Dieci chilometri insieme: Nicola Marras spinge il sogno di Etto alla Mezza Maratona di Oristano
19 Febbraio 2026
Domenica il debutto del progetto "CorrEtto": una speciale carrozzina da corsa per abbattere le barriere e dimostrare che nessun traguardo è precluso

Nicola Marras ed Etto
Oristano
Domenica il debutto del progetto “CorrEtto”: una speciale carrozzina da corsa per abbattere le barriere e dimostrare che nessun traguardo è precluso
Una carrozzina speciale, progettata per correre, e un sogno che prende forma lungo le strade della città. Domenica prossima, alla Mezza Maratona di Oristano, ci sarà anche una partecipazione fuori dall’ordinario: quella del personal trainer oristanese Nicola Marras, già protagonista di imprese solidali alla maratona di New York, insieme a Etto, cagliaritano di 15 anni, affetto da tetraplegia, pronti a percorrere i 10 chilometri del tracciato.
Un progetto che nasce da lontano e che intreccia sport, solidarietà e determinazione. “Sono stato contattato dalla mamma per capire se Etto – che conosco da quando aveva 4-5 anni – potesse venire con me a New York, in uno dei viaggi che coordino, ma per diverse vicissitudini non è stato possibile”, racconta Marras. “Da lì è nata l’idea di portarlo a una maratona. Nel 2024, prendendo parte a quella di New York, abbiamo raccolto i fondi per l’acquisto della sedia, che non abbiamo però potuto utilizzare per problemi logistici”
Poi, nei mesi scorsi, la svolta. “Etto dopo una operazione, a novembre 2025 ha avuto l’ok dei medici a poter partecipare alle gare e così abbiamo deciso di cominciare dalla Mezza Maratona di Oristano”, spiega ancora Marras.
I due prenderanno parte alla gara dei 10 chilometri, con l’obiettivo di essere ammessi alla prova competitiva. “Speriamo che i giudici ci accordino questa possibilità”, sottolinea il trainer. “Vogliamo fare da precursori: Etto ha già gareggiato altrove, ma in Sardegna siamo tra i primi a proporre un’integrazione di questo tipo”.
La carrozzina utilizzata è stata realizzata da una ditta specializzata: tre ruote, due laterali sottili come quelle delle biciclette da corsa e una centrale, con manubrio e sistema frenante, pensata per affrontare la strada in sicurezza e con velocità.
Lo sguardo, però, è già proiettato oltre. “La speranza è di poter realizzare il suo sogno di correre la Maratona di New York nei prossimi anni”, aggiunge Marras, che al termine della gara di domenica donerà la sedia alla Croce Rossa, perché possa metterla a disposizione di chi desidera vivere la stessa esperienza, permettendo anche ad altri ragazzi di mettersi alla prova e sentirsi parte della corsa.
Un progetto che ha anche un nome: CorrEtto, un gioco di parole che racchiude l’identità e l’obiettivo dell’iniziativa. L’invito è rivolto a tutti. “Sarebbe bello vedere gli spettatori sugli spalti con in mano un foglio A4 con la scritta CORRETTO, sarebbe un modo per far vedere che c’è qualcuno per lui, che sostiene la causa: dimostrare che i limiti possono essere superati, insieme”.
“Arriviamo al traguardo impennando”, ha detto Etto al suo accompagnatore. E anche se le ruote dovessero restare saldamente a terra, quella di domenica sarà comunque un’ascesa trionfale. Perché quando taglieranno il nastro dei 10 chilometri, il cronometro non conterà nulla: quel traguardo avrà già il sapore di una grande vittoria, da festeggiare, magari con il boato di una città che celebra chi non si arrende.
Giovedì, 19 febbraio 2026