Mensa scolastica, appalto con ribasso del 16,67%: qualità a rischio?
13 Aprile 2026
Interpellanza dei consiglieri di minoranza sul bando del Comune di Oristano e sui criteri per le future gare

Immagine d'archivio
Oristano
Interpellanza dei consiglieri di minoranza sul bando del Comune di Oristano e sui criteri per le future gare
Come verranno garantite la qualità del servizio di ristorazione scolastica e le migliorie promesse, con un ribasso del 16,67%? E per il futuro, è il caso di rivedere i criteri dei bandi, dando più peso alla qualità rispetto al prezzo? Sono queste le richieste al centro di un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dai consiglieri oristanesi di minoranza.
Il documento, firmato da Carla Della Volpe, Massimiliano Daga, Maria Speranza Perra, Francesca Marchi, Francesco Federico, Maria Obinu, Umberto Marcoli e Giuseppe Obinu, punta l’attenzione sulle criticità del bando relativo al “Servizio di ristorazione scolastica a ridotto impatto ambientale per nidi d’infanzia, sezioni primavera, scuole dell’infanzia e primarie”. Nell’interpellanza si ricorda che la base d’asta, al netto dell’Iva, era pari a 4.508.800 euro per cinque anni, con la possibilità di applicare un ribasso sull’importo dei servizi, fissato in 4.483.800 euro. Il servizio è stato poi aggiudicato con un ribasso del 16,67%, ritenuto dai firmatari “particolarmente marcato”.
Un elemento che, secondo i consiglieri, solleva interrogativi sulla sostenibilità complessiva dell’appalto. “L’entità del ribasso offerto appare particolarmente marcata, sollevando dubbi sulla reale capacità di mantenere margini operativi sufficienti per investimenti migliorativi e per garantire la qualità”, si legge nel testo.
Al centro dell’interpellanza c’è il ruolo della mensa scolastica, definita “un elemento essenziale per garantire il diritto all’istruzione, sostenere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie, promuovere l’educazione alimentare e il benessere psico-fisico dei bambini fin dalla prima infanzia”.
Da qui le richieste all’amministrazione comunale. In particolare, i consiglieri chiedono “come l’Amministrazione intenda monitorare e garantire che la ditta aggiudicataria dia effettiva esecuzione agli investimenti e alle migliorie promessi in fase di offerta tecnica”, anche alla luce dei margini ridotti legati al ribasso e dell’aumento dei costi delle materie prime.
Non solo. Nell’interpellanza si sollecita anche una riflessione sui prossimi bandi: “Se non si ritenga opportuno rivedere i disciplinari di gara, aumentando il peso del punteggio tecnico (qualità) rispetto a quello economico”, con l’obiettivo di favorire “una concorrenza basata sull’eccellenza del servizio e sul benessere degli utenti piuttosto che sulla mera logica del massimo ribasso”.
Lunedì, 13 aprile 2026
Lascia un commento
Commenti
Gli appalti al ribasso non devono esistere,tanto si sa come va a finire,