A Oristano un’assemblea pubblica “verso la Nakba”: al via l’organizzazione del corteo del 15 maggio
7 Maggio 2026
Global Sumud Sardigna e Movimento Antifascista Oristanese chiamano a raccolta associazioni e cittadini: “Commemorazione e resistenza”

Una precedente manifestazione a Oristano
Oristano
Global Sumud Sardigna e Movimento Antifascista Oristanese chiamano a raccolta associazioni e cittadini: “Commemorazione e resistenza”
“Organizziamo una giornata di commemorazione e resistenza”. È questo l’appello lanciato da Global Sumud Sardigna e Movimento Antifascista Oristanese per l’assemblea pubblica in programma oggi, giovedì 7 maggio, alle 19, in piazza Eleonora, a Oristano. L’obiettivo è costruire un coordinamento provinciale in vista della mobilitazione del 15 maggio, anniversario della Nakba palestinese.
L’incontro è aperto ad associazioni, collettivi e cittadini che vogliono contribuire all’organizzazione del corteo e delle iniziative previste per quella giornata. Nel documento diffuso dagli organizzatori, il 15 maggio viene indicato non solo come momento di commemorazione della “catastrofe” del 1948, quando oltre 700.000 palestinesi furono espulsi dalle loro terre, ma anche come occasione di “resistenza attiva”.
“Il genocidio del popolo palestinese non si è mai fermato: procede nel silenzio assordante dei media e con la vergognosa complicità dei governi occidentali”, spiegano gli organizzatori. “Sono ormai quasi tre anni che Gaza è sottoposta a un blocco totale che impedisce l’ingresso di cibo, medicine e carburante a una popolazione di oltre due milioni di persone”.
Nel testo viene richiamata anche la vicenda della Global Sumud Flotilla, definita “un tentativo concreto, civile e nonviolento di rompere l’assedio” a Gaza. Secondo quanto riferito nel comunicato, durante un’operazione della marina israeliana sarebbero stati fermati oltre 175 attivisti. Tra loro anche Thiago Ávila e Saif Abukeshek, che gli organizzatori sostengono siano ancora detenuti.
Tra le richieste che saranno portate in piazza il 15 maggio: “la fine di ogni rapporto con Israele in Sardegna, Italia ed Europa”, la liberazione dei due attivisti e “di tutti i prigionieri palestinesi”, oltre alla fine del “genocidio del popolo palestinese”.
Giovedì, 7 maggio 2026