A Oristano 350 famiglie in attesa di una casa: sindacato e Comune chiedono un piano strutturale
25 Aprile 2026
Non basta il programma RinnovArea presentato in città

Foto d'archivio
Oristano
Non basta il programma RinnovArea presentato in città
Gli interventi di ristrutturazione avviati con il programma RinnovArea rappresentano un passo importante per migliorare la qualità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma non incidono in maniera risolutiva sull’emergenza abitativa, in particolare a Oristano. Da anni, infatti, circa 350 famiglie sono in attesa di ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica, un numero che restituisce la dimensione di una criticità strutturale.
Le manutenzioni straordinarie e il recupero del patrimonio esistente consentono di rendere più vivibili e decorosi gli immobili già assegnati, ma non aumentano in modo significativo il numero complessivo delle abitazioni disponibili. Sul fronte delle nuove costruzioni, però, la linea della Regione è chiara. “Abbiamo aperto una discussione con Anci e Cal, il Consiglio delle autonomie locali” ha spiegato l’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu, “perché dobbiamo puntare sul recupero di ciò che già esiste. Non è necessario consumare altro suolo, sarebbe anacronistico. Nei centri storici abbiamo un numero significativo di alloggi disabitati”.
L’idea è quindi quella di affiancare agli interventi di manutenzione un piano straordinario basato sul recupero edilizio del patrimonio inutilizzato. “Dopo questa prima tranche di ristrutturazioni”, ha concluso l’assessore, “lavoreremo a un piano per nuovi alloggi che parta da ciò che oggi è dismesso e che spesso contribuisce al degrado delle nostre città e dei paesi”.
Il nodo principale resta quindi la carenza di nuovi alloggi. A fronte di una domanda crescente, legata anche all’aumento delle fragilità economiche e sociali, l’offerta continua a essere insufficiente. Il risultato è un sistema sotto pressione, con graduatorie che si allungano e tempi di attesa sempre più lunghi per le famiglie.
Il quadro diventa ancora più preoccupante se si allarga lo sguardo all’intero territorio regionale. Le richieste di accesso all’edilizia residenziale pubblica sono infatti molte di più rispetto alla disponibilità reale, con migliaia di nuclei familiari in attesa. In questo contesto, i dati di Oristano rappresentano solo una parte di un’emergenza più ampia, che evidenzia la necessità di affiancare agli interventi di riqualificazione un piano strutturale per la realizzazione di nuovi alloggi.
Senza un incremento concreto del patrimonio abitativo pubblico, il rischio è che gli investimenti in corso migliorino le condizioni dell’esistente senza però riuscire a rispondere alla crescente domanda, lasciando irrisolto il problema di fondo dell’accesso alla casa. Anche il sindacato inquilini della Cisl, il Siciet, rilancia il problema dell’emergenza abitativa, a Oristano, dove sono necessari interventi strutturali e tempestivi.
Lo ribadisce Silvia Piras, segretaria provinciale del Sicet Cisl, che interviene nel dibattito sulle politiche per la casa. “Come organizzazioni sindacali”, ha detto, “non siamo stati convocati né ai tavoli di confronto né alla conferenza stampa. Nonostante questo, siamo sostanzialmente in linea con le dichiarazioni dell’assessore regionale del Lavori Pubblici, Più: è necessario investire risorse importanti per affrontare il problema”.
Secondo il Sicet, la priorità è mettere in campo un piano concreto e in tempi brevi, capace di dare risposte a una domanda abitativa sempre più pressante. “Le risorse devono arrivare principalmente dallo Stato”, ha sottolineato Piras, “e devono essere destinate sia alla ristrutturazione del patrimonio esistente sia all’acquisizione e al recupero di immobili privati attualmente vuoti e inutilizzati. Solo così si può aumentare rapidamente la disponibilità di alloggi”.
Il sindacato richiama inoltre la necessità di ripristinare strumenti di finanziamento strutturali per l’edilizia residenziale pubblica: “Occorre che lo Stato torni a individuare risorse certe, come avveniva in passato con la voce ‘Gescal’, garantendo fondi costanti per il settore”. Un appello che si inserisce in un quadro già critico, soprattutto nel capoluogo, dove da anni centinaia di persone attendono un alloggio pubblico. Per il Sicet, senza un intervento deciso e coordinato, il rischio è che l’emergenza abitativa continui ad aggravarsi, lasciando senza risposta una fascia sempre più ampia di cittadini.
Sul problema della carenza di alloggi è intervenuta anche la nuova assessora ai Servizi sociali e alle Politiche abitative del Comune di Oristano, Giulia Murgia. “Il Comune di Oristano ha scelto, già un anno fa, di aggiornare la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, come previsto dalla normativa”, ha spiegato l’esponente dell’esecutivo. “È stata una scelta di questa amministrazione, maturata anche alla luce dei cambiamenti sociali ed economici successivi al Covid, che hanno aumentato le situazioni di fragilità. Questo aggiornamento ha consentito di sapere che circa 350 nuclei familiari hanno bisogno di una casa. Non tutti i Comuni dispongono di un quadro così aggiornato, e questo significa che altrove il fabbisogno potrebbe essere anche maggiore, ma non ancora pienamente rilevato”.
“Per essere chiari”, ha aggiunto Murgia, “con le sole risorse comunali non è possibile realizzare un numero di alloggi sufficiente a rispondere a questa domanda. Il ruolo della Regione, anche attraverso Area e i programmi illustrati dall’assessore Antonio Piu, resta quindi fondamentale. Il problema dell’abitazione è noto e molto diffuso in tutta Italia. Prendiamo atto con fiducia della disponibilità della Regione di intervenire con decisione e di stanziare le risorse necessarie a pianificare interventi per la cui realizzazione occorre però un arco di tempo non brevissimo. Come Comune, abbiamo comunque messo in campo tutte le azioni possibili. L’Assessorato ai Servizi sociali ha avviato le verifiche sui requisiti degli attuali assegnatari degli alloggi popolari, per garantire che le case siano occupate da chi ne ha effettivamente diritto e, dove necessario, procedere a nuove assegnazioni”.
“In atto”, ha detto ancora Murgia, “ci sono degli interventi, per esempio una manifestazione di interesse per la realizzazione di alloggi Erp nell’ex Isola di via Olbia, è stata fatta la variazione al bilancio che consente di accatastare i palazzi di via Alghero e quindi questo consentirà di consegnare ulteriori quattro appartamenti, un lavoro di sollecito nei confronti di Area per la verifica dello stato degli immobili e dei requisiti degli assegnatari. Premesso che è la Regione, attraverso Area, ad avere la competenza primaria su questo tema, in considerazione della particolare esigenza che si è manifestata in città, il Comune ha valutato la possibilità di realizzare nuove costruzioni su aree già disponibili, ma si tratta di piccoli lotti che, per numero limitato di unità realizzabili, non risultano sostenibili né finanziabili”.
“Per questo riteniamo utile e condivisibile, se accompagnata da strumenti adeguati, la strategia di recupero e ristrutturazione del patrimonio esistente, anche attraverso il coinvolgimento dei privati nelle aree destinate all’edilizia residenziale pubblica”, ha concluso l’assessora ai Servizi sociali. “Il Comune continuerà a fare la propria parte, ma è evidente che per dare risposte concrete alle tante famiglie in attesa sarà necessario un intervento strutturato e significativo a livello regionale”.
Sabato, 25 aprile 2026