“Sartiglia e Carrela sono Carnevale, irrispettoso paragonarle all’Ardia”
30 Gennaio 2026
Intervento del sindaco di Sedilo Salvatore Pes: "Piuttosto accostatele a Sa cursa ’e su puddu"

Salvatore Pes
Sedilo
Intervento del sindaco di Sedilo Salvatore Pes: “Piuttosto accostatele a Sa cursa ’e su puddu”
È un abbinamento che il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, definisce senza mezzi termini “irrispettoso” quello tra l’Ardia di San Costantino e le manifestazioni carnevalesche. Una presa di posizione netta, che nasce nel pieno del dibattito acceso dal Decreto 8 gennaio 2025, il cosiddetto Decreto Abodi, e dalle sue interpretazioni in vista del Carnevale.
“Come amministrazione comunale di Sedilo siamo rimasti particolarmente e negativamente colpiti dall’abbinamento irrispettoso dell’Ardia di San Costantino alle varie manifestazioni carnevalesche, tra tutte la Sartiglia o Sa carrela ’e nanti“, scrive il sindaco. Un accostamento che definisce innaturale e che, sottolinea, “nega l’evidenza storica e la palese diversità della nostra Ardia rispetto alle altre manifestazioni che vedono coinvolti cavalli e cavalieri”.
Nel suo intervento Pes chiarisce che, se si vuole operare una comparazione corretta tra manifestazioni identitarie della tradizione sarda, Sedilo può semmai essere presa in considerazione per Sa cursa ’e su puddu”. Si tratta, spiega, “di un antico rito carnevalesco con forte carattere propiziatorio-esorcistico e contemporaneamente penitenziale ed espiazione”, nel quale “i cavalieri mascherati a cavallo corrono al galoppo e cercano di afferrare le galline appese su una corda tesa tra due pali”. Una manifestazione che, per il 2026, “si svolgerà domenica 15 febbraio come da tradizione e soprattutto senza elementi caratterizzati da novità imposte dall’alto ma nel pieno rispetto delle regole”.
L’intervento del sindaco si inserisce in un contesto che giudica sempre più confuso. “Il Decreto Abodi, in questo periodo che precede il Carnevale, è diventato una specie di frullatore che coagula le più disparate interpretazioni”, scrive, coinvolgendo “una moltitudine di attori con sapienze giuridiche, organizzative, identitarie e perché no?… archeologiche”. Un confronto che, osserva, vede in prima linea amministrazioni comunali ed enti organizzatori delle manifestazioni carnevalesche.
Secondo Pes, il decreto viene “sottoposto alle più disparate torture, frantumato, slegato, disarticolato”, soprattutto per quanto riguarda “l’esatta interpretazione dell’articolo 3, comma 1”, relativo alle “tradizioni, usi e consuetudini locali” che condizionano il modo di operare delle manifestazioni.
“Sembra di assistere all’esecuzione di un’opera buffa”, rincara il sindaco, “dove gli attori interessati, con grande confusione di idee, cercano di evitare o di deviare la mela avvelenata”. In questo contesto, aggiunge, “i Comuni interessati tirano fuori i più svariati concetti sulla tradizione rispolverando su connotu, fatti e antefatti su ciò che è stato ed è impensabile variare”, finendo per “mischiare in modo acritico, appiattendole, tutte le tradizioni, quelle sacre e quelle profane, in una sorta di giovedì grasso e di venerdì santo”.
A ribadire la distanza dell’Ardia da questo schema è lo stesso Pes nella parte conclusiva del suo intervento. “L’Ardia (ma più in generale tutte le Ardie), e non siamo solo noi a dirlo, è un unicum nel panorama sardo”, scrive. “Non è solo dei sedilesi ma appartiene al patrimonio culturale immateriale di tutta la Sardegna”. Un rito che definisce “un atto incontestabile di vera fede, come affermava anche Padre Manzella», in cui «cavallo e cavaliere si abbinano in un unico ideale”.
“Un valore identitario da salvaguardare e non da snaturare”, conclude il sindaco, “un rito dove forma e sostanza non possono essere modificate”. Da qui l’appello finale: “Chiediamo perciò alle istituzioni coinvolte, ma più in generale a tutti, maggiore rispetto della verità storica della nostra Ardia”.
In seguito alla pubblicazione di questo articolo, il sindaco di Sedilo Salvatore Pes ha ritenuto di dover intervenire per meglio precisare il significato della sua presa di posizione, non condividendo la titolazione data dalla redazione.
Di seguito pubblichiamo il suo intervento:
Gentile Redazione,
con la presente desidero sottoporre alla Vostra attenzione un chiarimento in merito all’articolo pubblicato sul Vostro canale LinkOristano in data odierna, dal titolo Tradizioni “Sartiglia e Carrela sono Carnevale, irrispettoso paragonarle all’Ardia”.
Pur riconoscendo la correttezza dei contenuti espressi nel testo, ritengo che il titolo scelto risulti fuorviante e pericoloso, in quanto induce il lettore a un’interpretazione che non rispecchia il significato e le finalità dell’articolo stesso. In particolare, il titolo sembra suggerire una contrapposizione tra le comunità interessate, mentre nel corpo dell’articolo viene in realtà evidenziato che l’ormai famoso “Decreto Abodi” sta condizionando le nostre comunità, la nostra cultura, la nostra identità e le nostre tradizioni. Ribadisco inoltre, che non è corretto confrontare manifestazioni diverse e farne un caso unico, proprio per rispetto delle molteplici manifestazioni; ovviamente questo vale in entrambi i sensi.
Questa discrepanza tra titolo e contenuto può generare equivoci e una comprensione non corretta del messaggio che si intendeva comunicare. Per tale motivo ho ritenuto opportuno fornire questo chiarimento, nell’ottica di una comunicazione il più possibile accurata e trasparente. Questo è il momento di stare tutti uniti e remare nella stessa direzione, perché si sta mettendo in discussione la cultura, la storia, l’identità e le origine del popolo sardo e delle nostre comunità.
Ringraziando per l’attenzione, resto a disposizione per eventuali ulteriori precisazioni.
Cordiali saluti
Salvatore Pes
Venerdì, 30 gennaio 2026