Oristano entra nelle Città del Vino: il Consiglio comunale approva all’unanimità
20 Maggio 2026
Ieri il voto in aula

Oristano
Ieri il voto in aula
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino. L’assessora alle Attività produttive Valentina de Seneen, presentando l’argomento in aula, ha parlato di “un passaggio politico e amministrativo di fondamentale importanza, non un semplice adempimento formale, ma una scelta strategica e d’identità. Questa decisione segue la strada tracciata nel 2023 con l’adesione alle Città dell’Olio. Oristano deve stare dove si valorizza l’agricoltura d’eccellenza e lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo strategico è chiaro: inserire ufficialmente Oristano nella più autorevole rete italiana dei Comuni a spiccata vocazione vitivinicola. Per farlo, soddisfiamo pienamente il requisito cardine richiesto dall’Associazione: il possesso di almeno una denominazione d’origine protetta, che nel nostro caso è l’eccellenza assoluta della Vernaccia di Oristano Doc. Parliamo di un patrimonio unico: la Vernaccia di Oristano Doc è uno dei vini più antichi, affascinanti e identitari della Sardegna, è stata la prima Doc riconosciuta in Sardegna, nell’agosto del 1971. Un vino nobile, coltivato ad alberello latino nelle terre del Tirso fin dal 1300 a.C. come dimostrato dagli esami condotti dall’Università di Cagliari sui vinaccioli rinvenuti nel sito nuragico di Sa Osa ed affinato con lo straordinario miracolo biologico dei lieviti flor”.
“La nostra è una precisa strategia di posizionamento: vogliamo consolidare l’immagine istituzionale di Oristano come la vera e indiscussa Città della Vernaccia”, ha proseguito l’assessora de Seneen. “Per riuscirci, l’adesione ci permetterà di fare una reale sinergia territoriale, creando una rete solida con il Consorzio di Tutela e con le nostre cantine locali – a partire dalla storica Cantina Sociale attiva dal 1953 – per una promozione unificata e vincente. È il modo più alto per valorizzare il legame culturale, la storia giudicale, l’archeologia e le tradizioni agricole radicate nel Campidano di Oristano”.
L’assessora ha poi spiegato che l’ingresso nelle Città del Vino significa inserire Oristano nei circuiti dell’enoturismo esperienziale, un mercato in forte crescita, fare rete con centinaia di comuni italiani per tutelare i paesaggi vitivinicoli e i vigneti storici e dare una vetrina internazionale ai produttori e alle eccellenze locali: “Entrare in questa rete nazionale garantirà a Oristano cinque grandi vantaggi strategici: lo sviluppo enoturistico, ospitare grandi eventi, la promozione delle cantine, il supporto tecnico e la programmazione a lungo termine”.
“Con questo voto diamo continuità al percorso virtuoso che il Comune di Oristano sta portando avanti da due anni in stretta collaborazione con il Consorzio di Tutela della Vernaccia di Oristano Doc e con l’Ecomuseo della Vernaccia di Oristano il quale oggi è composto dalle cantine più prestigiose del territorio”, ha concluso l’assessora de Seneen. “Il vino è cultura, è storia, ma è anche futuro. Futuro per le nostre cantine, per il nostro territorio e per il nostro turismo. È questo futuro sul quale vogliamo puntare porta un marchio ed è quello della Vernaccia di Oristano Doc”.
Il dibattito in aula è stato aperto da Gianmichele Guiso (presidente della Commissione attività produttive) che ha relazionato sui lavori della commissione e ha ricordato come altre città sarde già aderiscano all’Associazione nazionale Città del Vino: “È un’associazione che ha un ruolo propulsivo utile per tutelare il paesaggio del vino, a semplificare le procedure amministrative per le imprese, a creare connessioni, la commercializzazione, il legame con la cultura enogastronomica, il legame con le tematiche ambientali, con il design e con le creazioni artistiche”.
Umberto Marcoli (Progressisti): “Abbiamo già aderito a Città dell’Olio, oggi vogliamo aderire alla Città del Vino. Parliamo di Città della Vernaccia ma sappiamo bene che la gran parte dei terreni coltivati a vernaccia si trovano a Riola, Baratili, Solarussa e Siamaggiore. Oristano continua a dimenticare il suo ruolo di capoluogo. Questa è una città che deve elevarsi se vogliamo essere un consiglio comunale protagonista. Oltre a un cartello che indica che siamo città della ceramica, città dell’olio, città del vino, non c’è niente. Siamo una città che si accontenta del nulla”.
Per Massimiliano Daga (Pd) “entrare in un’associazione ha senso se produce opportunità reali per il territorio, di partecipazione a bandi, di collaborazione con altri enti, di sostegno alle attività produttive e di sviluppo turistico. L’adesione deve essere uno strumento. Sarebbe importante che l’amministrazione avviasse un confronto con produttori, consorzi, operatori turistici, associazioni culturali e categorie economiche. Infine la programmazione: Oristano deve imparare a collegare le eccellenze agroalimentari con una strategia turistica più ampia”.
Maria Obinu (Progressisti) ha chiesto quali vantaggi abbia portato a Oristano l’adesione alle città dell’olio: “Quali benefici abbiamo avuto? Sappiamo che la qualità dell’olio è ottima, ma la quantità della nostra produzione è molto bassa. L’adesione alla associazione città dell’olio ha prodotto dei risultati positivi? Mi chiedo dunque che l’adesione alla Città del vino sia fatta partendo dal rendiconto di quanto già accaduto con l’adesione alle Città dell’olio. ho paura che questa Città del Vino si traduca nel terzo cartello agli ingressi della città insieme a quelli della Ceramica e dell’Olio”.
Antonio Iatalese (Udc): “Ringrazio la Giunta e l’assessora De Seneen perché ci hanno permesso, forse per la prima volta in 9 anni da quando sono consigliere comunale, di parlare di un settore produttivo come quello vitivinicolo, che a detta di tutti è tanto importante. Importante, ma in difficoltà, perché non possiamo non tener conto dei numeri che a livello globale e stanno investendo il mercato del vino. C’è una contrazione di consumi a livello globale sul vino, un 17% in meno per i vini rossi, tengono i vini bianchi con un 2% in meno, e l’unica tipologia di vino che sta riuscendo a essere venduto di più sono le bollicine, gli spumanti, che sono spesso usati per i cocktail. C’è una contrazione a livello globale nel consumo del vino. Probabilmente le nuove generazioni hanno nuove abitudini di consumo. Questo trend è contrastato dall’aumento dei prezzi. L’adesione a questa associazione è un segnale che si vuol dare al settore e alle persone che ci operano. La Vernaccia è un vino Doc, denominato Vernaccia di Oristano e noi, come amministrazione comunale, abbiamo il dovere di mantenere questo primato e valorizzare il nome Vernaccia di Oristano. L’adesione a questa associazione ci permette di riportare al centro del dibattito pubblico, l’importanza del settore vitivinicolo oristanese”.
Sergio Locci (Aristanis): “Attualmente la Cantina del Rimedio conta su 30 conferitori per 250 ettari di vigne. Credo che questa proposta debba essere vista come uno stimolo a crescere. L’adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino, essendo costituita da una rete di comuni a vocazione vitivinicola e di territoriali depositari di almeno una Indicazione di Origine Protetta o una denominazione di geografica protetta, credo possa essere assunta come uno stimolo a fare di più, a esaltare la nostra storia e la tradizione culturale nell’ambito della produzione vitivinicola”.
Giuseppe Obinu (Progressisti) ha ricordato l’impegno dell’ultima amministrazione di centro-sinistra a favore del settore agricolo: “La Giunta Ttendas aveva un assessorato all’agricoltura e ha a lungo lavorato sui consorzi per le strade vicinali, un lavoro che le amministrazioni successive non hanno messo a frutto”.
Carla della Volpe (Pd) ha annunciato il voto favorevole “sperando nella prossima consiliatura di poter lavorare ad un progetto serio per il rilancio di questo territorio anche dal punto di vista enogastronomico”.
Il sindaco Massimiliano Sanna ha sottolineato l’importanza del tema per il territorio: “Quando parliamo di vini, non parliamo solo di Oristano, ma, essendo comune capoluogo di provincia, di un intero territorio. Questa proposta va oltre un semplice atto amministrativo. Si tratta di una scelta importante perché Oristano ha una sua storia, una identità e una visione di sviluppo anche su questo tema fondamentale. Vorrei ricordare che la nostra cantina, la cantina sociale della Vernaccia del Rimedio, ha vinto ben 5 premi al Vinitaly. Abbiamo un’importante tradizione che nasce dal passato. La Carta de logu contiene articoli che tutelano la produzione di vino del nostro territorio. Questo significa che abbiamo un’importante tradizione e il passaggio dell’adesione alla Associazione nazionale città del vino serve per rimarcare questo aspetto”.
La seduta del Consiglio comunale si era aperta con un minuto di raccoglimento in ricordo di Giacomo Uras (consigliere comunale negli anni ‘80) e Antonio Carta (ex presidente provinciale e regionale di Legacoop) scomparsi nei giorni scorsi.
Il consigliere comunale Gianfranco Porcu (Forza Italia), con 13 voti, è stato eletto nella 1ª Commissione Consiliare Permanente “Bilancio e programmazione – personale e polizia urbana” in sostituzione di una componente dimissionaria.
Mercoledì, 20 maggio 2026