Arrabbiarsi non significa essere cattive mamme: un incontro rompe il tabù
10 Marzo 2026
L'iniziativa rivolta a un gruppo di mutuo aiuto seguito dalla pediatra Maria Antonietta Grimaldi

Il gruppo di mutuo aiuto riunito in biblioteca
Oristano
L’iniziativa rivolta a un gruppo di mutuo aiuto seguito dalla pediatra Maria Antonietta Grimaldi
Quante volte una mamma deve fare i conti con gli scatti di rabbia? La stanchezza dopo una giornata di lavoro, i numerosi impegni da conciliare, i contrattempi da fronteggiare sono fra le cause di reazioni scomposte che tutte le mamme affrontano e che hanno come testimoni figli anche piccolissimi.
Momenti delicati, seguiti da sensi di colpa e dalla sensazione di avere causato dei traumi nei bimbi, spettatori degli sfoghi dei grandi. Un argomento importante ma ancora tabù e perciò poco affrontato, perché in contrasto con l’immagine della mamma e del genitore perfetto, fatta solo di amorevole pazienza e di accudimento.
A occuparsene è stata nei giorni scorsi la pediatra Maria Antonietta Grimaldi, che nei locali della biblioteca comunale di Oristano ha riunito le mamme che periodicamente si incontrano per scambiarsi pareri e consigli sulla gestione dei figli.
Un gruppo di mutuo aiuto che per l’occasione si è avvalso dell’intervento delle psicologhe Elena Pezzoli, psicoterapeuta di Bergamo, e Giulia Fiore, nonna e counsellor di Milano, entrambe allieve di Alba Marcoli, nota psicologa di origini oristanesi.
Le professioniste hanno spiegato come sentirsi ogni tanto stanche, giù di morale, incomprese, deluse, non all’altezza, e soprattutto arrabbiate, è normale e hanno anche fornito utili suggerimenti alle mamme in crisi perché guardino con ottimismo, forza e fiducia alle difficoltà che sembrano insormontabili e soprattutto che avere momenti di rabbia non significa essere cattive mamme.
Martedì, 10 marzo 2026