Nel giorno simbolo della Nakba, a Oristano una nuova manifestazione per il popolo palestinese
14 Maggio 2026
Domani il corteo in piazza Eleonora promosso dopo l’incontro pubblico dei giorni scorsi

Una precedente manifestazione a Oristano
Oristano
Domani il corteo in piazza Eleonora promosso dopo l’incontro pubblico dei giorni scorsi
La memoria della Nakba e il presente di Gaza torneranno domani, venerdì 15 maggio, al centro della mobilitazione in piazza Eleonora, a Oristano. Alle 18.30 è in programma un corteo promosso dal Movimento Antifascista Oristanese e da Global Sumud Sardigna, che già nei giorni scorsi avevano chiamato cittadini, associazioni e realtà del territorio a un’assemblea pubblica, sempre in piazza, per costruire un coordinamento provinciale in vista della manifestazione.
La data richiama il 1948, anno della Nakba, la “catastrofe” per il popolo palestinese. “Oltre 700.000 palestinesi vengono cacciati dalle loro case, in migliaia sono uccisi, oltre 500 villaggi vengono rasi al suolo e la loro storia cancellata”, scrivono gli organizzatori nel testo diffuso per lanciare il corteo.
Per il Movimento Antifascista Oristanese e Global Sumud Sardigna, però, la Nakba non appartiene soltanto al passato. “Non è un capitolo chiuso della storia, è il presente”, affermano, collegando quella memoria alla situazione attuale nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. “Gaza è sotto assedio da oltre trent’anni”, si legge ancora nell’appello, “ma negli ultimi tre abbiamo assistito a un peggioramento costante”. Gli organizzatori citano “oltre 72.000 morti, in continuo aumento” e denunciano anche gli attacchi dei coloni in Cisgiordania e la crescita degli insediamenti illegali.
Al centro della manifestazione ci sarà anche la richiesta di interrompere ogni forma di complicità politica, economica e militare con Israele. Nell’appello vengono richiamati anche i legami con la Sardegna: “La Saras ha continuato a inviare prodotti petroliferi al regime sionista, mentre RWM, fabbrica di bombe di Domusnovas, continua a collaborare con l’israeliana UVision Air Ltd alla costruzione di droni killer”. Una posizione netta, già emersa durante l’incontro preparatorio in piazza Eleonora, nel quale gli organizzatori avevano indicato tra le rivendicazioni la fine dei rapporti con Israele in Sardegna, in Italia e in Europa, la liberazione degli attivisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila e di tutti i prigionieri palestinesi, oltre allo stop al “genocidio del popolo palestinese”.
Nel comunicato che accompagna il corteo viene denunciata anche quella che gli organizzatori definiscono “criminalizzazione della solidarietà internazionale col popolo palestinese”, con riferimento alle azioni contro le imbarcazioni della Flotilla e agli attivisti diretti verso Gaza.
Il fine settimana del 15, 16 e 17 maggio, spiegano ancora Movimento Antifascista Oristanese e Global Sumud Sardigna, vedrà nuove iniziative internazionali: la flotta sarà nuovamente in mare, mentre un convoglio di terra tenterà di raggiungere Rafah, nel Nordafrica, per protestare contro la chiusura del valico.
“Dobbiamo scendere in piazza ora per fare luce su Gaza e sui crimini che Israele continua a compiere”, scrivono gli organizzatori, chiamando alla partecipazione. “Dobbiamo puntare l’attenzione mediatica su quel che accade oggi al popolo palestinese a causa della complicità dei nostri governi, affinché gli sforzi di migliaia di attivisti da tutto il mondo non siano stati vani”.
Il corteo di domani viene presentato come una nuova tappa di mobilitazione, in attesa dello sciopero annunciato per il 29 maggio. “Non possiamo più restare a guardare”, conclude l’appello.
Venerdì, 15 maggio 2026