Per i tavolini dei bar solo 30 metri quadri di suolo pubblico: “Così si uccide la stagione turistica e l’economia”
30 Aprile 2026
Protesta degli esercenti sotto Palazzo degli Scolopi, il sindaco riceve una delegazione

La rappresentanza di titolari di attività cittadine sotto palazzo Campus Colonna
Oristano
Protesta degli esercenti sotto Palazzo Campus Colonna, il sindaco riceve una delegazione
I tavolini all’aperto rischiano di venire dimezzati proprio all’inizio della stagione turistica. E con loro, secondo i titolari dei locali, anche decine di posti di lavoro.
Questa mattina alcuni esercenti del settore della somministrazione, tra centro e periferie, si sono ritrovati sotto il Comune di Oristano per chiedere un confronto urgente con l’amministrazione sul regolamento per l’occupazione di suolo pubblico. Erano una rappresentanza di circa trenta attività. Poco dopo sono stati ricevuti in sala giunta dal sindaco Massimiliano Sanna, ma l’incontro si è svolto a porte chiuse.
La richiesta è chiara: una deroga immediata, almeno per la stagione estiva ormai alle porte, che consenta di mantenere gli spazi attualmente utilizzati per i tavolini all’aperto.
Al centro della protesta il limite di 30 metri quadrati previsto dal regolamento, ritenuto “troppo restrittivo”, insieme al limite dei 30 metri carrabili in alcune vie.
La scorsa settimana i titolari hanno ricevuto una comunicazione via Pec dalla polizia locale: già dalla prossima settimana dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni e quindi ridurre gli spazi, togliendo parte dei tavoli proprio mentre in città iniziano ad arrivare i primi turisti.
Le conseguenze, spiegano, sarebbero immediate: “Ciascuno di noi dovrebbe togliere numerosi tavolini e lasciare a casa una media di 2-3 dipendenti. Significa una perdita complessiva di almeno 50 posti di lavoro, oltre all’indotto”.
Il regolamento dei dehors, approvato dal Consiglio comunale nel settembre 2025 e finito per mesi al centro di polemiche, è ora anche all’esame del Tar. Cinque operatori del centro storico hanno presentato ricorso chiedendo l’annullamento della delibera e di alcune norme ritenute particolarmente penalizzanti. “La sentenza potrebbe arrivare a settembre”, spiegano. Troppo tardi, però, secondo gli esercenti: “Nel frattempo rischiamo di perdere l’intera stagione estiva”.
Da qui la richiesta formale avanzata al sindaco: convocare con urgenza il Consiglio comunale per introdurre una deroga al regolamento.
Il timore è che senza un intervento rapido molti locali non riescano a reggere: “Se non ne approfittiamo d’estate per lavorare, molti di noi l’inverno chiuderanno”.
E poi la domanda, che riassume il malumore della categoria: “Dov’è Oristano città turistica?”.
Ora si attende una data per un nuovo incontro con la giunta.



Giovedì, 30 aprile 2026
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Commenti
Oristano città turistica? Ma qualcuno ci crede davvero? Ma perché dovrei fare turismo in una città (paesotto forse) che offre veramente poco turisticamente parlando…per andare al mare a Torregrande? Dio ce ne scampi…