Dormitorio comunale, la minoranza incalza il Comune sui tempi del nuovo affidamento
13 Maggio 2026
Nel mirino il visto contabile e il passaggio dalla Fondazione al nuovo gestore

Il dormitorio di via Alghero
Oristano
Nel mirino il visto contabile e il passaggio dalla Fondazione al nuovo gestore
Sei giorni tra l’annuncio della prosecuzione del servizio e il visto di regolarità contabile sulla determina di affidamento. È uno dei punti al centro dell’interpellanza urgente presentata dalla minoranza sul dormitorio comunale di via Alghero, dopo il cambio di gestione seguito alla riapertura di febbraio.
A firmare il documento sono i consiglieri comunali Francesca Marchi, Francesco Federico, Carla Della Volpe, Massimiliano Daga, Maria Speranza Perra, Maria Obinu, Umberto Marcoli e Giuseppe Obinu, che chiedono chiarimenti al sindaco Massimiliano Sanna e all’assessorato competente su tempi, atti e responsabilità del passaggio al nuovo operatore.
Nell’interpellanza i consiglieri ricordano che il 23 febbraio scorso “l’Amministrazione Sanna ha disposto la riapertura del dormitorio pubblico comunale sito in via Alghero n. 4, dopo una chiusura durata circa sei anni”, periodo nel quale “la minoranza ha più volte sollecitato la riattivazione del servizio”.
Il caso si è riaperto il 5 maggio, quando “la stampa locale ha dato notizia della chiusura del servizio a soli due mesi dalla sua riattivazione”. Sempre secondo quanto ricostruito dai firmatari, “in seguito alla divulgazione della notizia, nella stessa giornata l’Amministrazione comunale, tramite nota stampa, ha comunicato che il servizio non era stato interrotto e che era stato individuato un nuovo gestore”.
È su questo passaggio che si concentra una delle prime contestazioni della minoranza. “Al quarto giorno da tale comunicazione”, si legge nel documento, “nell’albo pretorio del Comune di Oristano non risultava pubblicato alcun atto che confermasse formalmente la prosecuzione del servizio”. Per questo, proseguono i consiglieri, “a seguito di tale situazione” sono stati richiesti chiarimenti “al Segretario Generale e al Responsabile della Trasparenza del Comune di Oristano”.
La determina è arrivata solo successivamente. Nell’interpellanza si legge infatti che “solamente in data 11/05/2026, ossia al settimo giorno successivo all’annuncio della prosecuzione del servizio, è stata pubblicata la determina n. 509 del 05/05/2026, corredata del visto di regolarità contabile datato però 11 maggio”.
Secondo i consiglieri, dalla lettura della determina emerge che “la precedente gestione, affidata alla Fondazione Nostra Signora di Bonacatu tramite convenzione del 12/02/2026, è cessata a seguito di comunicazione di rescissione da parte della Fondazione stessa in data 31/03/2026”. Per garantire la continuità dell’accoglienza, l’amministrazione ha poi proceduto “a un nuovo affidamento diretto ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b) del D.Lgs 36/2023”.
La minoranza sottolinea però che, “nonostante la determina riporti la data del 5 maggio, l’efficacia della stessa e il relativo impegno di spesa sul Capitolo 5038 sembrano essere stati perfezionati solo l’11 maggio”.
Da qui le domande rivolte al sindaco e all’assessorato competente. I consiglieri chiedono di sapere “per quale motivo il visto di regolarità contabile relativo alla determina n. 509 del 5 maggio, necessario per rendere efficace l’atto, sia stato rilasciato soltanto in data 11 maggio, lasciando il servizio in un potenziale limbo amministrativo per sei giorni”.
L’interpellanza chiede inoltre se l’amministrazione ritenga opportuno “il passaggio della gestione da una Fondazione (Ets) a una società a responsabilità limitata semplificata” e quali siano state “le valutazioni qualitative” che hanno portato alla scelta del nuovo operatore tramite “contatto per le vie brevi”, prima dell’avvio della Rdo su SardegnaCat.
Un altro punto riguarda il periodo compreso tra l’annuncio del 5 maggio e la data di effettiva esecutività della determina, l’11 maggio. La minoranza chiede di conoscere “con quale titolo giuridico e amministrativo il nuovo gestore abbia operato” in quei giorni e “con quali responsabilità in ordine alla sicurezza e alle coperture assicurative”.
Infine, i consiglieri chiedono perché nella determina pubblicata venga indicato genericamente che il servizio sarà espletato “nel corso dell’annualità 2026”, senza specificare “una data di scadenza precisa del contratto” e senza chiarire se l’affidamento sia da considerarsi “una soluzione-ponte nelle more di una nuova procedura di evidenza pubblica più ampia”.
Mercoledì, 13 maggio 2026