Housing sociale in via Lepanto: ripartito il cantiere, come saranno i nuovi palazzi?
30 Aprile 2026
Una parte della costruzione potrebbe superare i 13 metri consentiti per la concessione diretta

Il cantiere di via Lepanto
Oristano
Una parte della costruzione potrebbe superare i 13 metri consentiti per la concessione diretta
I lavori sono ripartiti nei mesi scorsi dopo anni di stop e battaglie legali. Ma come sarà il nuovo palazzo di housing sociale di via Lepanto? Quanti appartamenti verranno realizzati, quanti i piani dell’edificio? Proprio l’altezza dello stabile è al centro di una controversia che va avanti da anni.
Potrebbe aiutare a trovare risposte la concessione edilizia: quale, quella in vigore? Nel cartello di cantiere in via Lepanto, però, alla data di pubblicazione di questo articolo – le ore 11 di oggi, giovedì 30 aprile – non compare il numero del titolo edilizio (la cui indicazione è prevista dall’articolo 27 comma 4 del Testo Unico dell’Edilizia, il dpr 380/2001), né la data di ultimazione del complesso residenziale, che, da progetto, dovrebbe ospitare 45 alloggi sociali, spazi per servizi e unità commerciali, su terreni ceduti dal Comune di Oristano.
È da chiarire se il titolo sia quello rilasciato sette anni fa alla Torre Sgr, ancora valido a seguito di proroghe, o se invece la società proponente ne abbia richiesto uno nuovo per riaprire il cantiere.
L’anteprima grafica del progetto esposta nel cartello di cantiere mostra un edificio che si sviluppa con due corpi di fabbrica, uno su quattro piani e l’altro su cinque. Arrivare al quinto piano – in questa fase gli operai stanno edificando il terzo – potrebbe però comportare il superamento dell’altezza massima di 13 metri, quella consentita in caso di concessione diretta.
L’intervento è promosso dal Fondo Housing Sociale della Regione Sardegna e gestito dalla società Torre Sgr, mentre il progetto è stato curato dallo studio Metassociati, con sede a Cagliari e filiali a Macomer e Milano, e i lavori sono eseguiti dall’impresa edile Mario Ticca Srl di Sassari.

La vicenda ha una storia lunga e travagliata. Nel 2016 Torre Sgr aveva vinto il bando comunale, con il programma avviato dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Guido Tendas. Nel 2019 il Comune aveva autorizzato la realizzazione del complesso nel quartiere di Sant’Efisio con un provvedimento unico Suape, ma il Tar Sardegna lo aveva successivamente annullato, dando ragione a un comitato civico dei residenti di via Lepanto, che fin dall’inizio aveva contestato il progetto.
Nell’aprile 2023 il Consiglio comunale aveva respinto il piano attuativo presentato dalla Torre Sgr con 17 voti contrari e uno a favore. L’ultimo capitolo nel gennaio 2024, quando il Consiglio di Stato aveva ribaltato la situazione, accogliendo il ricorso della società e dichiarato irricevibile e inammissibile il ricorso di primo grado.
Dallo scorso dicembre Torre Sgr ha rilanciato il progetto anche sui propri social Instagram e Linkedin, sottolineando come l’intervento promuova “integrazione sociale, qualità abitativa e sostenibilità, restituendo valore al territorio”. Lo scorso marzo, in un altro post, la stessa società scriveva invece che il cantiere “è entrato nella fase operativa” e che si tratta di un progetto “pensato per offrire soluzioni abitative accessibili e generare nuove dinamiche di integrazione sociale”.

Giovedì, 30 aprile 2026