Casa di cura Madonna del Rimedio, il piccolo ampliamento passa in Consiglio dopo la rimozione degli abusi
26 Marzo 2026
L'aula ha riconosciuto l'interesse pubblico dell'opera

La Casa di cura Madonna del Rimedio
Oristano
L’aula ha riconosciuto l’interesse pubblico dell’opera
Via libera al piccolo ampliamento della Casa di cura Madonna del Rimedio di Oristano. Il Consiglio comunale ha approvato, con 14 voti favorevoli, una proposta di delibera di concessione del permesso di costruire in deroga.
A presentarla in aula è stato il sindaco Massimiliano Sanna (Riformatori Sardi). “Si tratta di una richiesta di permesso di costruire in deroga riguardante una realtà importante della nostra città, la Casa di cura Madonna del Rimedio. La società”, ha spiegato il primo cittadino di Oristano, “ha presentato tramite un procedimento Suape, attivato in conferenza di servizi, un progetto che prevede la manutenzione straordinaria e un limitato ampliamento dell’immobile in via Brunelleschi, con l’obiettivo di potenziare l’attività del laboratorio di analisi già presente nella struttura. L’intervento riguarda un immobile ricadente in zona B1 del Piano urbanistico comunale. Comporta una deroga di indice fondiario previsto dalle norme tecniche di attuazione. Si tratta di un incremento volumetrico molto contenuto, parliamo di circa 75 metri cubi, necessari per migliorare gli spazi destinati all’attività sanitaria. La normativa nazionale, all’articolo 14 del Testo unico dell’edilizia, prevede che il permesso di costruire in deroga possa essere autorizzato dal Consiglio comunale quando l’intervento riguarda edifici o attività di interesse pubblico”.
“Gli interventi”, ha proseguito il sindaco Sanna, “riguardano una rimodulazione dell’ingresso e degli spazi al piano rialzato, per migliorare l’organizzazione degli accessi e la gestione dei flussi degli utenti, un adeguamento limitato al piano seminterrato, connesso all’ampliamento superiore, e l’installazione di un nuovo impianto elevatore per migliorare l’accessibilità alla struttura e garantire una più completa eliminazione delle barriere architettoniche. Si tratta di un intervento che va nella direzione di rendere i servizi sanitari più accessibili, funzionali e meglio organizzati. Dal punto di vista urbanistico la deroga richiesta è molto contenuta e non altera in alcun modo gli equilibri urbanistici dell’area. L’intervento risulta inoltre compatibile con la previsione del Piano urbanistico comunale, ha già ottenuto il parere tecnico favorevole del Servizio di Edilizia privata, nell’ambito del procedimento istruttorio svolto tramite la conferenza di servizi. La delibera che si propone al Consiglio non autorizza direttamente l’intervento edilizio, ma riconosce l’interesse pubblico dell’opera e consente agli uffici di rilasciare il permesso di costruire in deroga nel rispetto di tutte le prescrizioni tecniche, sanitarie e normative previste”.
Dopo l’intervento del sindaco Sanna ha preso la parola il presidente della Commissione Urbanistica, Fulvio Deriu (FdI): “La Commissione Urbanistica ha esitato questo punto con due voti a favore e due astenuti. Questa proposta in realtà non era nuova alla Commissione. Si è trattato, infatti, di un secondo passaggio. La prima proposta, la n°76 del 2025, era stata cassata dalla Commissione e rinviata agli uffici perché l’intervento da assoggettarsi a deroga risultava già realizzato. Per questo motivo gli uffici si sono immediatamente adoperati e il proponente ha provveduto a rimuovere l’illecito edilizio realizzato. Inoltre, gli uffici hanno rilevato alcune criticità rispetto al titolo originario, per il quale è stato rilasciato un accertamento di conformità. A seguito dell’accertamento, poi, è stata riformulata la proposta, che chiaramente riduce la concessione in deroga rispetto al precedente progetto. Infatti siamo passati da 83,90 metri cubi agli attuali 75,44”.
Ha sollevato alcune perplessità il consigliere Giuliano Uras (Oristano al Centro). “Premettendo che voterò a favore”, ha detto, “mi vengono alcuni dubbi. Quando è stato verificato che colui che chiedeva il titolo avesse già realizzato l’opera, anche se poi prontamente abbattuta? È stata la Commissione a rendersene conto o gli uffici? Eventualmente, la Commissione lo ha comunicato agli uffici, che sono prontamente intervenuti? Benché il titolare abbia rimosso i lavori abusivi, gli è stata comminata un’ammenda dal punto di vista amministrativo? Di che entità? Quando si fanno deroghe di questa natura, per un utilizzo pubblico, è chiaro che questo è vincolante. Qualora un domani i proprietari della clinica volessero vendere quel palazzo in appartamenti ci ritroveremmo nella stessa fattispecie del Cama Hotel. Questo non sarà possibile”.
A rispondere è stata la dirigente del Settore Sviluppo del territorio, Sara Angius. “L’abuso”, ha chiarito, “è emerso durante la Commissione Urbanistica. È circolata tra i commissari una fotografia dello stato dell’edificio in quel momento. L’ufficio si è limitato a fare le verifiche nel momento in cui è stata presentata la pratica. Ricordo che prima di arrivare in Commissione lo sportello Suape ha attivato una conferenza di servizi alla quale ha partecipato sia il Servizio di Edilizia privata che la Asl. Queste opere aggiuntive sono state fatte nel frangente successivo alla presentazione della pratica. In fase di istruttoria acquisiamo la documentazione fotografica attestante lo stato dell’immobile in quel momento. Abbiamo informato il proprietario, che ha rimosso le opere abusive, per cui non è stato necessario emettere alcuna ordinanza di demolizione. Nel momento in cui il titolare ha rimosso le opere, poi, si è determinata una situazione di non conformità rispetto al titolo edilizio rilasciato. Gli è stata comminata una sanzione”.
Giovedì, 26 marzo 2026