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A Oristano via libera a Pef e tariffe Tarip: rate a settembre, novembre e dicembre

24 Luglio 2026

Polemiche tra maggioranza e opposizione sulla relazione del piano economico finanziario

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A Oristano via libera a Pef e tariffe Tarip: rate a settembre, novembre e dicembre

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Oristano

Polemiche tra maggioranza e opposizione sulla relazione del piano economico finanziario

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato ieri con 16 voti a favore, quelli della maggioranza, dei consiglieri Sergio Locci (Aristanis) e Giuliano Uras (Oristano al Centro), il piano economico finanziario della gestione del servizio dei rifiuti urbani per le annualità 2026-2029 e con 15 voti favorevoli, quelli della maggioranza e del consigliere Locci, le tariffe Tarip, con scadenze fissate per gli utenti al 16 settembre (prima rata), 16 novembre (seconda rata o pagamento in un’unica soluzione) e 16 dicembre (terza rata).

A presentare il Pef è stato l’assessore al Bilancio Simone Prevete: “Approvando il piano economico finanziario definiamo l’assetto complessivo del servizio di gestione dei rifiuti. Il Pef quantifica il costo complessivo del servizio, il successivo provvedimento tariffario stabilità invece in che modo tale costo sarà distribuito tra le diverse categorie di utenza. Nel 2026 il costo complessivo riconosciuto ammonta a 6.179.871 euro, raggiunge poi il suo punto più elevato nel 2027, con 6.406.500 euro. Si riduce quindi a 6.340.714 euro nel 2028 e a 6.221.136 euro nel 2029. Il 2027 rappresenta quindi il vertice del quadriennio, ma non segna l’avvio di una dinamica espansiva continua. Non ci troviamo dinnanzi a una progressione constante, bensì a un incremento circoscritto nel 2027, seguito da un graduale riassorbimento. Dal costo complessivo vengono detratti gli importi che, secondo la disciplina Arera, concorrono a ridurre il fabbisogno da finanziare mediante la Tarip, che si attesta a 5.976.734 euro per il 2026, sale a 6.201.835 euro nel 2027, scende a 6.157.323 euro nel 2028 si riduce a 6.037.745 euro per il 2029. Tra la prima e l’ultima annualità l’incremento è di poco superiore all’1%. Il Metodo tariffario rifiuti Mtr-3 dispone inoltre che le entrate tariffarie riconoscibili non possano crescere indiscriminatamente rispetto all’anno precedente, ma debbano restare su uno specifico tetto annuale. Per Oristano tale limite è fissato a 2,7% nel 2026, 3,7% nel 2027, 2,8% nel 2028 e 2,3% nel 2029 Il piano non lascia costi da recuperare o rinviare alle annualità successive. Il fatto che un costo sia astrattamente ammissibile non implica che debba essere automaticamente ribaltato sugli utenti e questa è una delle scelte più significative del piano: evitare che il meccanismo tariffario assorba integralmente il vantaggio economico derivante dalla gara, senza pregiudicare gli equilibri della gestione. Al contenimento del fabbisogno contribuisce altresì il recupero dell’evasione. Le relative entrate imputate in detrazione nel piano sono quantificate in 125.548 euro per il 2026, 123.333 per ciascuna delle annualità successive. Ogni somma recuperata evita che quel costo venga redistribuito tra i cittadini e le imprese in regola”.

Subito dopo è intervenuto il presidente della Commissione Bilancio Davide Tatti (PsdAz): “In Commissione ci hanno spiegato bene come funziona il Pef. Abbiamo capito che per il 2026 noi come cittadini non avremo nessun aumento delle tariffe e questo è un dato importantissimo”.

Polemico il consigliere comunale di Oristano Democratica e Possibile Francesco Federico: “Ci è stato detto in Commissione – e ribadito anche oggi in Consiglio – che per il 2026 non ci sarà alcun aumento della tariffazione per il servizio dei rifiuti urbani rispetto al 2025. L’eventuale aumento verrebbe rinviato al 2027. Dopo le elezioni comunali, aggiungiamo noi. Quindi questa amministrazione chiuderebbe questa consiliatura vantandosi di risultati che realtà non sta realmente conseguendo. Prima di tutto dovete dirci cosa sta succedendo in questo Comune. Siamo assistendo a una situazione di evidente confusione amministrativa che Oristano, prima di questa amministrazione, non aveva mai conosciuto. Anche il punto oggi in discussione lo dimostra. Signor Sindaco ci dovrebbe spiegare, non solo a noi consiglieri, ma a tutta la cittadinanza, come sia possibile che esistano due relazioni tecniche sul Pef 2026-2029. Ci deve spiegare com’è possibile che la sua amministrazione abbia inviato per mail il 15 giugno scorso, poco prima della discussione in aula del piano – discussione poi da voi rinviata – una relazione tecnica diversa da quella oggi sottoposta all’attenzione del Consiglio comunale. Qualcuno ci deve spiegare come una relazione tecnica possa essere corretta nel giro di pochi giorni. Una relazione tecnica che certifica entrate tributarie per milioni di euro. Nella relazione del 15 giugno veniva previsto, per l’anno corrente, un aumento limite della crescita annuale delle entrate tariffarie (ossia l’aumento massimo applicabile nel bilancio) del 5,05% pari a 307.000 euro in più rispetto al 2025. Un somma probabilmente imbarazzante per un’amministrazione che ha sempre assicurato alla cittadinanza che le tariffe non sarebbero aumentate. Si arriva quindi alla nuova relazione tecnica, quella di oggi. Nemmeno questa relazione garantisce espressamente l’assenza di aumenti tariffari. L’aumento limite della crescita annuale delle entrate tariffarie è semplicemente e magicamente diminuito. L’aumento massimo previsto in bilancio e certificato nella prima relazione viene in questa seconda ridotto a un più rassicurante 2,7%. Pari comunque a 162.000 euro. Per queste ragioni il giudizio che si può esprimere non può che essere fortemente negativo. Lo è per l’esistenza di due relazioni tecniche differenti, predisposte a distanza di pochi giorni e riferite allo stesso Pef, con dati significativamente modificati. E non di meno perché rispetto alle vostre affermazioni politiche la realtà dei fatti appare anche oggi decisamente diversa”.

Critiche anche dal consigliere Giuliano Uras (Oristano al Centro). “Cosa sta capitando con coloro che urlano, gridano e chiedono 80 metri quadri di dehors nei confronti della raccolta dei rifiuti? Sta a vedere”, ha dichiarato Uras, “che le attività commerciali stanno pagando soltanto per i metri quadri in affitto o di proprietà dei locali chiusi e non pagano, invece, la produzione aggiuntiva che hanno mettendo 100, 200, 500, 1.000 tavolini fuori. La produzione è notevolmente aumentata. Alcune categorie, come quelle della libera professione, vengono equiparate ad altre ben più ‘pesanti’ nella produzione di rifiuti e pagano tasse molto alte. Uno studio di ingegneria o di avvocati non può produrre un po’ più di carta e poco altro. Abbiamo perso l’occasione di riequilibrare questi aspetti, questo perché il Pef arriva sempre all’ultimo minuto e viene presentato come un documento tecnico, ma non è solo tecnico”.

A Federico ha risposto il presidente del Consiglio Peppi Puddu (Udc): “Ho seguito con attenzione tutti gli interventi. Alcune considerazioni possono essere condivise e rappresentano un contributo utile al confronto. Altre, invece, per la ricostruzione parziale e distorta dei fatti, non solo non risultano condivisibili, ma appaiono profondamente ingenerose nei confronti di una parte politica che ha avuto il merito di approfondire la questione, prendendosi la responsabilità di approfondire l’argomento, riesaminando attentamente i dati e intervenendo per correggere ciò che poteva essere migliorato. Faccio mie le risultante della relazione che è agli atti, dalle quali emerge come un esame attento, puntuale e responsabile abbia consentito di rivedere l’impostazione iniziale del piano economico finanziario. La successiva rielaborazione ha permesso di ridurre il limite di crescita previsto per il 2026 e di valorizzare correttamente ulteriori entrate e detrazioni, determinando una significativa diminuzione del fabbisogno tariffario. Non si tratta di un risultato casuale, né di un semplice aggiustamento tecnico. È il frutto di un lavoro serio e approfondito, sostenuto da una precisa volontà politica: verificare ogni possibile margine di intervento per tutelare i cittadini. Grazie a questo percorso l’amministrazione Sanna potrà non applicare aumenti nella bolletta Tarip 2026, offrendo una risposta concreta alle famiglie e alle attività economiche della nostra città”.

“La prima relazione ci ha preoccupato un po’”, ha detto nel suo intervento il sindaco Massimiliano Sanna (Riformatori Sardi). “Abbiamo verificato tutte le possibilità per venire incontro alle esigenze dei nostri concittadini, tenendo conto delle nuove disposizioni previste da Arera, che sono molto stringenti. Con gli uffici ci siamo seduti per verificare con estrema attenzione e siamo riusciti a ridefinire questo Pef”.

Ancora Francesco Federico nelle dichiarazioni di voto: “Mi lascia perplesso come questa situazione delle due relazioni tecniche venga considerata con grande superficialità dalla vostra parte politica. Una cosa che è inusuale. È grave quanto detto dal sindaco Puddu e dal sindaco Sanna. Avete affermato che avete bloccato tutto e avete attuato un’azione politica per condizionare una relazione tecnica. È gravissimo che la parte politica vada a condizionare una relazione tecnica su un argomento così importante come il Pef. Parte politica e parte tecnica dovrebbero camminare separatamente”.

Dopo l’approvazione del Pef, ha preso di nuovo la parola l’assessore al Bilancio Simone Prevete per presentare la delibera di approvazione delle  tariffe della Tarip. “Il Piano economico finanziario determina, per la parte prevalente delle utenze, una riduzione lieve ma concreta delle tariffe Tarip”, ha evidenziato l’esponente dell’esecutivo comunale. “Il Pef per il 2026 presenta rispetto all’esercizio precedente una contrazione soltanto marginale. Non siamo dinnanzi a variazioni di particolare consistenza, ma a un assetto sostanzialmente coerente con quello del 2025. E per la maggior parte della categorie evidenzia una moderata tendenza alla diminuzione. A questo esito si è pervenuti attraverso un riallineamento dei coefficienti applicati alle utenze domestiche e non domestiche, volto a correggere con gradualità alcune criticità emerse negli esercizi precedente e a distribuire il carico complessivo secondo criteri di maggiore equilibrio. Le riduzioni sono necessariamente contenute, e sarebbe improprio rappresentarle altrimenti. Un piano economico sostanzialmente stabile non consente diminuzioni significative. Il nuovo assetto scongiura incrementi generalizzati e produce per la maggioranza delle utenze variazioni moderatamente favorevoli. La Tarip si articola in tre elementi: il primo è costituito dalla componente fissa; il secondo coincide con la prima componente variabile; il terzo è rappresentato dalla seconda componente variabile correlata al numero minimo di svuotamenti già ricompresi in tariffa. A tali elementi si aggiunge il costo di eventuali svuotamenti effettuati oltre il quantitativo minimo incluso. Per ciascuno svuotamento eccedente si applica un importo uniforme di 0,07 euro per litro, identico per le utenze domestiche e quelle non domestiche. Il numero degli svuotamenti compresi nella tariffa non rappresenta da solo il fattore determinante l’importo dovuto. La sua incidenza sul risultato finale è limitata, poiché la tariffa deve comunque garantire la copertura integrale del costo del servizio. Di conseguenza, una riduzione degli svuotamenti inclusi non comporterebbe una diminuzione dell’onere complessivo, ma soltanto il trasferimento della medesima quota sulla componente fissa o sulla prima componente variabile. Al numero degli svuotamenti  deve essere riconosciuta anche una funzione di responsabilizzazione. Il meccanismo sollecita l’utente a contenere la produzione di rifiuto residuo e a non oltrepassare il quantitativo già compreso. Occorre tuttavia precisare che non si tratta di una premialità in senso tecnico: chi effettua un numero inferiore di svuotamenti non beneficia di uno sconto, né di una restituzione, ma evita esclusivamente il costo dei conferimenti aggiuntivi. È quindi più appropriato parlare di uno strumento volto a disincentivare gli svuotamenti eccedenti, piuttosto che di un sistema destinato a remunerare quelli non utilizzati”.

“Per le utenze domestiche”, ha proseguito Prevete, “sono previste sei categorie, individuate in base al numero di componenti il nucleo familiare. Gli svuotamenti già compresi nella tariffa, riferiti a un contenitore di 40 litri, sono i seguenti: 24 per le utenze composte da una sola persona, 26 per le utenze composte da due persone, 28 per  quelle con tre componenti, 30 per quelle con quattro componenti, 32 per quelle con cinque componenti, 36 per le utenze con sei o più componenti. Il numero degli svuotamenti aumenta dunque con il crescere dei componenti, ma secondo una progressione rigidamente proporzionale. Per le utenze non domestiche la proposta contempla 30 categorie. La classificazione ricomprende attività profondamente diverse. La differenziazione tariffaria riflette la diversa capacità teorica di produrre rifiuti e le specifiche caratteristiche del servizio riferibili a ciascuna categoria. Gli importi più elevati della componente fissa e variabile interessano in particolare le attività con una maggiore produzione teorica dei rifiuti, soprattutto nel comparto alimentare. Coefficienti più contenuti si applicano invece nelle attività che, per loro natura, presentano una minore attitudine alla produzione. Il numero dei conferimenti costituisce soltanto uno degli elementi di calcolo e deve essere considerato insieme alla capacità dei contenitori, alla configurazione del servizio e alle ulteriori componenti tariffarie. Per alcune categorie nelle quali si erano criticità nei precedenti esercizi si è ritenuto opportuno procedere mediante un riequilibrio graduale. La gradualità si rende necessaria perché una riduzione concentrata su  una singola componente o su una determinata categoria produce inevitabili ripercussioni sulle altre: non è possibile intervenire su un solo coefficiente, occorre valutarne gli effetti complessivi e preservare l’equilibrio dell’intero impianto tariffario. C’è poi il tributo provinciale, nella misura del 5%. Ad esso si affiancano le componenti perequative definite da Arera, UR1, UR2 e UR3”.

“Il bonus sociale sui rifiuti”, ha detto ancora Prevete, “rappresenta una novità di particolare importanza. Il beneficio è riconosciuto automaticamente agli aventi diritto attraverso il sistema Sgate, senza che il cittadino debba presentare una specifica domanda al Comune. Sono stati individuati 1.625 aventi diritto, su una platea complessiva di 15.000 utenze domestiche. Gli importi riconosciuti sono compresi tra 20 e 70 euro per ciascun beneficiario”.

“Quest’anno”, ha aggiunto l’assessore al Bilancio, “i pagamenti si concentrano nella parte finale dell’esercizio. La spiegazione risiede nel nuovo termine normativo per l’approvazione degli atti tariffari, fissato al 31 luglio, che non ha consentito di prevedere, come avveniva in passato, una prima rata nei mesi di luglio o agosto. Si è pertanto scelto di articolare i versamenti nei mesi di settembre, novembre e dicembre, così da completare la riscossione entro la chiusura dell’esercizio”.

La seduta si era aperta con la surroga del consigliere comunale Lorenzo Pusceddu (FdI), che in aula prende il posto di Pino Carboni, dimessosi nei giorni scorsi. Spazio poi a due interpellanze: la prima, presentata in Consiglio da Giuliano Uras (Oristano al Centro), sull’archiviazione dell’istanza di variante al Piano di assetto idrogeologico, la seconda, presentata in aula da Roberto Pisanu (Oristano al Centro), sull’accoglienza nella struttura comunale delle ex scuole di Donigala e sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità”.

Venerdì, 24 luglio 2026

Red
24 Luglio 2026

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