Il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, a Oristano: “La cultura è anche comprendere i conflitti”
23 Maggio 2026
Al centro dell'appuntamento il nuovo numero intitolato "Alfabeti / Alphabets"

Silvia Loddo, Debora Rossi e Pietrangelo Buttafuoco
Oristano
Al centro dell’appuntamento il nuovo numero della rivista della Biennale intitolato “Alfabeti / Alphabets”
“La cultura è anche comprendere i conflitti”. È il messaggio che ha voluto lanciare ieri da Oristano il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, in città per presentare il primo numero del 2026 della Rivista della Biennale. Con lui, alla pinacoteca Carlo Contini, anche la direttrice editoriale del trimestrale, Debora Rossi.
La presenza di Buttafuoco in Sardegna è arrivata a poche ore dalla visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli alla Biennale di Venezia, dopo settimane di polemiche sulla partecipazione del padiglione russo. Il ministro è stato accolto dallo stesso Buttafuoco al molo della Gru e guidato nella visita al padiglione Italia, durata una quarantina di minuti.
L’incontro oristanese, moderato dalla direttrice della pinacoteca, Silvia Loddo, si è aperto con i saluti del sindaco Massimiliano Sanna e dell’assessore alla Cultura Simone Prevete. Spazio poi alla presentazione del nuovo numero della Rivista della Biennale di Venezia, intitolato “Alfabeti / Alphabets” e dedicato al tema della parola. La pubblicazione, tornata nel 2024 dopo oltre cinquant’anni di silenzio, è disponibile esclusivamente in formato cartaceo.
Al centro del nuovo numero la parola, come strumento originario di costruzione del pensiero e dell’esperienza artistica. “Alfabeti / Alphabets” si apre con una citazione del filosofo Martin Heidegger tratta da “Parmenide” e raccoglie contributi di voci del panorama culturale internazionale: dal politologo Gilles Kepel, che riflette sulla parola come fondamento della vita collettiva e strumento di potere, al direttore della Cinémathèque française Frédéric Bonnaud, che ripercorre il rapporto tra cinema e linguaggio dal muto al sonoro. Tra gli altri interventi, quello del curatore Hans Ulrich Obrist sul dialogo come forma di conoscenza, della graphic designer Angela Guzman sulla nascita degli emoji, della traduttrice Silvia Pareschi sull’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi linguistici, e del poeta albanese Visar Zhiti sulla parola come forma di resistenza nei regimi totalitari.
L’ultima uscita del trimestrale stabilisce inoltre una continuità con un numero storico della Rivista pubblicato nell’ottobre del 1951, che ospitava contributi di Igor Stravinskij e Wystan Hugh Auden, riflessioni su Carlo Goldoni e interventi su Bertolt Brecht.
“La Biennale”, ha detto il presidente Buttafuoco, “esce dai confini della laguna e arriva dappertutto, proprio per la sua impostazione universale. L’archivio di cui dispone la nostra fondazione culturale racconta 130 anni di storia, è l’organismo vivo che ci accompagna nella consapevolezza e nella conoscenza”.
“L’archivio”, ha aggiunto la direttrice editoriale della Rivista della Biennale di Venezia, Debora Rossi, “ha la funzione di raccogliere le memorie e farle diventare materia viva”.
La presentazione è stata organizzata a Oristano dalla Pinacoteca comunale in collaborazione con la Biblioteca comunale.
Sabato, 23 maggio 2026