Brevetti professionalizzanti per 50 detenuti: scuola e volontariato insieme con il progetto “Salva un cuore”
10 Marzo 2026
Iniziativa promossa alla casa di reclusione di Massama dal Cpia 4 in collaborazione con Re-Heart e l’associazione Vida

La casa di reclusione di Massama
Massama
Iniziativa promossa alla casa di reclusione di Massama dal Cpia 4 in collaborazione con Re-Heart e l’associazione Vida
Prenderà ufficialmente il via domani, mercoledì 11 marzo, il nuovo progetto formativo “Salva un cuore” promosso dal Cpia 4 di Oristano rivolto a 50 detenuti della casa di reclusione di Massama. L’iniziativa nasce su proposta del professore Gian Mario Dettori, docente del Cpia, referente presso la casa di reclusione, con l’obiettivo di ampliare l’offerta formativa destinata agli studenti detenuti attraverso il conseguimento di brevetti professionalizzanti spendibili nel mondo del lavoro.
Il progetto ha preso forma grazie alla collaborazione con l’associazione ed ente di formazione Re-Heart, di cui lo stesso Dettori fa parte in qualità di istruttore. L’associazione ha messo a disposizione 50 brevetti, donandoli integralmente per la realizzazione dell’intervento. Un gesto concreto di sostegno che consentirà ai partecipanti di ottenere certificazioni aggiuntive rispetto ai titoli di studio già conseguibili attraverso i percorsi scolastici attivi presso la casa di reclusione.
Per l’espletamento dei corsi, Dettori ha inoltre coinvolto altri istruttori Re-Heart, a loro volta volontari dell’associazione Vida di Oristano, creando una rete virtuosa tra scuola, casa di reclusione, formazione e volontariato.
Il percorso sarà articolato in diversi incontri formativi che coinvolgeranno i detenuti per l’intera giornata, con attività teoriche e pratiche. Tra gli obiettivi principali vi è quello di fornire competenze concrete e immediatamente spendibili in ambito lavorativo una volta concluso il periodo di reclusione, ma anche di trasmettere conoscenze fondamentali per intervenire in caso di arresto cardiaco e di disostruzione delle vie aeree, abilità che possono fare la differenza in situazioni di emergenza.
“Questo potrebbe essere il primo brevetto sperimentale di non poca utilità”, ha dichiarato Gian Mario Dettori. “Siamo pronti per aprire le strade a una serie di corsi di formazione per ampliare il curriculum di competenze dei nostri studenti, affinché riescano a trovare lavoro immediatamente subito dopo la fine della pena. Cerchiamo di offrire opportunità di crescita e riscatto. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’istruzione possa diventare strumento di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale. Investire nella formazione significa investire nel futuro delle persone e della comunità”.
“Il progetto proposto è perfettamente in linea con il ruolo del Centro provinciale di istruzione degli adulti”, ha dichiarato la dirigente scolastica Carmensita Feltrin, “il Cpia 4 ha il compito principale di offrire occasioni di upskilling e reskilling per contribuire fattivamente all’innalzamento del livello di istruzione e formazione della popolazione adulta in chiave personale, lavorativa e sociale”.
“Siamo onorati di poter contribuire al primo intervento di questo progetto lungimirante”, ha detto il presidente dell’associazione Re-Heart, Marcello Cagnazzo. “Mettere a disposizione 50 brevetti significa credere nel valore della formazione come leva di cambiamento e offrire un’opportunità concreta a chi desidera costruire un nuovo percorso di vita”.
Il progetto rappresenta un importante esempio di collaborazione tra l’istituzione scolastica, la casa di reclusione, enti di formazione e associazioni del territorio, uniti dall’obiettivo comune di promuovere competenze, responsabilità e nuove prospettive occupazionali. L’avvio del primo incontro dell’11 marzo segna l’inizio di un percorso che ambisce a diventare modello replicabile e punto di riferimento per ulteriori iniziative formative all’interno del contesto penitenziario.
Martedì, 10 marzo 2026