Servizi sociali, il Consiglio di Oristano approva il nuovo regolamento per le strutture residenziali: ecco cosa cambia
25 Marzo 2026
Ieri il via libera in aula. Si sono astenuti i consiglieri di centrosinistra, che prima del voto hanno chiesto di riportare il testo in Commissione

Il Consiglio comunale al teatro San Martino | Foto Ufficio Stampa Comune di Oristano
Oristano
Ieri il via libera in aula. Si sono astenuti i consiglieri di centrosinistra, che prima del voto hanno chiesto di riportare il testo in Commissione
Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato ieri il nuovo regolamento per la compartecipazione ai costi socioassistenziali per l’ospitalità in strutture diurne e residenziali. L’atto è passato con 15 voti favorevoli e 7 astenuti.
La proposta è stata presentata in aula dall’assessora ai Servizi sociali Giulia Murgia: “Il regolamento disciplina la compartecipazione del Comune ai costi socioassistenziali per l’ospitalità presso strutture a ciclo diurno o residenziale. Si tratta di un tema particolarmente delicato, perché riguarda direttamente le persone più fragili della nostra comunità: gli anziani, le persone con disabilità, i cittadini in condizioni di difficoltà che necessitano di assistenza continuativa o semi-continuativa. L’assenza di criteri equi e strutturati rischia un utilizzo poco efficace dei fondi e il loro rapido esaurimento, impedendo di garantire risposte adeguate ai cittadini che ne hanno urgente bisogno. Il regolamento nasce da una triplice esigenza: adeguarsi alle normative nazionali e regionali; introdurre criteri chiari, equi e sostenibili nella gestione delle risorse pubbliche; consentire una programmazione più efficace della spesa, evitando situazioni di emergenza e garantendo la continuità degli interventi. Questo regolamento rappresenta non solo un atto amministrativo, ma una vera scelta di responsabilità sociale. C’è un elevato numero di persone che chiedono aiuto, con bisogni diversi e spesso molto urgenti. Il primo istinto è quello di dire sì a tutti, ma in assenza di criteri chiari e trasparenti è impossibile orientarsi e dare risposte giuste. L’inserimento nelle strutture comporta costi rilevanti, spesso non sostenibili integralmente né dalle famiglie né dall’ente pubblico”.
“All’articolo 3 del regolamento”, ha spiegato l’assessora Murgia, “vengono individuati con chiarezza i beneficiari: gli anziani, le persone con disabilità, le persone non autosufficienti, le persone con gravi problemi sociali o sanitari e i minori collocati in struttura, infine persone senza supporto familiare adeguato. Negli articoli 4 e 5 si disciplinano i requisiti e le modalità di accesso: per beneficiare del contributo bisogna essere residenti nel Comune di Oristano, avere un Isee valido, una certificazione di disabilità o di non autosufficienza, se prevista, e disporre della valutazione dell’Unità di valutazione territoriale. La domanda andrà presentata all’Ufficio del Protocollo del Comune. Agli articoli 6 e 7 si definisce un percorso rigoroso di istruttoria e valutazione multidimensionale, affidato al Servizio sociale professionale, a una commissione interna. All’articolo 8 si introduce il progetto personalizzato, che rappresenta il vero cuore dell’intervento, uno strumento che non si limita al contributo economico, ma costruisce un percorso assistenziale condiviso e monitorato. Qui si definisce la struttura scelta, la durata del soggiorno, la quota pagata dal beneficiario e dal Comune, eventuali contributi dai familiari e gli impegni di tutte le parti. Un elemento particolarmente rilevante è il sistema del calcolo della compartecipazione, disciplinato all’articolo 9. Si stabilisce un meccanismo trasparente che tiene conto della capacità reddituale del beneficiario, attraverso l’Indicatore della situazione reddituale (Isr); di eventuali indennità percepite, per esempio l’assegno di accompagnamento; di trattamenti assistenziali, che saranno utilizzati nella misura del 70%; del coinvolgimento della rete familiare, qualora fosse necessario. Questo consente di garantire il principio di equità fino a oggi tralasciato. Chi ha di più contribuisce di più, mentre chi ha meno viene maggiormente sostenuto. Il trasporto, inoltre, non è coperto dal Comune. Hanno priorità le persone con maggiore fragilità socio-sanitaria, situazioni di isolamento, quando non vi è supporto familiare e casi non gestibili a domicilio. Infine, l’articolo 10 chiarisce il ruolo del Comune, che interviene coprendo la differenza tra il costo della struttura e la quota sostenibile dal beneficiario, entro i limiti definiti annualmente. Il regolamento introduce un sistema dinamico, che prevede aggiornamenti annuali, verifiche e possibilità di revisioni”.
Subito dopo è intervenuto il consigliere Roberto Pisanu (Oristano al Centro), presidente della Commissione consiliare Servizi sociali: “In questo momento c’è un’esigenza enorme da parte delle famiglie di avere un sostegno dal Comune. Spesso le Rsa vengono escluse dalle strutture di assistenza perché si crede che a pagare sia l’Asl, che però interviene nei casi di pazienti ventilati o portatori di Peg o altre tracheotomie e strumenti per la loro vita, mentre per R1 ed R2 il familiare del paziente deve pagare almeno il 50% della quota. Ci sono due tipi di comunità integrata, quella socio-assistenziale e quella socio-sanitaria: nella seconda anche la Asl partecipa alla quota pagando una somma per l’assistenza infermieristica. Fino a oggi a Oristano non c’è mai stato un regolamento. Le quote che si pagano nelle comunità integrate vanno dai 2.100 ai 2.400 euro. È molto difficile, pur avendo indennità di accompagnamento e Ritornare a casa, poter contribuire a queste spese. Quando una persona viene ricoverata a carico della Asl, i benefici come Ritornare a casa o accompagnamento vengono bloccati. Questo regolamento è stato formulato in più sedute della Commissione, a cui hanno partecipato attivamente anche i consiglieri della minoranza, che però poi al momento della votazione si sono astenuti. È normale che voti a favore del regolamento, non si può votare per partito preso”.
Giuseppe Obinu (Alternativa sarda e democratica): “Questo regolamento, in linea di massima, viene incontro a un principio di amministrazione corretta. I contributi per le persone che entrano in queste strutture il Comune di Oristano li eroga già. A differenza del passato, però, con questo strumento si va incontro a un’erogazione regolamentata, un passo avanti nei confronti della trasparenza amministrativa. In Commissione abbiamo discusso questo regolamento con la precedente assessora ai Servizi sociali, Carmen Murru. È rimasto, a mio avviso, un punto che non è stato sviluppato a sufficienza e continua a rimanermi oscuro: mi riferisco all’articolo 9, in seguito all’applicazione del quale si decide come erogare il contributo. Ho fatto delle simulazioni che non mi rassicurano: mi pare che l’utente dovrebbe comunque versare una quota che, a seconda del reddito del cittadino, potrebbe essere molto più alta delle sue possibilità. Con 1.800 euro di retta, un Isr molto basso di 3.000 euro o massimo di 18.000 euro, con l’indennità di accompagnamento di 525 euro, eventuali trattamenti pensionistici di 300 euro, la quota totale a carico del cittadino è pari a 1.035 euro mensili. Se così dovesse essere sarebbe una quota pesante per una persona in difficoltà economiche”.
Antonio Iatalese (Udc): “Valuto favorevolmente questa proposta di regolamento. L’inserimento dei nostri concittadini nei centri diurni, nelle strutture residenziali a carattere comunitario, strutture residenziali integrate e nelle Rsa è un problema che da qui al futuro ci riguarderà sempre più spesso e i relativi costi sul denaro pubblico andranno a incidere ulteriormente nei prossimi anni. È giusto porre regole chiare e certe che garantiscono trasparenza e parità di accesso ai fondi pubblici. Il regolamento va a introdurre un principio di equità: si stabilisce che quanto dovrà contribuire la parte pubblica è parametrato alle capacità del beneficiario. Non è equo dare 10 a chiunque, ma è equo dare 10 a chi guadagna 100 e dare 5 a chi guadagna 1.000. Il regolamento, poi, introduce il piano personalizzato da parte dei nostri Servizi sociali, che va a valutare non soltanto le capacità reddituali dei beneficiari, ma anche la rete familiare e sociale che questi hanno. Molto bene anche la disciplina dei requisiti di ammissione. Questi sono servizi costosi, tentiamo con questo regolamento di limitare la spesa non facendo tagli, ma ridistribuendo in maniera equa l’aiuto che vogliamo dare”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica): “La nostra è una popolazione che invecchia, per questo è opportuno che il regolamento veda la luce e sia chiaro. Però, ritengo necessario che venga predisposto un sistema di calcolo trasparente e chiaro per il cittadino e per i suoi familiari. Le fasce più deboli devono essere aiutate”.
Nel corso della seduta del Consiglio comunale ha preso la parola anche la dirigente comunale Milena Deligia: “Questo regolamento è stato predisposto da un professionista esperto nella materia. Si è tenuto conto dell’Isr e non dell’Isee perché il primo tiene conto della situazione reale economica delle persone che chiedono la contribuzione della retta. Spesso capita che i richiedenti dispongano di proprietà che di fatto non hanno una rendita. Questo indicatore permette di rilevare tutte le proprietà e i beni della persona. Si tiene conto anche di una quota aggiuntiva che abbiamo voluto indicare con Q5, che è relativa a eventuali impegni economici che possono essere assunti da parte dei familiari del beneficiario. Talvolta ci sono alcuni familiari che vogliono contribuire al pagamento della retta. I calcoli che si fanno sulla quota possono variare da caso a caso a seconda delle risorse di cui la persona dispone. Abbiamo fatto delle simulazioni su casi che abbiamo in carico e ci possono essere variazioni in aumento o in diminuzione rispetto a quello che si paga attualmente per l’inserimento in struttura. Si fa una valutazione caso per caso tenendo conto di tutte le voci. Non avendo una regolamentazione sino a questo momento, oggi si fa un calcolo sulla base di una vecchia delibera regionale, secondo la quale l’ente utilizza le risorse in capo alla persona, lasciando un 10% per le spese personali e su queste risorse poi si calcola la contribuzione da parte dell’ente. Le richieste ormai sono elevatissime e con le risorse che si hanno a disposizione per questo servizio – che sono comunque tante – non sono sufficienti. Il regolamento ci permetterebbe di dare un po’ di respiro alle persone che sono già beneficiare e magari, in tempi brevi, accogliere e soddisfare le nuove istanze che abbiamo”.
Maria Obinu (Alternativa sarde e democratica): “Un regolamento deve garantire che ci sia equità. La dirigente dice che con questo regolamento saranno garantiti maggiormente gli utenti. Chiedo però cosa accadrà con i minori: per loro si valuterà lo stato patrimoniale delle famiglie? In caso di provvedimenti dettati da un Tribunale, penso che la contribuzione delle famiglie non ci sia. In aggiunta, non può essere un regolamento a incrementare le fonti a disposizione per un servizio come questo. Il regolamento nulla cambia rispetto alla capacità dell’ente di far fronte alle questioni economiche per l’inserimento in struttura di anziani e minori, serve invece per garantire equità”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “Ho anche io qualche dubbio sul calcolo dell’intervento da parte dell’amministrazione. C’è una scelta: preferire l’indicatore Isr all’Isee. L’Isr individua tutti i flussi reddituali, pensioni e redditi da patrimonio. L’Isee, invece, comprende oltre ai flussi reddituali anche il patrimonio in capo alla singola persona. Penso ci sia una scelta politica che va a mettere sullo stesso piano due persone che hanno una pensione di 1.000 euro, ma una non ha nessuna proprietà, neanche la casa, e l’altra può avere una proprietà, magari anche ingente. C’è un grande paradosso. Sono necessari correttivi”.
Sergio Locci (Aristanis): “Questo è un regolamento di civiltà cittadina. Pone la giusta attenzione alle persone meno abbienti, a coloro che non hanno reddito e necessitano di essere aiutati. Sebbene siano in uno stato di bisogno o apparente bisogno, però, ci sono persone con capacità reddituali di un certo rilievo. Se fosse stata presa in considerazione soltanto l’Isee non sarei stato d’accordo, è giusto invece che si tenga conto dell’Indicatore della situazione reddituale. Dobbiamo andare a cercare il bisogno che la persona ha e come la persona può intervenire. Ci possono essere tantissimi bisogni diversi. Parlare di bisogni e cercare di creare una graduatoria è sempre molto difficile, ma è necessario che questa amministrazione da qualche parte inizi”.
Giuseppe Obinu (Alternativa sarda e democratica) ha chiesto la sospensione della seduta per invitare la Commissione Servizi sociali e l’assessora Giulia Murgia a ritirare il punto, tornare in Commissione e approfondire l’articolo 9. “Così”, ha detto Obinu, “avremmo le idee più chiare su quanto questo regolamento andrà a incidere sulle tasche dei cittadini”.
Dopo una breve sospensione è intervenuto nuovamente Roberto Pisanu (Oristano al Centro). “Credo che il regolamento debba essere votato così”, ha detto il presidente della Commissione Servizi sociali. “I calcoli sono stati fatti in un certo modo. Se una persona ha un reddito di 1.000 euro, il 10% lo può destinare a eventuali spese, ma con il resto deve coprire i costi per la retta della struttura: non sta più a casa, pranza in struttura, non ha altre spese. Non c’è bisogno dell’intelligenza artificiale per fare i calcoli. Questi sono i semplici conti che uno fa a casa”.
Ha poi preso di nuovo la parola l’assessora ai Servizi sociali Giulia Murgia. “Se c’è la possibilità di apportare dei correttivi, ben vengano”, ha detto l’esponente dell’esecutivo, “ma oggi c’è la necessità urgente di approvare il regolamento. Dietro c’è il lavoro della Commissione e degli uffici che hanno fatto questi calcoli”.
Spazio quindi alle dichiarazioni di voto. “C’è grande grande rammarico”, ha detto il consigliere Giuseppe Obinu (Alternativa sarda e democratica), “noi della minoranza siamo venuti in Consiglio con la migliore disposizione d’animo per approvare questo regolamento. Nonostante gli incontri della Commissione, c’è stato un punto che non si è riusciti a chiarire in quella sede e meno che mai in questa. Vi è stato chiesto di rimandare l’approvazione del regolamento di una settimana. Posso capire che sia necessario approvare il regolamento, ma è inaccettabile che non si possa attendere pochi giorni. Significa che delle obiezioni della minoranza non ve ne importa niente”.
Ha annunciato il proprio voto favorevole Paolo Angioi (Sardegna al Centro 20Venti): “Voglio rassicurare il consigliere Obinu: la sua proposta ci interessa eccome e la trovo un’osservazione giusta. Oggi però approviamo un regolamento tanto atteso. Si tratta di una sperimentazione di un anno, si potrà sempre intervenire in corso d’opera”.
Francesco Federico (Oristano democratica e possibile): “Apprezzo la disponibilità dell’assessora Murgia. Le voglio dire una cosa: è meglio rinviare l’approvazione di un regolamento di qualche giorno, per vedere se ci sono criticità o meno. Questo regolamento, una volta approvato, non tornerà mai in Consiglio, lo dico per esperienza personale”.
Sergio Locci (Aristanis): “Non è mai facile parametrare bisogni sempre più evidenti e su cui ogni giorno tutte le amministrazioni si dovranno confrontare anche in futuro. Si deve verificare lo stato di bisogno della persona, ma anche l’eventuale esistenza di redditi che possano essere propri del soggetto o della sua famiglia. C’è però una necessità, è importante iniziare”.
Il capogruppo Giuliano Uras ha annunciato il voto favorevole di Oristano al Centro: “Serve un regolamento su questo settore. Mi viene però un dubbio: abbiamo una proiezione, in base a questo regolamento, di quanti assistiti avremo a Oristano da finanziare? Abbiamo un’idea di quanto potrebbe essere il costo medio in base al fabbisogno odierno? Abbiamo idea di quanto questo fabbisogno stia crescendo in maniera esponenziale, giorno per giorno, a causa dell’invecchiamento della popolazione? Abbiamo fonti di finanziamento certe o ci fermeremo a un certo livello? Questo regolamento prevede il punto in cui, finiti i finanziamenti, ci fermeremo? Altrimenti apriremmo un buco nel bilancio. Non credo che questa sia la nostra volontà né possibilità. Sarebbe stato meglio vedere tutti questi aspetti nella fase di istruttoria. Questo ci avrebbe fatto deliberare ancor più a cuor leggero e consapevoli di farlo per il bene reale e generale. Ricordiamoci, infine, che non stiamo parlando di numeri ma di persone”.
Maria Obinu (Alternativa sarda e democratica): “Prendiamo atto dell’esigenza di votare subito il regolamento. Rimane una domanda: perché non si è voluto impiegare un parametro utilizzato per tutti i servizi a domanda individuale, ovvero l’Isee. Chiediamo che ci sia trasparenza negli atti che verranno adottati dal momento in cui verrà approvato il regolamento. Chiediamo che – nel rispetto della privacy – vengano pubblicati tutti gli atti relativamente a questo nuovo regolamento: la trasparenza rappresenta un punto di equità”.
Antonio Iatalese (Udc) ha annunciato voto favorevole: “La reale portata di questo regolamento si avrà quando la Giunta, con una propria delibera, andrà a stabilire, al fine di mantenere gli equilibri di bilancio, l’ammontare degli aiuti che riusciremo a dare. È questa la sfida per l’amministrazione. Le risorse vanno trovate, ma ci vuole il concorso della Regione e dello Stato”.
Umberto Marcoli (Alternativa sarda e democratica) ha annunciato l’astensione: “Mancano politiche per gli anziani, per le famiglie, per i giovani e per la casa. Regolamentare va bene, ma il problema qui è che non si fa politica. Credo sia opportuno che ci siano politiche attive per gli anziani”.
Ha chiuso gli interventi il sindaco Massimiliano Sanna (Riformatori Sardi): “L’adozione del regolamento ha seguito un iter piuttosto lungo. È necessario che ci sia un criterio equo e uguale per tutti. Siamo disponibili ai correttivi, che si faranno nel momento in cui gli uffici andranno ad applicare il regolamento e verificheranno la necessità di intervenire. Questo è un regolamento importante per tutta la nostra comunità”.
Mercoledì, 25 marzo 2026