Buche, erbacce e rattoppi nei marciapiedi cittadini: nuovo attacco di “Oristano al Centro”
18 Marzo 2026
Nuova interpellanza degli ex alleati di maggioranza: "Città indegna degli standard minimi di vivibilità"

Marciapiede in via Campanelli
Oristano
Nuova interpellanza degli ex alleati di maggioranza: “Città indegna degli standard minimi di vivibilità”
Buche, cedimenti, vegetazione invadente e “toppe” improvvisate. È questa la fotografia impietosa dei marciapiedi di Oristano scattata dal gruppo consiliare “Oristano al Centro”. I consiglieri Giuliano Uras e Roberto Pisanu, passati recentemente dai banchi della maggioranza a quelli della minoranza, hanno depositato l’ennesima interpellanza urgente, trasformando lo stato delle manutenzioni cittadine in un terreno di scontro politico frontale.
Secondo il documento presentato, la situazione avrebbe superato il “livello di tollerabilità”. Le criticità non sono isolate, ma diffuse a macchia d’olio. I consiglieri elencano una serie di “punti neri” che i cittadini conoscono fin troppo bene: via Campanelli, via Lupati, via Loffredo, via Tazzoli e via Buonarroti.
Il caso più eclatante viene però segnalato a Donigala, in via Nuova: qui il marciapiede è descritto come un fantasma, parzialmente inesistente o talmente degradato da costringere i pedoni a camminare direttamente sulla carreggiata, sfidando il traffico e il rischio di investimenti.
L’attacco dei consiglieri si fa ancora più duro quando tocca la gestione dei fondi pubblici. Sotto la lente d’ingrandimento finisce il progetto “Oristano Est”.
“In via Buonarroti”, denunciano Uras e Pisanu, “sono stati realizzati interventi parziali e illogici: si è aperta la strada che congiunge via Buonarroti a via Raffaello, ma si sono ignorati proprio i tratti di marciapiede fatiscenti davanti alle abitazioni”.
Secondo il gruppo, esisterebbe un avanzo di amministrazione derivante proprio dal progetto Oristano Est che potrebbe (e dovrebbe) essere utilizzato immediatamente per sanare queste ferite urbane.
Oltre al decoro, c’è il tema della sicurezza e dei costi legali. Un marciapiede dissestato non è solo brutto: è una trappola. Il Comune, ricordano i firmatari, è costretto ogni anno a pagare risarcimenti per cadute e incidenti. Una gestione “disorganica e inefficace” che si traduce in un esborso di denaro pubblico che potrebbe essere investito preventivamente nelle manutenzioni.
L’interpellanza si chiude con una serie di quesiti provocatori rivolti al sindaco e all’assessore ai Lavori Pubblici: i consiglieri chiedono se gli amministratori abbiano mai fatto un giro a piedi nei quartieri e nelle frazioni, tempi certi e risorse stanziate nel nuovo Bilancio e il conto esatto delle somme liquidate per i risarcimenti danni negli ultimi anni.
Oristano, concludono i consiglieri, è diventata una città “indegna degli standard minimi di vivibilità”.
Mercoledì, 18 marzo 2026


