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Tharros rivive a Oristano: inaugurata la mostra “Time Upon Time” – Foto e video

17 Gennaio 2026

Al Museo Diocesano, il viaggio nel tempo che racconta l’antica città punico-romana

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Tharros rivive a Oristano: inaugurata la mostra “Time Upon Time” – Foto e video

Il pubblico presente in sala per l'inaugurazione della mostra

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Oristano

Al Museo Diocesano, il viaggio nel tempo che racconta l’antica città punico-romana

È stata inaugurata questa mattina, presso gli spazi del Museo Diocesano Arborense di Oristano, la mostra Tharros. Time Upon Time.

L’evento, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e l’Arcidiocesi di Oristano, segna un momento fondamentale per la valorizzazione del patrimonio archeologico del Sinis, portando nel cuore del capoluogo la storia millenaria della città antica. Un viaggio che attraversa venti secoli di storia.

Il progetto espositivo, finanziato dalla Regione Sardegna, propone un’immersione totale nella vita di Tharros, dalle fasi che precedono la fondazione della città fino all’età tardoantica (dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C.). Attraverso un allestimento che unisce rigore scientifico e suggestioni multimediali, i visitatori possono ammirare oggetti e strumenti di lavoro che raccontano la quotidianità delle persone che hanno abitato la città. Video-finestre e paesaggi sonori rendono il tempo una “materia onirica” integrando reperti fisici e ricostruzioni digitali. Infine, una fitta documentazione storica come omaggio a generazioni di studiosi che hanno documentato il sito e interpretato il sito.

“Ricordiamoci quanto la conoscenza del passato sia essenziale per comprendere il presente e per costruire un futuro consapevole per la nostra comunità – ha esordito Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano – Quello che inauguriamo oggi non è una semplice mostra, ma un percorso espositivo che ci consegna le chiavi di un tempo che non abbiamo mai vissuto, ma che possiamo esplorare attraverso i cinque sensi. Conoscere la lunga vicenda storica di Tharros – continua l’Arcivescovo – ci permette di renderci consapevoli delle stratificazioni di vita, di lavoro, di relazioni e di senso, che chiedono ancora oggi di essere ascoltate e custodite. In questo dialogo tra passato e presente, il patrimonio diventa spazio di responsabilità per essere custodito, messo a disposizione, condiviso, e stimolo a costruire uno sguardo più consapevole sul futuro delle nostre comunità.”

“Questa iniziativa – sottolinea Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama Muroni – rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di consolidamento del legame tra le istituzioni e il territorio. Portare “il cuore della storia di Tharros” al di fuori dei suoi confini naturali per accoglierlo in uno spazio prestigioso come il Museo Diocesano, significa rendere il nostro patrimonio un bene vivo, dinamico e, soprattutto, accessibile. La collaborazione – prosegue Muroni – dimostra che quando Musei e Fondazioni dialogano, l’impatto culturale si moltiplica a favore di un’offerta turistica e scientifica di respiro internazionale. Creare un percorso in cui i reperti di Tharros vengono strutturati attraverso un filo rosso che ne lega la narrazione, e messi a disposizione di un pubblico più ampio, è un modo per rafforzare la consapevolezza storica della comunità locale e stimolare la curiosità dei visitatori.”

“Il titolo che abbiamo dato all’esposizione ‘Tharros. Time Upon Time’ non è solo un riferimento cronologico, ma una dichiarazione scientifica d’intenti. – ha spiegato Luca Cheri, direttore scientifico della Fondazione e curatore della mostra – Dobbiamo cercare di immaginare la storia non come una linea retta, bensì accoglierla come una serie di esperienze che si sovrappongono. A Tharros, ogni epoca si è costruita sopra la precedente, in un’armonica danza culturale di civiltà che hanno lasciato il proprio segno archeologico, ancora oggi ben visibile per chi si accinge a visitarla. Questo rende il sito un vero e proprio “organismo vivo”: una creatura che respira attraverso i secoli e che, grazie alle nuove campagne di scavo e alla ricerca costante, continua a mutare forma e a restituire frammenti di vita. La mostra vuole offrire al visitatore la possibilità di approfondire questa stratigrafia, rendendo visibile ciò che oggi possiamo solo immaginare: i semplici gesti della vita quotidiana, per esempio.”

Per Silvia Oppo, direttrice del Museo Diocesano Arborense di Oristano, la mostra rappresenta una straordinaria occasione di sintesi culturale. “Siamo molto contenti di accogliervi per l’inaugurazione di questa mostra, che parla di noi, parla di ciò che siamo stati e dunque di ciò che ancora siamo, della nostra storia e della nostra identità – afferma la direttrice – Il Museo diocesano in questi anni di intensa attività ha consolidato un ruolo significativo nel panorama museale regionale. Ha sempre ascoltato, prodotto e accolto, una formula che parla di valori che ci distinguono data la nostra specifica vocazione. Dunque, ancora una volta, oggi insieme e grazie alla Fondazione Mont’e Prama, offriamo alla comunità sarda e ai visitatori un pezzo della nostra casa della nostra identità: Tharros, luogo simbolo che continua ancora oggi, in parte, a raccontare chi siamo.”

“È un grande piacere ed un grande onore essere qui con voi oggi, per celebrare ed evidenziare l’identità culturale che Tharros rappresenta per tutto noi sardi – ci tiene a dire Stefano Spada, segretario particolare del vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni – ma soprattutto in proiezione futura, perché questo per noi rappresenta un’importante opportunità per una crescita del turismo culturale che può attirare nei nostri territori durante tutte le stagioni.”

La mostra si articola in due sezioni principali:

  • Tharros fra storia e archeologia: dedicata alla riscoperta moderna del sito e ai metodi di indagine archeologica.
  • Tharros. La città vecchia: un focus sulla dimensione umana, il lavoro, il gioco e l’importanza del porto come crocevia di scambi nel Mediterraneo.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno presso il Museo Diocesano, offrendo un dialogo costante tra le collezioni permanenti e i preziosi prestiti archeologici.

Tharros. Time Upon Time la mostra temporanea al Museo Diocesano di Oristano è un’iniziativa della Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con l’Arcidiocesi di Oristano. A cura di Nicoletta Camedda, Luca Cheri, Maria Mureddu, Silvia Oppo, Ilaria Orri e Viviana Pinna.

Dal prossimo 20 gennaio il Museo Diocesano Arborense aprirà dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il costo del biglietto intero è 7 euro, mentre il ridotto (per bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, per gli studenti fino a 25 anni, per gli over 65 e i gruppi con almeno 15 persone) costa 6 euro. Le scolaresche, invece, pagano 4 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni, per i sacerdoti, le religiose e i religiosi e le guide turistiche.

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Al Museo Diocesano l’inaugurazione della mostra su Tharros

Sabato, 17 gennaio 2026

Redazione2
17 Gennaio 2026

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