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Approvate le modifiche al regolamento sulla videosorveglianza: cosa cambia a Oristano

1 Luglio 2026

In Consiglio comunale via libera anche al rendiconto della Scuola di musica

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Approvate le modifiche al regolamento sulla videosorveglianza: cosa cambia a Oristano

Il sindaco Sanna presenta il regolamento sulla videosorveglianza | Foto Ufficio Stampa Comune di Oristano

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Oristano

In Consiglio comunale via libera anche al rendiconto della Scuola di musica

Con 16 voti a favore e sei astenuti il Consiglio comunale di Oristano ha approvato le modifiche e le integrazioni al regolamento per la disciplina della videosorveglianza.

Presentando l’argomento in aula, il sindaco Massimiliano Sanna ha spiegato che il regolamento in vigore risale al 2019 e necessita di un aggiornamento, soprattutto nella parte riguardante l’impatto della protezione dei dati con i dispositivi tecnologici in uso alla polizia locale.

“L’utilizzo di nuove tecnologie rispetto al passato richiede aggiornamenti costanti anche degli strumenti regolamentari”, ha detto il sindaco. “Privacy e sicurezza non devono essere visti come diritti contrapposti, ma devono considerati come principi che un’amministrazione moderna— ha il dovere di garantire simultaneamente. Con questo regolamento offriamo maggiore trasparenza ai cittadini e strumenti più efficaci alla nostra polizia municipale”.

Il sindaco Sanna ha poi spiegato le telecamere possono essere utilizzati anche per il supporto dell’accertamento delle violazioni al codice della strada attraverso sistemi dedicati al rilevamento dei limiti di velocità, degli accessi alle zone a traffico limitato, delle irregolarità relative alla copertura assicurativa, alla revisione dei veicoli, nonché delle infrazioni semaforiche. La rete di videosorveglianza comunale rimane separata dagli altri sistemi informatici dell’ente e non è accessibile attraverso reti pubbliche prive di adeguata protezione.

L’accesso è quindi consentito esclusivamente a soggetti autorizzati, in particolare alla centrale operativa della polizia locale e alle sale operative delle forze di polizia, secondo modalità ben definite. Il nuovo regolamento disciplina anche la possibilità di integrazione con sistemi esterni appartenenti ad altri enti pubblici o soggetti istituzionali. Tale eventualità potrà avvenire soltanto attraverso specifici patti per la sicurezza, protocolli d’intesa o altri atti giuridicamente vincolanti, accompagnati da disciplinari tecnici che definiscano con precisione responsabilità modalità di accesso, finalità di trattamenti e misure di sicurezza.
Qualora più enti determinano insieme finalità e modalità di trattamento dei dati, il regolamento recepisce il principio della contitolarità previsto dal regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

“Il regolamento introduce anche una disciplina più moderna rispetto all’evoluzione tecnologica futura”, ha aggiunto il sindaco Sanna. “Eventuali modifiche al sistema, comprese quelle derivanti dall’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale, potranno essere adottate solo attraverso un percorso regolato, con aggiornamento delle valutazioni di impatto sulla protezione dei dati e approvazione di specifici allegati tecnici che diventeranno parte integrante del regolamento. Un ulteriore aggiornamento del regolamento riguarda il contrasto all’abbandono dei rifiuti e alla condotta illecita in materia ambientale. Il regolamento recepisce la possibilità finalmente di utilizzare strumenti di videosorveglianza anche per attività di controllo finalizzate all’accertamento di violazioni amministrative ed eventuali condotte rilevanti sotto il profilo penale, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali”.

Viene disciplinato in modo più puntuale l’utilizzo dei sistemi mobili per il controllo delle aree periferiche e dei luoghi non facilmente raggiungibili dagli impianti tradizionali. Rientrano in questa categoria dispositivi come il bodycam, dashcam e foto-trappole, che potranno essere utilizzati previa definizione di specifici disciplinari. Il regolamento disciplina anche la possibilità di utilizzare sistemi aerei a pilotaggio remoto come i droni, esclusivamente per finalità consentite dalla normativa e attraverso specifici atti organizzativi e tecnici che garantiscono sicurezza, correttezza del trattamento e rispetto dei diritti dei cittadini.
Infine, viene rivista e maggiormente regolamentata la disciplina dell’accesso alle immagini. Le richieste dovranno essere specifiche, motivate e presentate secondo le modalità previste dalla normativa sull’accesso agli atti amministrativi.

Davide Tatti (consigliere comunale del Psd’Az e presidente della commissione Bilancio e Programmazione, Personale e Polizia Urbana) ha illustrato i temi trattati dalla Commissione: “In città oggi abbiamo circa 160 telecamere attive. Ci sono tre progetti che verranno finanziati e che consentiranno di arrivare a regime a 180 telecamere su tutto il territorio del Comune di Oristano. Il sistema servirà per a garantire che la città venga presidiata in forma molto completa”.

Umberto Marcoli (Alternativa democratica Progressisti per Oristano): “Il trattamento dei dati, per chi ha cognizione dei procedimenti, è un argomento spinoso e tecnicamente molto particolare. In commissione abbiamo trattato il regolamento in maniera precisa, dettagliando ogni aspetto, constando che non tutto l’impianto di videosorveglianza è sanzionatorio, ma c’è una parte rilevante che riguarda solo di sicurezza. È emerso che c’è un problema legato rispetto alla parte notturna. Ormai è necessario coprire anche il periodo che va dalle 20 alle 7 del mattino oggi scoperta a livello personale. Si è discusso e si sono studiate implementazioni all’interno dei nuovi parchi che stanno nascendo, quelli di Oristano Est e della Maddalena di Silì”.

Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “È strano come la città più sicura d’Italia abbia bisogno di quasi 200 telecamere nel territorio. È paradossale che si abbia bisogno di questi strumenti di protezione per far aumentare nella cittadinanza la percezione di una maggiore protezione. Un altro punto che voglio evidenziare è l’importanza di una della rete MAN realizzata 15 anni fa ad Oristano che mette in comunicazione gli uffici pubblici e che permetterebbe alla città di diventare una Smart City. La rete potrebbe essere utilizzata ancora di più, non solo per la videosorveglianza, oer rendere la città sempre più Smart gestendo la mobilità intelligente, i semafori, la sincronizzazione del trasporto pubblico urbano, la gestione dei parcheggi pubblici e i servizi ambientali”.

Antonio Iatalese (Udc), dopo aver ricordato il buon lavoro fatto nel 2019 con il regolamento approvata durante la consiliatura del sindaco Andrea Lutzu, ha precisato che “questo regolamento integra le nuove discipline sono intervenute in questi anni e va ad ampliare la possibilità di sanzionare chi commettere reati ambientali. Già nel 2019 avevo evidenziato come Oristano fosse la città più sicura d’Italia e avesse già da allora tante telecamere. Adesso siamo ancora la città più sicura d’Italia e abbiamo una telecamera ogni 166 abitanti. È veramente tanto, perché in Italia l’esigenza della sicurezza è sempre sentita, ma bisogna capire che non è sufficiente disseminare la città di telecamere per evitare che succedano degli atti di vandalismo. È necessaria l’educazione, intervenire nel sociale e avviare una serie di attività che noi come amministrazione pubblica dobbiamo mettere in piedi. Le telecamere ci consentono di sanzionare chi commette fatti deprecabili ma non ci consentono di prevenirli”.

Sergio Locci (Aristanis): “Anche io credo che sia doveroso per un’amministrazione che si proietta al futuro dotarsi di idonei strumenti che tendono da una parte a svolgere un’efficacia prevenzione, ma dall’altro anche diventare strumenti di dissuasione. Perché se Oristano è qualificata come la città più sicura d’Italia, è vero anche che forse lo dobbiamo a questi strumenti. È stato detto che ci sono circa 160 telecamere e 20 nuove e questo credo debba essere anche visto nella proiezione del cammino che dal punto di vista della progressione ha fatto il corpo dei vigili urbani. Oggi un corpo dei vigili urbani non ha ragione di esistere se non si dota di strumenti idonei e necessari per l’esercizio delle sue funzioni. Per cui sarebbe necessario che l’amministrazione si dotasse anche di ulteriori elementi come le fototrappole utili per rendere la città più pulita e non soltanto più sicura”.

Giuliano Uras (Oristano al Centro): “Tra i cittadini ci sono due filosofie di pensiero: quella di chi vuole sentirsi tutelato e quella di ritiene di sentirsi spiato. Probabilmente il concetto che dobbiamo sviluppare è che sta cambiando il sistema dei pesi e delle misure nell’amministrazione della città. C’è stata un’evoluzione che ha riguardato anche le attività della Polizia locale, si è passati dai vigili in bicicletta, a quelli che si occupavano di annona, poi quelli con gli scooter e con le moto. Si sta cambiando e stanno cambiando le loro competenze. Oggi abbiamo un corpo di polizia giudiziaria, un corpo ambientale, con incombenze in continua crescita”.

Carla Della Volpe (Partito Democratico): “Abbiamo detto che Oristano è stata classificata ormai da diversi anni come la città più sicura d’Italia. Invece da alcuni interventi che ho sentito mi è sembrato di sentir parlare della città più insicura d’Italia. La politica non può limitarsi a sanzionare quando i problemi sono già manifestati. Compito principale nostro è di creare le condizioni perché i problemi si prevengano. Dobbiamo educare, promuovere il senso civico, investire sui giovani, sostenere le famiglie, rafforzare il senso di comunità. Queste sono le responsabilità più alte, a mio parere, della buona politica. Le, le sanzioni hanno certamente una funzione, quando necessario devono essere applicate, ma da sole non costruiscono una società migliore. Una politica lungimirante mette al centro l’educazione e la prevenzione”.

Il Consiglio comunale, inoltre, su proposta dell’assessore alla Cultura Simone Prevete, con 14 voti a favore e sei astenuti ha approvato il Rendiconto di gestione 2025 della Scuola civica di musica. Dal conto del bilancio emerge un risultato positivo di 55.580 euro, con uno stato patrimoniale dal quale risulta un totale dell’attivo patrimoniale di 84.693 euro, un totale del passivo patrimoniale di 84.693 euro e un patrimonio netto di 58.298 euro. Il conto economico ha un utile di esercizio di 3.117 euro.

“Il rendiconto 2025 della Scuola civica di musica offre una fotografia nitida e significativa dell’andamento di una realtà educativa e culturale profondamente radicata nella nostra comunità”, ha detto l’assessore Prevete illustrando i dati di bilancio. “Il dato contabile non deve essere letto in modo isolato, ma va considerato insieme alla qualità e alla quantità delle attività svolte. Da questa lettura congiunta emerge il profilo più interessante del rendiconto: la Scuola cresce, amplia la propria platea, rafforza la propria presenza e conserva, al tempo stesso, un assetto finanziario equilibrato. Il dato che più di ogni altro illumina il rendiconto è quello relativo agli iscritti. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli allievi erano 270. Nell’anno successivo sono diventati 383. L’incremento è di 113 unità, pari al 41,85%: quasi un allievo in più ogni due rispetto all’anno precedente. Siamo dinanzi a una crescita reale della domanda, della partecipazione e dell’interesse verso il servizio. È un indicatore sostanziale, perché misura la vitalità della Scuola, la sua capacità attrattiva e l’ampiezza della platea formativa raggiunta. Il dato assume ulteriore rilievo se confrontato con l’evoluzione dell’offerta didattica. I corsi passano da 14 a 15, con un incremento del 7,1%. Le classi passano da 39 a 41, con un aumento del 5,1%. Gli iscritti, invece, crescono del 41,85%. La Scuola ha saputo governare una crescita consistente senza moltiplicare in modo disordinato la propria struttura organizzativa. L’introduzione del sassofono arricchisce ulteriormente il quadro dei corsi, che già comprende pianoforte, canto moderno, canto lirico, chitarra classica ed elettrica, batteria, basso elettrico, organo a canne, organetto diatonico, violoncello, teoria, solfeggio e canto corale. Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dall’accessibilità economica. Le quote restano contenute: 250 euro annui per i corsi di livello base e avanzato; 360 euro per i corsi di perfezionamento; 100 euro per canto corale, propedeutica e “Nati per la Musica”. Teoria e solfeggio sono gratuiti. Questa impostazione consente alla Scuola di conservare pienamente la propria natura civica. Nel 2025 le iscrizioni e le rette degli allievi hanno generato 49.438 euro. Il contributo regionale per il funzionamento è stato pari a 45.000 euro. Il Comune ha garantito una quota di 9.300 euro, alla quale si è aggiunto un contributo straordinario di 15.308 euro, per un intervento comunale complessivo di 24.608 euro. La voce di spesa più rilevante è rappresentata dai contratti di servizio pubblico, pari a 92.210 euro. È la voce che sostiene il cuore operativo della Scuola: la docenza, le lezioni, la continuità didattica, l’organizzazione delle classi, la qualità dell’offerta. Non è una spesa di contorno, ma la struttura portante del servizio”.

“Nel corso del 2025”, ha proseguito l’assessore, “l’attività della Scuola civica di musica si è dispiegata in molteplici direzioni: nella dimensione corale, con la partecipazione del Coro al Giubileo dei Cori nella Basilica di Nostra Signora del Rimedio; nella dimensione formativa, con la masterclass di jazz tenuta dai docenti del Conservatorio di Sassari; nella dimensione pubblica, con le esibizioni degli allievi all’Auditorium Hospitalis Sancti Antoni per la Fondazione Oristano, nella chiesa del Carmine per il Touring Club Italiano, nel centro cittadino e nei saggi di fine anno; nella dimensione del merito, con il primo premio conseguito dalla classe di pianoforte al Concorso Cartocci di Iglesias. Quattro allievi hanno inoltre partecipato al Festival Arpademia. La Scuola ha preso parte a un concerto benefico e a ‘Incanti di Pace’, rassegna che ha riunito 25 cori della provincia di Oristano. Queste attività dimostrano che la Scuola non limita la propria funzione alla didattica interna, ma produce occasioni di partecipazione, confronto, crescita e visibilità per gli allievi. Porta il lavoro svolto nelle aule all’interno degli spazi pubblici, degli auditorium, delle chiese, delle manifestazioni culturali, dei luoghi nei quali la comunità si incontra. Meritano attenzione anche le collaborazioni con soggetti del territorio, tra cui il Touring Club Italiano, la Fondazione Oristano, la Pro Loco, il Rotary Club e il Centro commerciale naturale Centro Città”.

Antonio Iatalese (consigliere comunale dell’Udc e presidente della Commissione Cultura), dopo aver relazionato sui lavori della Commissione, ha evidenziato come “con il nuovo direttore la Scuola civica di musica ha svoltato e oggi rappresenta una realtà importante per la città”.

“Credo anche”, ha aggiunto Iatalese, “che il compenso del direttore, considerati i risultati, vada incrementato, perché oggi è veramente minimo. Valutiamo se ci sono degli istituti di diritto pubblico, privato, misti, che consentano un, uno stipendio maggiore in base ai risultati ottenuti, al numero di iscritti e al numero di corsi attivati. E se continua questo trend di crescita, la Scuola Civica di Musica avrà bisogno di una nuova sede o comunque anche di sedi distaccate perché le aule al momento sono appena sufficienti per svolgere i corsi attivati. Occorre programmare per i prossimi tre anni”.

Francesca Marchi (Sinistra Futura): “I dati sono in crescita e c’è un trend positivo. Bisogna assolutamente riconoscere i meriti al direttore e al corpo docente che stanno dando aria nuova rispetto agli ultimi anni della gestione precedente. In commissione abbiamo riflettuto sul fatto che una scuola in crescita abbia bisogno anche di un riconoscimento anche verso chi questo lavoro lo sta svolgendo. Preso atto dei risultati positivi bisogna iniziare a programmare e pianificare, non solo per rimanere attrattivi nei confronti del corpo docente e del direttore. Occorre pensare ai locali con spazi adeguati ad accogliere tutti gli iscritti”.

Giuseppe Obinu (Alternativa democratica Progressisti per Oristano): “Consiglio all’assessore e all’amministrazione di prestare attenzione ai locali della Scuola civica. Se si deciderà di continuare a utilizzare quei locali si potrebbero fare dei piccoli interventi, insonorizzare le aule con una spesa neanche particolarmente elevata”.

Umberto Marcoli (Alternativa democratica Progressisti per Oristano) ha evidenziato come a Oristano non si riesca a produrre un festival, ma considerando il buon lavoro della Scuola civica di musica, si potrebbe lavorare su questa idea: “Perché non proporre un festival dei giovani? Va bene la Catte Cup, però si può anche ragionare su un festival musicale dei giovani”.

Sergio Locci (Aristanis): “Va riconosciuto l’impegno della scuola, che in questi ultimi anni ha trovato un nuovo impulso e una grande capacità che le sta consentendo di affermarsi anche in ambienti non sempre facili. La concorrenza delle scuole civiche di musica dei paesi vicini sicuramente incidono anche nella crescita della Scuola civica di musica di Oristano. Va riconosciuto al maestro Zinzula, al suo staff e al consiglio di amministrazione, che la serietà dell’impegno che ogni giorno manifestano sta dando ottimi risultati. Parlano i dati”.

Per Giovanna Bonaglini (Sardegna al Centro 20Venti) “il successo del concerto proposto dalla Scuola civica di musica nei giorni scorsi in piazza Eleonora può segnare l’inizio di un eventuale festival”.

Gianfranco Porcu (Forza Italia): “Investire in cultura è un investimento che porta lontano, un investimento a favore della città. La cultura unisce e quindi anche la musica è un investimento sicuro. E a questo proposito, oltre a rilevare il fatto che sarebbe opportuno adeguare gli emolumenti del direttore propongo di anticipare l’inizio dei corsi che quest’anno hanno preso il via a gennaio. Se si riuscisse ad anticipare l’inizio dei corsi con l’inizio delle scuole riusciremmo ad ottenere dei numeri ancora maggiori”.

Il sindaco Massimiliano Sanna ha concluso il dibattito evidenziando l’importanza del lavoro della scuola civica di musica: “Che il lavoro stia crescendo lo dimostrano le giornate dei saggi quest’anno salite a tre. Quest’anno ne abbiamo proposta una all’aperto in piazza Eleonora e due in teatro. I tanti corsisti, giovani e adulti, e il pubblico sono indice di una grande passione degli iscritti e delle famiglie. Anche io devo fare i complimenti per il gran lavoro che si sta facendo al direttore Zinzula, ma anche al consiglio di amministrazione, agli insegnanti e a tutto il personale. Il direttore ha dimostrato qualità innegabili dal punto di vista musicale ma anche dal punto di vista organizzativo e amministrativo. Noi siamo disponibili a sostenere la Scuola nei suoi programmi per garantire una continua crescita”.

Mercoledì, 1 luglio 2026

Red
1 Luglio 2026

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