sociali, edifici comunali e altri luoghi pubblici accessibili e gratuiti; se si intenda pubblicare sul sito istituzionale del Comune una mappa chiara e aggiornata dei rifugi climatici, con indicazione degli orari, dei servizi disponibili, della presenza di acqua, ombra, sedute, climatizzazione e collegamenti con il trasporto pubblico; se l’Amministrazione intenda coinvolgere la Protezione civile, i servizi sociali, le associazioni di volontariato, le farmacie, i medici di medicina generale e le realtà del terzo settore per informare e supportare le persone più fragili durante le ondate di calore; quali interventi si intendano programmare per aumentare le zone d’ombra, potenziare il verde urbano, installare o ripristinare fontanelle, migliorare la fruibilità dei parchi e rendere più accoglienti gli spazi pubblici nelle ore più critiche; se si intenda predisporre un piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici o, qualora già esistente, aggiornarlo inserendo tra le priorità la prevenzione degli effetti sanitari e sociali delle ondate di calore; quali tempi l’Amministrazione intenda assumere per attivare almeno una prima rete sperimentale di rifugi climatici già nel corso dell’attuale stagione estiva. Maria Obinu ha chiesto infine che il Comune si attivi per predisporre una prima rete sperimentale di rifugi climatici, partendo dagli spazi pubblici già disponibili e facilmente accessibili.
L’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda ha risposto precisando di aver seguito con attenzione le esperienze degli altri comuni: “Sassari ha realizzato un bel progetto con un costo complessivo di 300.000 euro. Noi al momento non possiamo replicare questa iniziativa, ma possiamo attuare degli accorgimenti che possono essere semplici e che ci possono aiutare a superare le alte temperature, soprattutto facendo riferimento alle persone fragili. Quando è stata presentata l’interpellanza avevo già parlato in Giunta di un censimento delle strutture a disposizione dei cittadini come rifugi climatici. Le strutture devono essere dotate di impianti di condizionamento, quindi possono essere palestre, biblioteche e scuole, ma adeguatamente dotate. Parallelamente a questi interventi abbiamo un progetto, Porta d’Acqua, che prevede rifugi climatici in alcune vie della città. All’interno del programma Porta d’Acqua sono stati previsti due rifugi importanti, l’ex biblioteca di via Carpaccio e l’area di via Emilio Lussu. Ma anche l’ex lavatoio potrebbe fungere chiaramente anche da rifugio. Chiaramente questo è solo l’inizio e a seguire ce ne saranno degli altri”.
Mercoledì, 29 luglio 2026