Time Upon Time: prorogata la mostra che racconta la vita a Tharros
5 Giugno 2026
Visitabile fino a ottobre al Museo diocesano

Foto di Nicola Castangia
Oristano
Visitabile fino a ottobre al Museo diocesano
Sarà visitabile fino al 4 ottobre la mostra “Tharros. Time Upon Time”, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama insieme all’Arcidiocesi di Oristano e il Museo Diocesano.
Ospitata dal Museo Dicesano, l’esposizione avrebbe dovuto chiudere i battenti a giugno e propone un’immersione totale nella vita di Tharros, dalle fasi che precedono la fondazione della città fino all’età tardoantica (dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C.).
Il percorso espositivo, curato da Nicoletta Camedda, Luca Cheri, Maria Mureddu, Silvia Oppo, Ilaria Orri e Viviana Pinna, ha saputo unire il rigore scientifico al materiale multimediale, permettendo di scoprire la quotidianità dell’antica città attraverso reperti preziosi e paesaggi sonori immersivi.

“È stata la risposta del pubblico, giudicata positiva, a far maturare la decisione di una proroga”, afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Vogliamo che questo progetto espositivo continui ad accogliere visitatori dando la possibilità, a chi ancora non fosse riuscito a vederlo, di poterlo fare prolungando la permanenza dell’esposizione fino all’inizio dell’autunno. Vogliamo che la mostra continui a essere uno spazio di scoperta e di emozione per le famiglie, gli studenti e i turisti che visiteranno l’Isola nei prossimi mesi”.
“La proroga della mostra Tharros. Time Upon Time rappresenta un segno concreto dell’interesse e della partecipazione che questo progetto ha saputo suscitare nella comunità e nei numerosi visitatori”, esordisce monsignor Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano. “Attraverso il racconto della città antica di Tharros, la mostra ci invita a riscoprire le radici profonde della nostra storia e a comprendere come il patrimonio culturale sia una risorsa viva, capace di generare conoscenza, dialogo e consapevolezza. Prolungare questa esperienza significa offrire a un numero ancora maggiore di persone l’opportunità di incontrare una memoria che continua a parlare al presente e a orientare il futuro delle nostre comunità”
“La proroga risponde all’interesse del pubblico e conferma il valore scientifico e divulgativo del percorso”, sostiene Luca Cheri, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama e tra i curatori della mostra. “Estendere l’apertura significa ampliare l’accesso a un patrimonio di rilievo per la conoscenza del territorio”.
Venerdì, 5 giugno 2026