L’uomo, il goleador, il mito: il Teatro Garau di Oristano celebra Gigi Riva
3 Febbraio 2026
Nel quarto appuntamento con il Cedac in scena il racconto dello scudetto e del ragazzo che scelse la Sardegna

Oristano
Nel quarto appuntamento con il Cedac in scena il racconto dello scudetto e del ragazzo che scelse la Sardegna
Omaggio a Gigi Riva nel quarto appuntamento con la rassegna teatrale del Cedac al teatro Garau di Oristano. Venerdì prossimo, 6 febbraio, andrà in scena lo spettacolo “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto”, uno spettacolo scritto diretto e interpretato da Alessandro Lay, ispirato alla figura e alle imprese del leggendario “Rombo di Tuono”.
Sul palco disegno luci e suono saranno a cura di Giovanni Schirru, progetto sonoro di Matteo Sanna, scenografie di Mario Madeddu, Marilena Pittiu, Matteo Sanna e Giovanni Schirru – produzione Cada Die Teatro.
È possibile acquistare i biglietti per assistere allo spettacolo al Garau su Vivaticket. Una parte dei tagliandi verrà però in vendita al botteghino del teatro. La biglietteria fisica aprirà soltanto il giorno della rappresentazione, dalle 18.30 alle 20.15. Il costo dei biglietti per la Platea è di 16 euro intero e 13 euro ridotto. In Galleria il costo del posto unico è di 12 euro.
“Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto”. Una pièce che intreccia cronache sportive e note autobiografiche, per raccontare attraverso gli occhi di un bambino una straordinaria epopea moderna: Gigi Riva, grande goleador e hombre vertical, con i suoi tiri potentissimi e pressoché imprendibili, per la nobiltà e coerenza delle sue scelte diventa il simbolo del riscatto di un’intera Isola. Alessandro Lay – attore, autore e regista – cita Pier Paolo Pasolini: «Il gioco del football è un “sistema di segni”; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale. La sintassi si esprime nella “partita”, che è un vero e proprio discorso drammatico – sostiene lo scrittore e poeta – .
Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico… Riva gioca un calcio in poesia». In una visione estetica dello sport, le gesta del fuoriclasse del pallone si trasfigurano in arte, incantano le platee: «Nel 1970, quando il Cagliari divenne campione d’Italia, io avevo 8 anni – rivela Alessandro Lay –. Non ricordo molto dello ‘scudetto’ ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, l’album della Panini e le partite ‘a figurine’… E ricordo un ragazzo schivo, a volte sorridente… che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…».
Martedì, 3 febbraio 2026