Fibromialgia, l’appello di una coppia di Oristano: “Sosteneteci per le cure”
19 Marzo 2026
Lanciata una raccolta fondi per sostenere visite fuori dall'Isola: già 72 donatori e oltre 1800 euro raccolti

Pier Paolo Gadau e Monica Comunian
Oristano
Lanciata una raccolta fondi per sostenere visite fuori dall’Isola: già 72 donatori e oltre 1800 euro raccolti
Settantadue persone hanno già risposto con il cuore, donando oltre 1.800 euro in meno di ventiquattro ore. È la prima, straordinaria risposta all’appello lanciato da Pier Paolo Gadau e Monica Comunian, una coppia di Oristano che ogni giorno combatte contro un nemico invisibile ma profondamente invalidante: la fibromialgia.
Per Pier Paolo Gadau, che ha promosso una raccolta fondi sul sito whydonate.com (qui la raccolta fondi) la malattia non è un’astrazione. “Il mio dolore è costante: se dovessi misurarlo su una scala da 1 a 100, la lancetta è sempre su 100”. Una sofferenza aggravata dall’allodinia, che rende doloroso anche il semplice contatto con i vestiti. La moglie Monica non è da meno: tra nervi compressi e artrosi grave, riesce a muoversi soltanto con l’aiuto della stampella.
Oggi la loro speranza passa necessariamente per una valigia e un biglietto aereo. Per ottenere una diagnosi definitiva e accedere a cure più efficaci, Pier Paolo Gadau e Monica Comunian devono lasciare l’Isola e rivolgersi a centri specializzati. Hanno già ottenuto la disponibilità del professor Stefano Coaccioli a Roma, considerato uno dei massimi esperti nazionali, e stanno organizzando una trasferta a Genova o Milano per sottoporsi alla “biopsia delle piccole fibre”, un esame neurologico fondamentale per spiegare i loro sintomi ma non disponibile in Sardegna. Nel frattempo, guardano anche a Cagliari, dove la Terapia del Dolore del San Giovanni di Dio ha aperto loro le porte per un primo consulto.
L’obiettivo è raggiungere i 4.500 euro necessari a coprire costi di voli, alloggio e visite specialistiche, spese insostenibili per le sole finanze della coppia. Gadau è netto: la fibromialgia non è una suggestione. “La scienza oggi dice che è una malattia biologica reale, con meccanismi neurologici precisi. Non è nella testa, è nel cervello, come il Parkinson. Chi dona sta dicendo a tutti i malati che la loro sofferenza merita di essere curata”.
La risposta arrivata da Oristano è stata significativa, ma il percorso per garantire ai due coniugi il diritto a una vita dignitosa è ancora lungo. Ogni contributo, anche minimo, rappresenta una speranza.
Giovedì, 19 marzo 2026