Ninni Bruschetta, Greg e Fabrizio Colica a Oristano con la commedia nera “A Mirror”
7 Gennaio 2026
Sul palco del Garau nuovo appuntamento con la rassegna del Cedac

Ninni Bruschetta e Greg | Foto da cedacsardegna.it
Oristano
Sul palco del Garau nuovo appuntamento con la rassegna del Cedac
Al teatro Garau di Oristano arrivano Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu con “A Mirror. Uno spettacolo falso e non autorizzato”, coinvolgente commedia nera contro la censura, di Sam Holcroft (per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay). L’appuntamento è per lunedì prossimo, 12 gennaio, alle 20.30.
Le musiche sono di Mario Incudine e disegno luci di Sofia Xella, per la regia di Giancarlo Nicoletti (che firma anche la traduzione italiana, con aiuto regista Giuditta Vasile), con scene di Alessandro Chiti e costumi di Giulia Pagliarulo. Lo spettacolo è coprodotto da Altra Scena e Viola Produzioni / Centro di Produzione Teatrale.
La pièce debutta in prima regionale oggi, mercoledì 7 gennaio, alle 21 al teatro comunale di San Gavino Monreale, per approdare giovedì 8 gennaio alle 21 all’Auditorium Multidisciplinare di Arzachena (in collaborazione con Deamater), venerdì 9 gennaio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, sabato 10 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Comunale di Dorgali, domenica 11 gennaio alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia e infine lunedì 12 gennaio a Oristano.
È possibile acquistare i biglietti per assistere allo spettacolo al Garau su Vivaticket. Una parte dei tagliandi verrà però messa in vendita al botteghino del teatro. La biglietteria fisica aprirà soltanto il giorno della rappresentazione, dalle 18.30 alle 20.15.
A Oristano lo spettacolo “A Mirror. Uno spettacolo falso e non autorizzato”
Una pièce divertente su temi “spinosi” e attuali come la libertà d’espressione e l’autoritarismo, in cui una festa di nozze diventa l’espediente per realizzare uno spettacolo in un (immaginario) stato totalitario dove ogni rappresentazione teatrale deve superare il vaglio della censura di regime: gli “invitati” che formano il pubblico sono quindi testimoni e complici di un’azione “sovversiva”, una rivolta silenziosa contro il potere.
“A Mirror. Uno spettacolo falso e non autorizzato” sbarca in Sardegna sotto le insegne del Cedac per un’intensa tournée, con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e dei Comuni aderenti al Circuito – tra cui Oristano – e con il contributo della Fondazione di Sardegna. Lo spettacolo è “un elettrizzante thriller dark ad alto tasso di ironia e adrenalina, in cui nulla è come sembra” e l’annunciato matrimonio di Nina e Leo si trasforma in un atto “politico”, sul filo della suspense, tra continui ribaltamenti di ruolo e colpi di scena, mentre “le forze dell’ordine attendono in agguato, riducendo sempre più la distanza fra lo spazio dietro le quinte ed il palcoscenico, in un crescendo di suspense in cui si attendono da un momento all’altro un’irruzione e la conclusione della recita”. Sul palco, specchio di una società ormai lontana dai principi e dalle forme di una moderna democrazia, gli artisti cercano di far sentire la loro voce, coinvolgendo gli spettatori in una situazione ad alto rischio, con un finale tutto da scoprire.
“A Mirror. Uno spettacolo falso e non autorizzato” suggerisce, attraverso un intrigante gioco meta-teatrale, interessanti spunti di riflessione sulla società contemporanea e sulle conseguenze di un intensificarsi e perfezionarsi delle strategie di controllo messe in atto dai governi, magari con la finalità di garantire un certo grado di sicurezza, che corrispondono a una limitazione dell’autonomia e una riduzione dei diritti individuali non in funzione di un auspicabile “bene comune”, ma semmai di un consolidamento delle oligarchie al potere. Sulla spinta di un impulso primordiale come la paura – che può essere indotta e incrementata attraverso i ben noti meccanismi della (dis)informazione e della “distrazione di massa” – si diffonde la convinzione di doversi difendere da potenziali pericoli confidando nella costruzione di muri e confini e nella minaccia e nell’inasprimento delle condanne invece che nella giustizia e nella ridistribuzione delle risorse, nell’educazione e nell’integrazione culturale.
Mercoledì, 7 gennaio 2026