Il mondo in un corridoio: l’Assemblea del De Castro abbatte i confini – Foto
10 Febbraio 2026
Niente lezioni, ma un’impresa collettiva: gli studenti trasformano il liceo in un atlante vivente fatto di sapori, culture e cooperazione

Oristano
Niente lezioni, ma un’impresa collettiva: gli studenti trasformano il liceo in un atlante vivente fatto di sapori, culture e cooperazione
Per un giorno il Liceo Classico De Castro ha sospeso interrogazioni e verifiche per dedicarsi a un’impresa ben più ambiziosa: condensare il mondo intero nei propri corridoi. L’Assemblea delle Nazioni ha trasformato le classi in delegazioni culturali, ciascuna impegnata a rappresentare un Paese non con discorsi solenni, ma con studio, costumi, cucina e una sorprendente organizzazione.
Dietro ogni stand non c’erano catering improvvisati, ma pomeriggi trascorsi a casa, tra ricette, gruppi WhatsApp incandescenti e tentativi culinari più o meno ortodossi. Il risultato? Un percorso internazionale in cui si poteva viaggiare senza uscire dall’edificio, guidati da musica in sottofondo e profumi che attraversavano le scale meglio di qualsiasi annuncio scolastico.
La Turchia ha portato spezie e dolci al miele, la Grecia richiami all’antico e sapori mediterranei che avrebbero fatto sorridere Omero. Il Messico ha colorato tutto con energia e piatti vivaci; la Spagna ha mescolato tradizione e festa; il Marocco ha diffuso aromi caldi e atmosfere da souk. Dal Brasile arrivavano ritmo e convivialità, mentre gli Stati Uniti oscillavano tra icone pop e grandi classici culinari.
L’Italia, padrone di casa, ha giocato in casa ma senza sconti; il Canada ha alternato suggestioni nordiche e spirito accogliente; Hawaii ha portato un’idea di oceano e leggerezza che strideva piacevolmente con le interrogazioni del giorno prima. Cina e Giappone hanno curato con attenzione estetica e simboli, tra tradizioni millenarie e dettagli raffinati. Argentina e Irlanda hanno raccontato storie di emigrazione e musica; l’Inghilterra ha sfoggiato eleganza e ironia; la Francia, inevitabilmente, ha puntato su gusto e raffinatezza.
Anziché una sfilata di stereotipi, è stata un’occasione per capire quanto dietro ogni bandiera ci sia un intreccio di storia, abitudini e memoria. E forse il dato più interessante non è stato il successo degli assaggi, ma il modo in cui le classi hanno lavorato: organizzandosi, dividendosi i compiti, coordinandosi fuori dall’orario scolastico.
In un liceo dove si studiano le civiltà del passato, per un giorno si è costruita una comunità internazionale concreta, fatta di mani infarinate e playlist condivise.
Per qualche ora, il De Castro non è stato soltanto un edificio scolastico, ma un atlante in movimento. E tra un assaggio e una spiegazione storica, si è scoperto che la distanza tra Oristano e il resto del mondo è sorprendentemente breve: basta attraversare un corridoio. [Eleonora Statzu]
Martedì, 10 febbraio 2026



