Aperto appena a marzo, ha già chiuso il nuovo dormitorio di Oristano
5 Maggio 2026

Oristano
Il gestore restituisce le chiavi al Comune
Aperto nello scorso mese di marzo, il dormitorio comunale di via Alghero, a Oristano, è già chiuso. La Fondazione Nostra Signora di Bonacatu, ente gestore dei servizi della Caritas diocesana, ha rimesso nei giorni l’affidamento al Plus di Oristano, organismo che ne ha voluto l’apertura e a cui fanno riferimento i 24 comuni del distretto sanitario di Oristano.
A quel che si apprende, alla base della rinuncia, ci sarebbero alcuni problemi della struttura di Via Alghero, tra i quali l’assenza dell’agibilità, oltre allo scarso utilizzo del servizio, forse legato alle macchinose procedure previste per la sua fruizione che di fatto ne avrebbero limitato l’impiego.
A fronte degli otto posti letto di cui dispone, il dormitorio è rimasto infatti per lunghi periodi privo di ospiti mentre l’ente gestore ha comunque dovuto impegnare e retribuire i due operatori assunti e affiancati ai volontari. Da qui la decisione di recedere dall’affidamento.
Obiettivo del dormitorio comunale, inaugurato e aperto a metà dello scorso mese di febbraio, è quello di fornire accoglienza a uomini in particolare situazione di fragilità e temporanea difficoltà abitativa.
La riapertura, dopo oltre cinque anni dalla chiusura della precedente struttura di Via Sassari, è stata resa possibile grazie a un progetto finanziato dal PLUS e dal Comune di Oristano, che hanno contribuito con 20 mila euro ciascuno. Determinante è stato anche il contributo del Rotary e del Rotaract, che hanno fornito gli arredi. Anche la Fondazione Nostra Signora di Bonacatu, ente a cui era stata affidata la gestione, ha contribuito con altri fondi derivanti dalla legge regionale che finanzia le Caritas diocesane.
Particolarmente severe le regole fissate per la fruizione del servizio, attivo tutti i giorni con ingresso dalle ore 20 alle 21,30 fino alle 8 del giorno successivo. L’accesso al dormitorio doveva passare attraverso una autorizzazione dei Servizi sociali dei 24 Comuni dell’Ambito PLUS o tramite il Servizio di Pronto Intervento Sociale (PIS) nei casi di emergenza e quindi fare i conti con la disponibilità in orario di ufficio di questi servizi.
Una procedura che si è evidentemente rivelata poco consona a far fronte a esigenze improvvise a cui dare una immediata risposta. In questo periodo, inoltre, gli stessi servizi sociali hanno preferito trovare sistemazione a persone in difficoltà presso B&B, piuttosto che nel dormitorio.
Ora sarà l’amministrazione comunale di Oristano, ente capofila del Plus, a dover trovare soluzioni.
Martedì, 5 maggio 2026
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Commenti
Aveva ragione il tipo che è tornato a vivere nella casa fatiscente ma come si può ospitare gente bisognosa e metterla in strada alle 8 del mattino…ma per carità…