La crisi al Comune di Oristano, il sindaco Sanna: “Non mi dimetto”
19 Febbraio 2026
Stasera dibattito in Consiglio comunale: salta ancora la discussione sul Bilancio

Oristano
Stasera dibattito in Consiglio comunale: salta ancora la discussione sul Bilancio
Il sindaco non si dimette: “Ci sono i presupposti per andare avanti”. Massimiliano Sanna lo ha ribadito stasera in Consiglio comunale, chiudendo il dibattito lampo sulla crisi della maggioranza di centrodestra, certificata dai banchi vuoti. All’appello mancavano infatti i consiglieri di maggioranza Fulvio Deriu, Davide Tatti, Antonio Iatalese, Vincenzo Pecoraro, Pino Carboni e Giulia Solinas. Un’assenza pesante che ha fatto saltare la discussione del bilancio, trasformando la seduta — richiesta con urgenza dalle opposizioni — in un puro scontro politico sulla tenuta della giunta.
“Ci sono dei problemi, è innegabile, ma li affronteremo anche questa volta”, ha detto Sanna. “Se mi renderò conto che non ci sono più le condizioni, prenderò le mie decisioni. Ma a differenza di altri, io agisco con un profondo senso di responsabilità verso le istituzioni e la comunità”.
Il sindaco ha poi difeso i risultati raggiunti dalla sua giunta, smentendo la narrazione di un’amministrazione paralizzata: “Non è vero che non abbiamo lavorato. Sento molti cittadini che sono contenti del nostro operato e del coraggio che abbiamo dimostrato. Sono l’unico sindaco che ha istituito una giornata fissa dedicata esclusivamente all’ascolto dei cittadini: un segnale di apertura che rivendico con orgoglio”.
Sulla tenuta della coalizione, Sanna è stato netto: “Per restare così, in uno stato di stallo, sarebbe meglio andare a casa. Invece no, bisogna avere il coraggio di andare avanti. Se c’è qualcosa da rivedere, lo faremo, questo non è un problema, ma il nostro dovere è agire per il bene della città”.
La chiusura è stata una sfida aperta ai suoi detrattori, interni ed esterni: “Andrò sempre a testa alta, sono orgoglioso di essere il sindaco della città di Elenora. Non mi vergogno di quello che ho fatto, perché ogni scelta è stata compiuta nell’interesse di Oristano. Lotterò fino alla fine. Io sono qua per amministrare”.
La discussione era stata aperta dal consigliere Francesco Federico, che ha parlato di una “giornata triste”: “Chi ama Oristano non può non accorgersi di quanto sia umiliata da un’amministrazione senza idee, caratterizzata da prepotenza e inadeguatezza”.
Francesca Marchi ha rincarato la dose: “Oggi dovevamo discutere l’atto politico più importante, invece assistiamo all’ennesima puntata di un baratro che dura da quattro anni. Il Sindaco è commissariato dai suoi stessi partiti”.
Giuseppe Obinu, richiamando l’eredità storica di Eleonora d’Arborea, ha chiesto esplicitamente le dimissioni di Sanna, mentre Carla della Volpe ha invocato un atto di responsabilità: “Siamo in esercizio provvisorio da un mese e mezzo. Basta nascondersi, questa esperienza è fallimentare”.
Dura anche Maria Obinu: “Il sindaco è un vaso di coccio tra vasi di acciaio. È mancato il coraggio di amministrare: torniamo alle urne”.
Il malumore non ha risparmiato i banchi della maggioranza, dove i segnali di cedimento sono evidenti. Paolo Angioi ha parlato apertamente di “agonia”, chiedendo una risoluzione netta o il ritorno al voto: “Le critiche della maggioranza dovrebbero far male più di quelle dell’opposizione”.
Ancora più amaro il commento di Sergio Locci, spesso ago della bilancia in favore dell’esecutivo: “In politica non c’è nulla di peggio che morire poco alla volta. Se fossi stato nel sindaco, per dignità, avrei staccato la spina molto prima”. Anche per il consigliere Umberto Marcoli, l’amministrazione si è limitata a una “rappresentazione teatrale” portando avanti solo l’ordinaria amministrazione.
In un clima di disfatta, solo pochi hanno tentato di fare scudo al primo cittadino. Roberto Pisanu ha puntato il dito contro i franchi tiratori: “Sembra che la colpa sia solo del sindaco, ma ho visto persone agire esclusivamente per interessi personali”. Gianfranco Porcu ha infine richiamato tutti alla responsabilità, ammettendo però l’errore tattico: “Abbiamo servito le osservazioni della minoranza su un piatto d’argento”.
L’intervento di Giuliano Uras ha allargato il campo oltre la cronaca odierna per toccare i mali atavici della politica oristanese. “Questo problema ha gambe lunghe”, ha esordito Uras. “Oristano non ha mai avuto due legislature consecutive con la stessa guida, ed è colpa della nostra incapacità di fare squadra. È una deriva figlia di personalismi estremi, del gioco dello ‘spostati tu che mi ci metto io'”.
Secondo il consigliere, è necessaria un’analisi seria che prescinda dai colori politici: “Destra e sinistra devono guardarsi in faccia: l’instabilità è diventata un marchio di fabbrica che blocca la città”.
Con il bilancio ritirato e i lavori d’aula paralizzati, Oristano resta sospesa in un limbo amministrativo.
Giovedì, 19 febbraio 2026
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Commenti
E non c’è nemmeno ferragosto stavolta che può andarsene al mare e riaprire la bottega a settembre…che tristezza e che vergogna…basta guardare com’è ridotta la città