Addio a Luigi Puggioni: una vita con la chitarra, nella musica oristanese
22 Maggio 2026
Dagli esordi con I Tops agli Arkades Ambo, ha firmato brani legati ai temi sociali della Sardegna

Luigi Puggioni
Oristano
Dagli esordi con I Tops agli Arkades Ambo, ha firmato brani legati ai temi sociali della Sardegna
Dieci chitarre, tra elettriche e acustiche, e una vita intera passata dentro la musica. Il mondo musicale oristanese e sardo piange Luigi Puggioni, chitarrista e compositore morto all’età di 73 anni.
Figura conosciuta e stimata, Puggioni è stato tra i protagonisti della scena cittadina fin dagli anni Sessanta. Ha fatto parte del gruppo I Tops di Oristano, per poi proseguire il suo percorso con I Dinosauri, la formazione fondata da Dino Salis. Nei primi anni Ottanta è approdato nei Salis and Salis e, tra il 1984 e il 1985, è stato tra i fondatori degli Arkades Ambo. Con questa formazione ha firmato anche “Anghelu meu”, brano dedicato al grave problema della talassemia, malattia particolarmente diffusa in Sardegna.
La passione musicale ha accompagnato Luigi Puggioni per tutta la vita, accanto al lavoro. È stato dipendente dell’Inail e, prima ancora, ferroviere, senza mai interrompere il suo legame con la chitarra e con la composizione.
Nel 1975, insieme ad Alverio Cau, ha inventato e musicato “Il padre, la madre e il figlio”, brano che racconta la storia di una famiglia povera. La canzone è rimasta a lungo chiusa in un cassetto, fino al 2022, quando è stata scoperta da Guido Guglielminetti, storico bassista e capobanda di Francesco De Gregori. È stato lui ad accettare di curarne l’arrangiamento e la produzione, suonando diversi strumenti e coinvolgendo musicisti-turnisti di rilievo nazionale. Da quel momento il brano ha iniziato un nuovo percorso, ottenendo premi e riconoscimenti fino all’approdo a Casa Sanremo, portata da Cau.
Negli ultimi anni Puggioni ha partecipato anche a due edizioni della rassegna “Quelli degli anni ’60 e ’70”, promossa a Oristano, appuntamento dedicato alla memoria musicale di una generazione che ha segnato la città.
“Con Luigi se ne va non soltanto un musicista, ma un compagno di idee e di sogni condivisi sin da quando eravamo ragazzini”, dichiara Filippo Martinez. Il regista oristanese era molto legato a Puggioni e insieme, negli anni Settanta, avevano scritto e composto diverse canzoni inedite. Uno di quei brani, “Ninna nanna del vecchio facchino”, realizzato con il contributo dei Salis e Salis, è diventata anche sigla della trasmissione “La casa dell’anima” su Canale 5 condotta da Vittorio Sgarbi.
“Ero in contatto con lui sino a pochissimi giorni fa”, prosegue Filippo Martinez, “Avremmo dovuto registrare le nostre canzoni prima che arrivasse il peggio. In questi giorni sarebbe dovuto arrivare da Roma il cantante che avevamo scelto. Non abbiamo fatto in tempo. Le registrerò. In qualche modo le ascolterà. Farò in modo che siano bellissime. Come lui le avrebbe volute. Era un ragazzo di straordinaria intelligenza, coltissimo, molto sensibile e dotato di un raffinato senso dell’umorismo”.
Con la sua scomparsa se ne va un musicista che ha attraversato decenni di musica oristanese.
Venerdì, 22 maggio 2026