Sartiglia e Decreto Abodi, la minoranza attacca: “Giunta Sanna immobile, caos annunciato”
5 Febbraio 2026
L’opposizione denuncia l'incapacità di ottenere deroghe sui caschetti e l’azzardo morale della vendita dei biglietti: "Oristano umiliata"

Immagine d'archivio
Oristano
L’opposizione denuncia l’incapacità di ottenere deroghe sui caschetti e l’azzardo morale della vendita dei biglietti: “Oristano umiliata”
I consiglieri di opposizione del Comune di Oristano non usano giri di parole: parlano di “fallimento politico totale” nella gestione del Decreto Abodi, che impone nuovi standard di sicurezza per giostre e spettacoli equestri. Il nodo principale resta l’obbligo dei caschetti protettivi, incompatibili con maschere e costumi secolari della Sartiglia. Per i consiglieri, il silenzio della Giunta sui caschetti ha umiliato Oristano, mettendo a rischio l’integrità di una tradizione simbolo della città.
Secondo la minoranza, la Giunta avrebbe avuto tutto il tempo per intervenire. Il decreto è in vigore da marzo 2025 e, sostengono i consiglieri, era noto da mesi che le nuove regole avrebbero creato problemi seri per una giostra storica come quella oristanese. Eppure, accusano, non sarebbe stato aperto alcun tavolo tecnico con il Ministero dello Sport per ottenere deroghe o correttivi specifici.
Un’inerzia che, per l’opposizione, pesa ancora di più dal punto di vista politico: la Giunta Sanna è espressione dello stesso schieramento di centrodestra che guida il Governo nazionale. Un presunto “filo diretto” con Roma che, sempre secondo la minoranza, non avrebbe prodotto alcun risultato concreto. “Mesi persi”, scrivono, “per poi ridursi a elemosinare soluzioni d’urgenza a poche settimane dalla giostra”.
Il risultato, denunciano, è un clima di incertezza totale che rischia di colpire non solo la Sartiglia come evento identitario, ma anche l’economia cittadina.
Nel documento viene anche puntato il dito contro la vendita dei biglietti da parte della Fondazione Oristano: si starebbero incassando risorse senza la certezza su come – e se – la giostra potrà essere corsa nel rispetto delle nuove norme.
Un “azzardo morale”, lo definisce la minoranza, che potrebbe esporre l’ente a contenziosi e a una figuraccia di rilievo internazionale. Anche perché, nel frattempo, i costi sono già stati sostenuti: i Gremi hanno rispettato i loro impegni, i cavalieri hanno investito tempo e denaro, la macchina organizzativa è partita.
La domanda finale resta sospesa, ed è forse la più pesante: “chi pagherà il conto se la mediazione dell’ultimo minuto dovesse fallire?” Per i consiglieri firmatari – Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Massimiliano Daga, Maria Speranza Perra, Francesco Federico, Maria Obinu, Giuseppe Obinu e Umberto Marcoli – la risposta è chiara: manca una guida politica e qualcuno che si assuma la responsabilità di una situazione definita “senza precedenti nella storia recente della città”.
Giovedì, 5 febbraio 2025